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venerdì 18 luglio 2008

SecondLife non è utile per il marketing

hiperpop lab
(Prototipi realizzati da artisti in SecondLife per Keyo)

Riprendo un post su MixedRealities.com di Roland Legrand, un giornalista ed economista belga, del 10 marzo scorso.
Il Titolo mi aveva incuriosito e un po' piccato nelle mie convinzioni, che ammetto, tendono la pregiudizio, sulla seconda vita come piattaforma capace di amplificare ogni tipo di attitudine e conseguentemente ogni possibile economia, ecc.
Inoltre sostengo la teoria della coda lunga, la necessità di guardare alle nicchie con interesse, dunque a ripensare il marketing concentrandosi su strumenti e strategie adatte a comunità ristrette e focalizzate.

Bello, si dice "in giro", ma i piccoli numeri hanno bisogno di essere accompagnati da grandi volumi, piccoli numeri ma tanti.
Cosa non facile e soprattutto con tempi che mercati abituati alle hits, simili più a dirompenti rovesci che a persistenti atomizzate piogge persistenti.

Forse ha ragione chi pensa che SecondLife non abbia i numeri, perchè è vero, non ci sono nella misura in cui le imprese hanno "bisogno" di vedere numeri che li rassicurino negli investimenti e nelle opportunità.
Anche il più conservatore degli analisti concorda che SecondLife è uno straordinario strumento di social networking, perfetto per attuare forme di comunicazione sofisticate ed efficaci, ma che non ci sono le condizioni per una comunicazione business di successo in mondi virtuali.

Humm.
Ma quando RedBull fa una pubblicità ad un concorso di beach volley locale con 100 persone pensa di comunicare a milioni?
Non credo.
"Ci sono decine di migliaia di situazioni del mondo reale come questo, in cui un marchio decide che una parte della loro strategia comporterà il rafforzamento del marchio e della comunicazione attraverso un gran numero di piccoli luoghi, spazi on-line, e di altri veicoli che corrispondono alla loro immagine di marca." (say Wiz Nordberg)

Roland Legrand inoltre dice: "credo che ambienti come Second Life siano un sottoinsieme della famiglia dei mezzi di informazione partecipativa, e le caratteristiche valide per la comunicazione e il marketing dei media partecipativi si applicano anche per il marketing e la comunicazione in ambienti virtuali."

"Ciò significa che un evento in Second Life non è solo comunicazione con poche decine di persone che partecipano "inworld", ma che probabilmente l'evento inpatterà anche su siti, blog, social network o anche viceversa, che un video di prodotto su YouTube verrà discusso (a favore o contro) e incorporato in blog, ma forse sarà anche guardato in mondi virtuali.

Vero, per me.
Altra considerazione. se questa non basta.
Fosse anche vero, e non lo è, che i numeri manchino, penso che arriveranno a breve.
Penso che i processi tipici delle comunità di pratiche, unite al ciclo dell'esperienza propria dei mondi immersivi tridimensionali (laboratorio, simulazione, prototipazione) sono un detonante straordinario di comunicazione., che si trasformertà a breve in un flisso di contenuti UCG ( User Content Generated) e UCA ( User Content Advertising) da far impallidire qualunque altro media.

Io ci sarò.

giovedì 15 novembre 2007

The persona bot is a key issue

"Gartner Follows up on Personas" è la predizione dell'ultimo report che vede nella personomies ( tutte le manifestazioni digitali di una personalità) un elemento strategico nel prossimo business.
Non si tratta della scoperta dell'acqua calda, il Web 2.0 è già una realtà in cui si esprime appieno la volontà delle persone a partecipare alla costituzione di una cultura (e di un mercato) in una forma di condivisione assolutamente nuova nella storia della comunicazione e dei media.
Qui si tratta di recepire come la personomies è qualcosa di molto più dell'insieme delle sue preferenze ma si connatura con l'individuo e la sua identità.
Come si misurerà allora la customer satisfaction ( si potranno ancora usare qusti termini?) o l'efficacia di un'azione di Marketing?
Leggete questo articolo in cui viene sintetizzata la prediction di Adam Sarner, uno dei principali analisti del Garter Group pubblicato ieri in Virtual World News.

domenica 11 novembre 2007

segnali deboli ( review 25 -26 -28 -30 ottobre )

Social Computing as Co-created Experience http://tinyurl.com/yquykr (23 ottobre)

Virtual Worlds Week: Second Life gets new Google-powered search engine http://tinyurl.com/26oj5p (22 ottobre)

Virtual Worlds Week: Second Life gets Facebook application http://tinyurl.com/2ztagu (22 ottobre)

Slogbase is watching you? Traffic monitoring in SL http://tinyurl.com/274w9r ( 20 ottobre)

Virtual Worlds Week: Top 10 alternatives to Second Life http://tinyurl.com/26h8pf (24 ottobre)

15 virtual worlds currently in development http://tinyurl.com/33azye (25 ottobre)

Metaverse Singularity http://www.acceleratingfuture.com/people-blog/?p=219 (14 ottobre)

Entrepreneur's Guide to Second Life: Making Money in the Metaverse http://www.wonderlandblog.com/wonderland/2007/10/entrepreneurs-g.html (15 ottobre)

The future of virtual worlds http://tinyurl.com/3b27c6 (26 ottobre )

Kinset: Like Second Life For Shopping http://tinyurl.com/yrawob (23 ottobre)

World Bank and IFC Report Ventures into Virtual World with Second Life http://tinyurl.com/ywz37c (23 ottobre)

World Bank Presents Global Doing Business Report in Second Life http://tinyurl.com/28wvxx (27 ottobre)


20 trends definingvirtual worlds in 2007 http://tinyurl.com/2tz4nt (29 0tt0bre)

10 Golden Rules Internet Marketing Strategy Blog http://tinyurl.com/2dus7p (29 ottobre)

venerdì 28 settembre 2007

Dieci è il numero perfetto. Anche per Second Life.

Piace molto il numero 10 nel mondo delle ICT. Non ne so il significato nella smorfia napoletana, ne quello nella Quabbalah, ma certamente tra chi si occupa di tecnologie, mercato e new media va per la maggiore.
Solo per citare un caso John Maeda, Guru della digital Age e "computer scientist at the MIT Media Lab" ha riassunto in 10 leggi
la semplicità
nel design. E si potrebbe andare avanti per molto.
Omissis.
Anche Second Life non è da meno e diverse sono le ricette in punti - ammetto, non tutte sono 10 - per spiegare sinteticamente al mondo delle imprese i perchè ed i percome SL è una strada percorribile per il loro business.
Vi propongo qui una piccola selezione, raccolta in questi ultimi due mesi, ci sono spunti ed idee interessanti da sviluppare. Se ne potrà parlare.
Iniziamo con ( in ordine di "freschezza")

10 Things You Can Do With Multiverse | Metaversed, dieci cose che le aziende possono fare in Second Life URL (fonte: metaversed.com)

Top 10 Reasons as to why I still need to be convinced about marketing on Second Life, il titolo dice tutto.. URL (fonte: Hewlett Packard)

10 Things You Need to Know about Second Life, una specie di beadeker per absolute beginners di Second Life (business, of course) URL (fonte: nesweek)

Chiudiamo riducendoci a 5, ma molto interessanti
Five Rules For Bringing Your Real-Life Business Into Second Life, forse fra tutti quello che mi è piaciuto di più. URL (fonte: informationweek.com)

giovedì 27 settembre 2007

Tornano le Marche del fashion in Second Life? Inizia Armani.

Che le gradi marche si presentassero all'appello, era solo questione di tempo. Si muovono coi piedi di piombo, una mai celato - almeno in Italia - atteggiamento di sufficienza verso i nuovi media e soprattutto la forza di una innegabile potenza di fuoco comunicativa.

Armani entra, alle 16 batteva la news Reuter e subito dopo rimbalzava nella blogosfera come un flipper.

Dopo Un perido di duri backslash e di autorevoli defezioni, come American Appareil, ci si domandava per quanto tempo ancora i Brand avrebbero disertato Second Life. Il loro rientro speriamo sia un segnale luminoso per le aziende e per un made in italy che ha il fiato corto.

Personalmente credo che i grandi marchi e i loro reparti marketing hanno tutto da imparare su come l'acquisto di impulso giochi un ruolo fondamentale nel metaverso, come sia necessario reinventare spazi ed esperienze d'acquisto originali che assecondino le leggi fisiche e spaziali proposte da Second Life.
Seguiremo con interesse gli sviluppi...

Armani SLURL

martedì 5 giugno 2007

Leggonsi Tarocchi e fondi del caffe. Previsioni Virtuali, ma accurate. Prezzi Modici

Alcuni giorni fa scrivevo:

Ci sono migliaia di giovani volenterosi che si cercano il lavoretto virtuale e
sono convinto che ben presto nasceranno le prime agenzie di lavoro interinale
virtuale, pronte a spianarvi la strada fornendovi il servizio completo dalla
selezione alla gestione.


Link

oggi leggo:

Elite Island è lieta di annunciare l’apertura di un nuovo servizio: Elite
Job Contact “Lavoro Temporaneo” Stiamo creando la più grossa Banca Dati
Italiana, offerte per lavoro temporaneo in SL, chi volesse iscriversi, venga al
palazzo Elite Plazza c’è una notecard da compilare. “qualcuno potrebbe avere
bisogno di te...”

Link



Second Life non lesina soddisfazioni.

Roberto Brocchieri
alias
Albert Falck

giovedì 31 maggio 2007

Marketing per Second Life, appunti per un world in progress

In un precedente post mi sono scagliato con una certa asprezza contro le critiche che si iniziano a levare contro Second Life come strumento di marketing e promozionale.

Sono tuttora convinto che molte delle critiche che sono state mosse siano immotivate e in alcuni casi addirittura ridicole, ma in effetti la domanda rimane: come si può fare marketing su Second Life?

Nelle prossime pagine troverete la sintesi delle riflessioni che ho fatto in questi mesi, alcune risposte e persino delle domande senza risposta. Perché i mondi virtuali come Second Life sono ancora un fenomeno relativamente nuovo, e di domande senza risposta ce ne sono ancora molte…


Avete un Piano?

La prima cosa è di sicuro avere un piano. La cosa sembra banale, ma purtroppo sta diventando sempre più frequente essere contatti da aziende che hanno già deciso di entrare su SL, ma ammettono apertamente di non avere idea del perché e di che cosa vogliono fare in SL.

Inutile dire che in queste situazioni non solo è difficile poter avere un reale valore aggiunto… ma c’e’ anche la realistica possibilità di essere ampiamente tosati se ci si affida a mani poco scrupolose.

Non è assolutamente necessario in assenza di idee precise voler strafare. Una strategia sensata può essere avere un entrata di portata minima (anche solo ufficiosa, senza coinvolgere apertamente il brand e l’azienda) per creare know how interno e esplorare le possibilità del mezzo.

Ci si può anche solo limitare, con costi minimi, a sfruttare la copertura mediatica dei mezzi di comunicazione tradizionali: basta ua costruzione abbastanza luccicante, con un grande logo aziendale, qualche foto e un adeguato comunicato stampa.

Su Second Life una simile strategia non avrà nessun impatto, ma può procurare visibilità per i clienti del mondo reale. Parecchi tra i migliori consulenti sono probabilmente in grado di gestire la cosa in tempi rapidi (parecchi hanno sim apposite con le sedi già pronte in attesa solo del logo aziendale del cliente) e con costi inferiori a quelli di un cartellone pubblicitario.

Questa strategia sta però venendo velocemente sovra-sfruttata e ritengo che entro poco tempo i suoi possibili effetti andranno a sparire, forse diventeranno addirittura controproducenti. Considerando però che molte delle entrate in pompa magna di aziende reali alla fine hanno avuto solo questa ricaduta, potrebbe essere conveniente risparmiare un po’ di quattrini focalizzandosi subito su questo obiettivo minimo.

Se si vuole invece realmente entrare Second Life può offrire diverse possibilità di applicazione.

Una è sicuramente quella del R&D. L’ambiente “visivo” di SL può permettere un efficace test dei mock up dei prodotti, una maniera sicuramente economica di sottoporli a una udienza internazionale.

La cosa può essere fatta sia apertamente e con ampia pubblicità (come ha fatto Starwood Hotels), o in maniera più riservata, magari affidandosi ad una delle società di ricerca di mercato già attive su SL e dotate dei contatti, dei mezzi e anche di panel ampi e metodologie adeguate.

Altra scelta, quella fatta da IBM per esempio, è usare Second Life come uno strumento di comunicazione e integrazione aziendale. Creando campus e punti di incontro, aziende fortemente internazionalizzate possono mantenere i contatti in maniera più immersiva delle teleconferenze e delle applicazioni tradizionali e sicuramente più economica rispetto ad una trasferta nel mondo reale.

In linea di massima però l’interesse delle aziende RL in second Life è focalizzato ad iniziative marketing e branding (alcuni iniziano a voler sperimentare iniziative di e-commerce nei mondi virtuali, ma questo è un altro argomento molto vasto).

Molte aziende ci hanno finora tentato, ma finora i risultati non sono sembrati avere molto successo (malgrado un frenetico spin doctoring dei media), come dimostrano le impietose survey di Tateru Nino su New World Notes.

Per quanto possa sembrare paradossale doverlo ricordare i principali passi da fare per far funzionare un prodotto o promuovere un marchio dentro Second Life sono gli stessi che vanno fatti nella vita reale, ma dovete definire le vostre strategie e il vostro posizionamento tenendo conto (e qui viene il complicato) delle peculiarità tecniche e sociali del mezzo che si sta usando.


Second Life è un mondo dalla fantasia più sfrenata, voi ne avete abbastanza?

La prima cosa da fare è necessariamente guardare ai vostri prodotti, alla vostra immagine e ai vostri valori in una nuova ottica. L’ottica di un mondo dove si vola, dove si cambia aspetto con un click del mouse, dove non si ha fame, dove le fantasie diventano reali.

Il vostro marchio nel mondo reale è un chiaro segno di distinzione e di status sociale, ma avrà lo stesso effetto in un posto dove, se voglio distinguermi dalla folla, personalmente mi trasformo con un click in un drago rosso lungo quattro metri? Altro che lista di attesa per una Ferrari: ne vendono solo 600 all’anno, durante una cerimonia tenuta in una cattedrale, 4 volte l’anno ogni solstizio e ogni equinozio e bisogna essere referenziati.

Il vostro marchio e i vs prodotti rappresentano libertà e dinamicità spinta all’estremo… bene su second life mi posso infilare un jet pack modello supereroe della Marvel salire a 5000 metri e lasciarmi andare in caduta libera con un paracadute. Il freeclimbing qui è cosa per pensionati

Il vostro marchio e i vostri prodotti comunicano trasgressività? Vi prego la mia migliore amica veste di cuoio, ha un fucile a pompa funzionante in spalla e non disdegna di ballare nuda per l’elevazione morale di selezionati gruppi di amici. In una sim goreana rischiate di apparire… pudibondi.

Qualunque sia la vostra strategia di comunicazione nel mondo reale per mantenere la vostra immagine su Second Life dovete rivederla e ripensarla e spingerla all’estremo. Adattarvi all’ambiente. Lo avete già fatto decine di volte entrando in mercati esteri.

Attirate l’interesse degli Avatar

La gente non è su Second Life in attesa di ammirare i vostri prodotti. E’ su SL per le sue personalissime ragioni, per quale ragione dovrebbero degnarsi di concedervi parte del loro tempo libero?

In che maniera contribuite al loro divertimento? Cosa gli offrite che interessi loro?

Alcune aziende hanno la fortuna di avere modelli di business che possono essere clonati all’interno di una realtà virtuale. Reuters and The Avastar per i media, Gambetti e Coldwell Banker per l’immobiliare sono tra gli esempi migliori. Su Second Life sono venuti a fare il loro mestiere, portando il loro know how e tentando di adattarlo al nuovo ambiente.

Si sono integrati nella vita dei SecondLifers e gli forniscono qualcosa di utile, ma non tutte le aziende sono cosi fortunate, e alcuni modelli di business non hanno senso su Second Life.

In questo caso vi serve maggiore fantasia, inventare qualcosa di correlato con la vostra immagine che sia capace di suscitare interesse, e usare gli strumenti promozionali ormai sviluppati in anni di esperienza dei business “indigeni”.

Per fare un esempio ogni business che sia degno di questo nome su SL offre freebies (oggetti gratuiti) che possono essere interessanti: possono essere prodotti di base adatti ai nuovi arrivati, ma possono essere anche chicche di pregio dedicate ad utenti esperti. Quelli fatti con accuratezza non sono solo graziosi gadget, sono utili e spesso complementari a quello che si vende e si propone.

La vosta presenza su Second Life deve essere interessante. Divertente. Attraente. Pensate a come riportare su Second Life le emozioni che il vostro prodotto dovrebbe comunicare, fatelo coinvolgendo gli avatar dei vs potenziali clienti.

Comunicate

Una volta che siete arrivati su SL dovete farlo sapere. I mezzi sono anche qui sorprendentemente gli stessi di quelli che esistono nel mondo reale. Avete pubblicizzato il vostro primo punto vendita in Inghilterra sul Corriere della Sera? Scommetto di no. Eppure è quello che fanno comunemente le aziende che entrano su SL.

Certo io leggo anche il Corriere… ma se voglio sapere cosa fare sul Second Life leggo SL Herald, The Avastar o M2 o 2LItalia o mi vedo sluub.tv o In the Grid. Le promozioni sulle loro pagine costano sorprendentemente poco e i loro lettori sono esattamente il vostro target. Colpite il target, vi integrate e comunicate che siete disposti a stare “al gioco”.

Comunque bisogna far notare come su Second Life i mezzi di comunicazione di massa, siano ancora piuttosto primitivi, e non esistono trend setter affermati: la maggior parte delle informazioni su SL viaggiano di bocca in bocca tramite network informali, le informazioni passano da persona a persona. La vostra miglior fonte di promozione saranno i “clienti” soddisfatti, molto di più di quanto accada nel mondo reale. Ovvero i vostri giudici più esigenti

Potete provare a legare a voi i vostri contatti creando dei gruppi appositi, è una strategia comune a molti business virtuali. Ma fate comunque a come e quanto comunicate. Definite bene i messaggi che intendete distribuire e fate in modo che siano ben indirizzati al vostro target. Gli utenti di SL sono nella maggior parte piuttosto evoluti tecnicamente, già odiano lo spam. Bombardarli di messaggi senza un contenuto veramente interessante per loro solo per ricordargli che esistete , non li farà felici. Anzi di solito si viene velocemente sommersi da critiche molto esplicite.

Costruite la vostra sede su SL, ovvero castelli in aria e piedi per terra

Essere su Second Life per una azienda significa per prima cosa crearsi una presenza virtuale. Sia che apriate un intera isola o preferiate uno spazio più ristretto, costruirete qualche cosa che rappresenterà voi, il vostro marchio i vostri prodotti.

Come vada costruito un edificio su Second Life è una questione che sta creando un dibattito molto acceso tra gli “architetti” virtuali, provocando veementi diatribe tra le varie scuole.

Personalmente ritengo che costruire una sede in Second Life richieda raggiungere un delicato equilibrio tra fantasia e praticità. La fantasia vi serve per farvi notare e per sfruttare le opportunità di un mondo con regole fisiche diverse da quelli reali, la praticità per non perdere di vista i vostri obiettivi, permettendo agli utenti di orientarsi velocemente, usando gli istinti ereditati dal mondo reale, e sfruttando al meglio quello che avete da offrire.

Insomma la gestione dello spazio in Second Life meriterebbe uno studio a parte, ma alcuni brevi suggerimenti possono essere i seguenti.

- Ricordate che Second Life non è il mondo reale. Gli avatar volano, non piove e non fa freddo. Spesso camminare in spazi ristretti è frustrante e difficoltoso. Per le grosse distanze il mezzo più veloce è il teletrasporto
- Quello che state creando non serve solo a voi. Serve ai vostri clienti. Sono in grado di capire cosa c’e’ da fare e cosa c’e’ di interessante nella vostra sede? Sono in grado di raggiungere facilmente i posti interessanti? Di sicuro ottimizzate la navigazione nei vostri siti web, bisogna farlo anche su Second Life.
- La costruzione e l’architettura deve essere coerente con la vostra strategia. I creativi sono e gli artisti sono importanti, loro conoscono l’ambiente (sperabilmente). Ma attenti a non lasciate che siano loro a prendere le decisioni strategiche. Voi avete il vostro obiettivo e i vostri bisogni.
- Ultimo consiglio, banale ma spesso disatteso. Decidete che lingua volete parlare. Puntate solo al target italiano? Se no ricordatevi che il mondo parla inglese. Trovo sempre più in giro pubblicità turistiche nelle land italiane… troppo spesso sono solo in italiano. Mi chiedo ma i turisti americani, tedeschi, francesi e giapponesi vi fanno cosi schifo che vi limitate espressamente a parlare solo al 5% della popolazione di SL?


Coinvolgete e interagite

L’opinione più comune è che Second Life sia uno degli esponenti di spicco della nuova generazione di internet, del web 2.0. Ma proprio mentre si dice questo a chiacchiere i precetti fondamentali che dovrebbero derivare automaticamente da questa idea sembrano venire ignorati bellamente da chi entra per fare marketing

Lo ho già accennato, ma qui lo ripeto espressamente. Su Second Life, ancora di più che in altri ambienti, dovete coinvolgere i vostri utenti. Le isole di Second Life non sono dei siti web. Una pagina web è sostanzialmente un contenitore di informazioni, internet è una rete di informazioni. Un isola di Second Life è un contenitore di relazioni personali, Second Life è una rete di contatti ed emozioni. Un sito si legge, un’isola si vive, tramite il contatto con gli altri.

I vostri utenti saranno coinvolti non dalle informazioni, ma dal contatto. Contatto con voi. Contatto con gli altri.

Troppo spesso le isole aziendali sono desolantemente vuote. La mia domanda è questa: Quante volte ad una fiera avete messo su uno stand? Quante volte lo avete lasciato vuoto? Uno stand senza un vostro rappresentante interno, o almeno una hostess esterna pronta ad accogliere gli ospiti è inconcepibile, o sbaglio?

Eppure su Second Life si costruisce e si abbandona. Che messaggio pensate di comunicare? “Io sto qua se ti interessa bene, leggi qui, se no chi se ne frega di te…”. Se volevate fare branding, complimenti avete colto l’obiettivo: il segno che lasciate è indelebile.

Presidiate le vostre sedi. Può essere personale interno ottima occasione di creare know how, oppure un “greeter” trovato e “assunto” su SL. Ci sono migliaia di giovani volenterosi che si cercano il lavoretto virtuale e sono convinto che ben presto nasceranno le prime agenzie di lavoro interinale virtuale, pronte a spianarvi la strada fornendovi il servizio completo dalla selezione alla gestione.

Uno dei limiti spesso imputati a second life è la sua incapacità di portare grandi folle nella stessa location (il record attuale è di 100 avatar presenti nella stessa SIM). Certo sarebbe comodo avere di fronte a voi un migliaio di persone a cui fare un proclama, voi comunicate loro ascoltano.

Ma il web 2.0 non funziona cosi. Il rapporto è reciproco, voi parlate l’utente risponde. Volete rispondere a più di 100 persone alla volta? Il limite va trasformato in vantaggio, in un gruppo ristretto potete creare un rapporto e consolidarlo. Siete su SL per questo.

Fate attenzione su un punto, dicevo voi parlate l’utente risponde.. ma è vero anche il contrario: l’utente parla e si aspetta che voi rispondiate. I SecondLifer in materia di Customer Service sono ampiamente viziati. Raramente ho aspettato più di 24 ore la risposta a una mia domanda (ciò malgrado i problemi di fuso orario), raramente la risposta era insoddisfacente.

Coccolate gli utenti. Non vorrete che quando verrà pubblicata la prima ricerca sulla soddisfazione del cliente in Second Life, la vostra posizione sia peggiore di quella di un venditore di vibratori virtuali, vero?


Promuovetevi, promuovendo

Altra possibilità spesso trascurata è quella di permettere ai vostri clienti di interagire tra di loro. Se create un posto interessante, potete creare una comunità che orbiti intorno a voi.

Second Life è l’esaltazione del concetto di Open Content. Niente di quello che vedete intorno a voi è stato creato dalla Linden Lab. E’ stato creato dagli utenti. Usate questo concetto.

La cosa può mandare in crisi isterica parecchi Uffici della Comunicazione (ne sono cosciente), ma perché fare voi il lavoro di rendere interessante la vostra isola, quando può farlo qualcun altro?

Ospitate le idee dei vostri utenti. Dategli spazio. Perché mai sulla vostra isola dovreste parlare solo voi? Avete un auditorium? Una sala per mostre? Perché non ospitare altre iniziative locali? Lezioni di scripting, conferenze, mostre, concerti. Su Second Life c’e’ un fiorire di attività culturali e artistiche, molto spesso in cerca di spazio.

Probabilmente sanno parlare ai SecondLifer meglio di voi, conoscono il loro target approfonditamente, hanno seguito, forniscono un servizio utile. Associarvi a loro, vi associa a quello che sanno fare di buono.

Nel mondo reale raramente un azienda si tira indietro di fronte ad una sponsorizzazione, su Second Life sembra una eccezione, malgrado siano a costo zero.

Aggiornatevi continuamente

Anche questo punto è banalissimo e costantemente ignorato. Il vostro sito web viene aggiornato con costanza? Le vostre esposizioni nel mondo reale, sono sempre le stesse o le rinnovate e le ridisegnate abitualmente? Quanti lettori avrebbe il mio blog se non lo aggiornassi con costanza con nuovi contenuti?

La stessa cosa andrebbe fatta su Second Life. Rinnovatevi, create eventi (o fateveli creare come visto sopra), stimolate interesse. Dimostrate che su Second Life ci siete e ci lavorate.

Superato l’evento mediatico della inaugurazione, dovete trovare nuove occasioni di visibilità.

Integratevi, con voi stessi

L’altra parola chiave è integrazione. La vostra strategia su Second Life deve essere integrata con quelli degli altri mezzi a vostra disposizione Web e fisici.

Integrate la vostra isola con il vostro sito. Anche questa è una cosa che vedo molto raramente, malgrado basti il più semplice degli script.

Sicuramente avrete un sito web, pieno di informazioni utili. Su Second Life leggere e classificare informazioni è un processo lungo e complicato, l’interfaccia non è stata creata per questo scopo. Se avete stimolato l’interesse di qualcuno rendetegli facile la vita portandolo là dove può soddisfarla, velocemente e senza ostacoli

Integrate Second Life con la vostra comunità online se ne avete una. Accogliete chi vi scopre su SL nel vostro Web, portate i vostri utenti web su SL.

Si vedono costantemente le aziende promuovere concorsi a premi per la miglior fotografia, il miglior slogan, etc… pubblicateli sul web, pubblicateli su SL. Avete uno strumento usatelo. Trasferite informazioni ed eventi da una parte all’altra. Avete contenuti: non lasciateli ad ammuffire da una sola parte.

Promuovete in maniera integrata. Quanto vi costa offrire un omaggio su Second Life ai vostri clienti reali? Quanto vi costa fare promozioni reali per gli utenti che vi scoprono su Second Life?

Idee simili se ben applicate possono avere davvero un notevole valore promozionale.

Viste le nuove politiche di Linden Lab potreste addirittura creare la vostra help island dove accogliere fin dal principio i Vostri nuovi utenti. Li fidelizzate fin dai primi passi. La loro esperienza di Second Life può cominciare con voi. Se decidete veramente di impegnare seriamente, se credete realmente che Second Life abbia un futuro nelle vostre strategie, anche questa è una possibilità.

Non mentite

Un ultimo avvertimento: non mentite. Non create speranze che deluderete. Siate coscienti delle vostre forze e del vostri impegno. Se volete veramente usare second life dovrete creare un rapporto con i vostri utenti, se tradirete la loro fiducia, vivendo al di sotto dei vostri proclami, raramente sarete perdonati.

E’ il web 2.0 bellezza. E’ Second Life.


Roberto Brocchieri

in SL Albert Falck

Brocchierir@hotmail.com



Fonti e Ringraziamenti

Sono debitore della maggior parte delle informazioni e dei concetti che ho riunito e integrato in queste righe a molte persone e a molti siti. Molto su Second Life è già stato detto e aspetta solo di essere applicato.

Le mie fonti di ispirazione principali sono state:

http://www.secondlifeinsider.com/ del grande Tateru Nino

http://nwn.blogs.com/nwn/ di Hamlet Au

http://terranova.blogs.com/ la maggiore fonte di informazione sul mondo dei MMOG

http://freshtakes.typepad.com/sl_communicators/ in particolare le conferenze che hanno organizzato

http://www.secondlifeherald.com/
http://www.the-avastar.com/ e
http://www.metaversemessenger.com/
per le notizie su come vanno “realmente” le cose nel mondo virtuale

In italiano:
http://fantasilandia.wordpress.com/

e ovviamente:
http://www.secondlifeitalia.com/


Contributo sostanziale alla mie riflessioni è poi venuto dalle lunghe discussioni e dibattiti con tanti amici e conoscenti interessati come me al marketing, all’economia e ai mondi virtuali, o che mi hanno semplicemente aiutato a scoprire cose nuove. Tra i principali che desidero ringraziare:


Laureato91 di http://www.economiaitaliana.splinder.com/

Valerka Pfohl alias Valerio Locatelli di http://www.zelconsulting.com/

Dep1050 Plasma

Randall Rall

Minya Writer

Giovanna Delphin

I membri del forum di Second Life Italia, che tra un consiglio ad un newbie ed un flame, stanno realmente sviluppando, con passione, conoscenza e idee.

Ultima doverosa citazione per Edward Castranova, il primo a vedere cosa succedeva al di là dello specchio di Alice.

mercoledì 16 maggio 2007

2L Italia e qualche altra notizia

Un giornale Italiano per SL

Domenico scorsa nel post dedicato a sluub, speravo di poter dare presto la notizia della nascita di un giornale italiano per Second Life.

Beh nemmeno tre giorni dopo ho la dimostrazione che Second Life è veramente la landa dei sogni dove tutti i miei desideri vengono soddisfatti:

Siori e Siore, Ladies and Gentleman, etc etc... ecco a voi:

2LItalia-world

L'ho appena scaricato e devo leggerlo... ma ahime il lavoro incombe... e mi sa dovrà aspettare che allunghi le gambe in poltrona questa sera.

A me sembra interessante, a voi?

Marketing in SL

Lunedi scorso ho parlato molto male di come si faccia Marketing in SL. Dopo aver ricevuto qualche piccola protesta, devo ammettere una cosa: ho demolito molto e costruito poco.

Sono tuttora convinto di avere le mie ottime ragioni, ma comunque nei prossimi giorni, impegni permettendo tenterò di mettere sul blog qualche consiglio costruttivo su come penso si potrebbe fare marketing su SL.

Intanto proprio oggi ho scoperto su New World Notes che Tateru Nino pubblica periodicamente un analisi di come vadano i tentativi dei colossi RL di lasciare il loro segno in SL, e non ci riescono...

Leggete un paio dei suoi post per un po' di dati. (qui e qui)

Albert Falck

IRL Roberto Brocchieri

lunedì 14 maggio 2007

Marketing per mondi Virtuali. Ma di virtuale c’e solo il marketing.

Fino a poche settimane fa i giornali davano l’impressione che Second Life fosse il paradiso sceso in terra, una terra virtuale dove il nettare dei profitti e l’ambrosia della pubblicità erano pronte ad essere raccolte a piene a mani da società innovative e avanzate.

In questi mesi ho visto il fiorire di decine di nuove società consulenza “specializzate” a portare aziende in Second Life (tralascio commenti sulle loro presunte “specializzazioni”), ho visto i mostri sacri della consulenza aziendale sdilinquirsi in strafichissimi seminari e conferenze su SL e sul web 2.0 (e 2.1 e 3.0 e n.0 e giù a chi sparava il numero più grosso). Soprattutto ho visto preventivi e piani di marketing che non stavano ne in cielo ne in terra presentati da “esperti” che interrogati non sapevano dirmi cos’era il lag o cos’era uno script. Mi sono arrivati in azienda inviti a corsi e seminari (a pagamento ovviamente) con delle affermazioni che sul forum di SecondLifeItalia verrebbero sotterrate dalle pernacchie.

Insomma un vero circo a tre piste di nani, giocolieri e ballerine pronti a fatturare sul niente.

Tutto questo tam tam continua, ma esattamente come sui giornali iniziano ad apparire articoli negativi su molti aspetti anche in ambito aziendale si iniziano a sollevare delle voci critiche.
Insomma si inizia a sentir dire che SL non funziona non è un ambiente adatto al marketing, una bufala insomma.

Da quello che ho potuto ricostruire il punto di origine di queste affermazioni è un articolo pubblicato su Brandweek alla fine di marzo ed è stato poi più o meno rielaborato ed espanso.

Vediamo i principali problemi che sono stati notati… a cosa vengono imputati i fallimenti delle aziende reali che provano ad entrare in SL. Da tutta la massa degli articoli e delle lamentele possiamo tirar fuori sei punti principali:

Problema 1 – Le statistiche sulla popolazione errate ed esagerate

Problema 2 – Gli investimenti sono sottostimati, non basta farsi un isola, bisogna averne cura

Problema 3 – Su SL ci sono troppi contenuti per adulti.

Problema 4 – Spesso non si può si accedere a Second Life dalle reti aziendali.

Problema 5 – I profitti potenziali sono limitati.

Problema 6 – La gente non è interessata ai prodotti e ai Brand portati dal mondo reale.



Problema 1: Statistiche sulla popolazione errate ed esagerate.

Voi vi chiederete con me: cioè? Semplice cari amici si è scoperto che su SL NON ha 6 milioni di utenti. Che meraviglia, vero? C’è qualcuno tra voi cari lettori che NON sa che gli iscritti sono più di 6 milioni, ma gli utenti veri MOLTI di meno? Circa il 10/15% di quella cifra? Non c’e’ scritto forse su decine e decine di articoli e di blog?

Basta un po’ di esperienza di marketing per capire che non basta prendere il primo numero che ci passa sotto il naso. Per fare un esempio questo piccolo blog nel mese di aprile ha ricevuto circa 5.000 visite. Vuol forse dire che ho avuto 5.000 lettori? Ovviamente no. Guardando una semplice statistica so bene che posso tranquillamente escludere tutte quei visitatori che si sono fermati qui solo per pochi secondi, quelli sono contatti, ma non certo lettori. E cosi via analizzando.

A casa mia questa si chiama analisi di marketing. I numeri vanno capiti e interpretati, e per capire i numeri di SL c’e’ una vasta letteratura a disposizione, basta fare un paio di ricerchine su google.

Quindi venire a dire che una strategia di marketing è fallita perché su SL ci sono solo 600.000 utenti e non 6 milioni a mio parere significa solo che si è fatto spendere qualche centinaia di migliaia di euro alla propria azienda per pura incapacità se non per patente imbecillità.

Avessi fatto io un analisi di mercato cosi “cannata” (termini tecnico di settore) onestamente mi vergognerei un filo ad andarlo a dire in giro e di farci sopra un articolo, anzi avrei la fondata paura di essere preso a calci dal mio direttore marketing se lo scoprisse.

Problema 2 – Gli investimenti sono sottostimati, non basta farsi un isola, bisogna averne cura.

Anche qui abbiamo la scoperta dell’acqua calda: qualcuno ha avuto l’illuminazione che non basta comprarsi un isola e piantarci sopra un cartellone col logo aziendale per spingere noi SecondLifers a visitarla, emozionarci di fronte a tanta bellezza e correre appassionati a comprare centinaia di euro di prodotti del brand pubblicizzato. Guarda caso bisogna creare una ragione per stimolare l’interesse fossero anche solo feste, freebie, o altre cose carine.

Ovviamente la cosa sta stupendo molta gente in quanto è risaputo che basta aprire un qualunque sito web tradizionale e ottenere migliaia di contatti senza fare pubblicità, promozioni, updatare i contenuti e seguire le giuste strategie per farsi listare nei motori di ricerca.

Certo dopo essersi fatti rapinare una barca di quattrini per farsi costruire un’isola che in realtà è costata 10 volte di meno, può essere difficile ritagliare alcune centinaia di euro per pagare in Linden$ qualche greeter che accoglie la gente o ti organizza una festa. Una vita dura quello del marketing in SL.

Problema 3- Su SL ci sono troppi contenuti per adulti.

Perché come sappiamo tutti il web tradizionale e casto e puro, e i siti vietati ai minori di 18 anni attirano una percentuale insignificante dal traffico… non fatemi commentare.

Comunque su questo punto in effetti qualcosa di vero c’e’ anche se non espresso bene dalle lamentele: il tuo sito web può essere volendo ospitato sullo stesso server web di decine di siti pornografici, ma gli indirizzi sono diversi, per gli utenti la cosa è invisibile.

In un mondo 3d come SL invece la tua fichissima sede aziendale in vetro e acciaio virtuali può essere “geograficamente” vicina un mega bordello fetish o a un negozio di add-on per organi sessuali, uscendo da una avanzatissima conferenza virtuale i tuoi ospiti potrebbero trovarsi di fronte a una gigantesco pene fluorescente costruito nel plot accanto al tuo. Il che, lo ammetto, è sconveniente.

Peccato che spendendo la barca di quattrini, che si solito si spende per entrare in SL, una bella isoletta tutta tua ci possa uscire, o volendo i consulenti più seri stanno provvedendo a creare dei parchi industriali dedicati alle aziende loro clienti, in un ambiente controllato e ben gestito. Senza pericolo che qualcuno sia costretto a far finta di scandalizzarsi.

Problema 4 – Spesso non si può si accedere a Second Life dalle reti aziendali.

Anche questo è un problema vero: molte aziende retrive e reazionario non vedono di buon occhio che i loro dipendenti entrino in SL (o in WOW o in Ultima Online) mentre sono in ufficio a lavorare.

In effetti questa tristissima ingiusta situazione la sperimento sulla mia stessa pelle: in ufficio il mio capo si aspetta che io passi il mio tempo a lavorare, guadagnandomi lo stipendio invece di giocare a SL, o se per questo andare a far shopping su Ebay e Amazon. In orario di lavoro mi si richiede addirittura di non uscire liberamente dal mio ufficio per andare a fare compere nei negozi veri… il lavoro mi impedisce di dedicare il mio tempo allo shopping. Incredibile vero?

Problema 5 – I profitti potenziali sono limitati.

Ho già scritto anche su questo parlando di Anshe Chung (qui). In effetti i soldi che girano su SL sono ancora piuttosto limitati, la possibile volatilità del cambio è notevole. Si paga e si compra con una “moneta” emessa da una società privata. Tutto ciò non è per niente buono… ma anche questo è noto. Una buona ricerca di marketing e un “esperto” consulente queste cose non le hanno portate alle luce? Dico prima di spendere soldi?

Anche qui rimango strabiliato che qualcuno che di professione fa marketing possa uscirsene con tali ovvietà, dimostrando di aver fatto molto male il suo lavoro e di non capire di cosa stia parlando.

Problema 6 – La gente non è interessata ai prodotti e ai Brand portati dal mondo reale.

Onestamente questo è forse il problema che ha colpito di più la mia fantasia.
Si è scoperto come i SecondLifers siano una strana genia che si diverte a travestirsi da furry, andare in giro con gonne flexi e ali da fata, oppure in abiti medievali e spade scriptate, a fare skydiving e a incontrare gente nuova, e che ovviamente sia interessata a prodotti che la aiutano a soddisfare questi desideri e non a pubblicità di prodotti che gli non servono in SL.

In altre parole vendere costumi da bagno agli eschimesi sembra non abbia successo.

Ovviamente quello che si sente dire in giro non è che i prodotti sono sbagliati per il target, o che la strategia promozionale non è ben fatta: la realtà è che i SecondLifers sono sbagliati e che inspiegabilmente non apprezzano prodotti e promozioni che non portano nessun vantaggio alla loro vita virtuale.

Questa mancanza di successo sta iniziando a far supporre ad alcuni che l’utenza di SL sia un target ben poco adatto a vendere qualcosa… peccato che ci si dimentichi come al contrario ci siano decine di aziende nate e cresciute su SL che invece siano molto soddisfatte della frenetica tendenza allo shopping che ci circonda. Chiediamo ai fondatori di TorridWear, X2, Xcite! SexGen, o Musashi Do e vediamo se concordano sul fatto che i SecondLifer sono restii a comprare.

Insomma come spesso succede ad analizzare un po’ i dati si scopre come molte delle critiche a second life vengono non da problemi reali, ma dalla gravissima mancanza di informazioni, mancanza troppo spesso provocata solo dalla assenza di volontà di analizzare i dati disponibili.

Una conferma un po’ più scientifica delle mie impressioni personali viene dall’ultima ricerca di mercato della Market Truths dedicata propria alla Brand Image delle aziende reali presenti in SL.

I risultati sembrano dimostrare che gli intervistati sono molto disponibili ad accettare la presenza di marchi reali nella loro seconda vita.

Non ho avuto modo di leggere tutto il lavoro… ahimé viene 200 US$, un filo troppo per un interesse accademico come il mio, ma ho avuto l’opportunità di essere invitato alla presentazione dello studio (trovate il transcript nel sito della Business Comunicators) e di farmi un interessante chiacchierata con la fondatrice di Market Truths e quello che mi è stato detto è molto interessante e si può riassumere nella seguente frase:

Gli utenti sembrano apprezzare maggiormente le aziende reali se queste provano ad integrarsi nelle logiche del metaverso e provano ad offrire servizi o anche solo gadget utili e interessanti dentro Second Life, piuttosto che limitarsi a pubblicizzare i loro prodotti presenti nel mondo reale.

L’uovo di colombo.

Una dato altrettanto interessante e che di sicuro è il seguente:

Tra le domande del test una chiedeva agli intervistati di citare 3 marchi della vita reale presenti in SL, la cui presenza fosse giudicata positiva e avesse in qualche modo arricchito SL di contenuti, prodotti, servizi, o avvenimenti.

Dei dieci brand più citati ben tre NON erano presenti ufficialmente sul SL. Il Brand veniva utilizzato in maniera informale dagli utenti per scherzo o per fare scena… e hanno fatto meglio loro che tanti ben pubblicizzati sbarchi aziendali supportati da consulenti, tecnici e analisi di mercato, comunicati stampa e vagonate di soldi veri.

Questo è un fatto che dovrebbe far riflettere e riflettere molto se pensate di fare marketing su Second Life.

In definitiva mi sento di poter dire che al momento su Second Life una delle cose più virtuali che si può trovare sono proprio le Strategie di Marketing delle aziende reali. Cosi virtuali da sembrare inesistenti.

Roberto Brocchieri

In Second Life Albert Falck


Update: proprio oggi ho scoperto come Tateru Nino di SecondLifeInsider ha pubblicato ieri un articolo sullo stesso argomento. Sono molto commosso di vedere che la pensa come me, e in contemporanea estremamente depresso per la sua abilità di cogliere il punto molto meglio di me.. Sigh! Vi consiglio di leggerlo e intanto mi permetto di proporvi il paragrafo più illuminante:

If you think shoes in Second Life, you're likely not thinking Adidas or Reebok.
You're probably thinking Moopf, Shiny Things, Simone. Why? Because they're
giving you what you want. Adidas and Reebok are trying to give you what they
want.


Libera traduzione:

Se pensate a un paio di scarpe su SL probabilmente non pensate ad Adidas o
Reebook. probabilmente penserete a Moopfs, Shiny Things e Simone. Perché? Perché loro ti danno quello che vuoi tu. Adidas e Reebok tentano di darti quello che
vogliono loro.

martedì 24 aprile 2007

Un po’ di dati demografici: i trend per nazionalità

Nei dati statistici per il marzo 2007 pubblicati pochi giorni fa, la parte che ho trovato più interessante è l’aggiornamento della suddivisione per nazionalità per gli iscritti.

Confrontare la suddivisione per nazionalità di marzo con quella precedente (pubblicata a gennaio) permette di rilevare alcuni trend di base di Second Life.

La prima tabella su cui mi voglio soffermare è questa, che mette a confronto le percentuali di gennaio con quelle marzo:





L’occhio cade immediatamente su tre cose:

- la percentuale degli Italiani è addirittura raddoppiata; passando sa 1,93% al 3,99%!
- I Tedeschi hanno superato i Francesi come seconda nazionalità raggiungendo il 13,53%.
- Gli americani sono in calo; passando da più del 30% al 27% scarso

La diminuzione percentuale degli americani è un fenomeno sicuramente scontato: sono stati i primi ad approdare su Second Life ed è logico che il loro peso diminuisca man mano che il “fenomeno invade nuovi paesi. Dalla tabella si può vedere come il loro fato sia condiviso da altre nazionalità di early users: Inglesi, Olandesi e Belgi e in seconda battuta Francesi,Spagnoli e Canadesi.

L’incremento Italiano pure non è un fenomeno che meraviglia visto il pesantissimo tamtam mediatico degli ultimi mesi. Non siamo poi gli unici, ma cresciamo in compagnia di Tedeschi, Brasiliani, Danesi, Giapponesi Australiani e Polacchi…

Mi meraviglia un po’ invece la ancora quasi totale mancanza di Russi, probabilmente frenati sia dalla mancanza di adeguate connessioni che di un client in lingua.

Insomma SL si va velocemente internazionalizzando… (sono passati i bei vecchi tempi quando mi commuovevo quando incontravo un altro Italiano…), e la cosa è positiva, malgrado il grande Prokofy Neva trovi l’occasione di lamentarsi anche di questo sull’Herald…

Il secondo raffronto interessante si può fare se ricaviamo da queste percentuali il numero assoluto degli iscritti suddivisi per nazionalità e ipotizziamo la loro crescita:
Come si può vedere gli Italiani sono cresciuti ben del 240% in questi mesi…preceduti solo dalla vera propria esplosione dei Polacchi e dei Danesi.

I numeri assoluti sono ancora limitati, ma come vedete si iniziano a far notare anche gli orientali: Giapponesi, Coreani e qualche Cinese. Le versioni localizzate in quelle lingue stanno avendo il loro effetto, anche se quei mercati sono vere e proprie roccaforti dei grandi MMOG concorrenti.

Un'altra analisi interessante che si può fare è quella della “penetrazione” di SL, confrontando il numero di iscritti con la… popolazioni totale dei paesi di riferimento.


Risulta abbastanza sconcertante pensare che il 2,5% dei Danesi ha provato SL… uno su 40. Decisamente non male.

Insomma si direbbe che se in Danimarca, Svizzera e Benelux potete definire un ingorgo stradale un gran bel Lag ed essere capiti…

Tristino il fatto che l’Italia sia al solito l’ultimo dei grandi paesi industrializzati, ma a quanto pare siamo al di qua del Digital Divide mondiale e la Banda Larga c’e’ la sogniamo ancora…(ma consoliamoci: abbiamo superato Spagna e Portogallo…)

Fare ragionamenti precisi sulla penetrazione è difficile, in quanto ogni paese presenta delle forti peculiarità, date dal reddito e dalla infrastruttura tecnologica a disposizione dei cittadini, mi arrischierei però a dire che Second Life ha ancora ottime possibilità di crescita specialmente in estremo oriente (direi che anche solo tra Giappone e Corea un altro paio di milioni di potrebbero arrivare facilmente), se la Linden Lab si deciderà a penetrare in quei mercati.

Ultima tabella quella della suddivisione dei nuovi iscritti:


Come si vede gli USA sono ancora il mercato principale, malgrado il loro calo di peso complessivo. Altra cosa da notare: USA, Germania e Italia hanno fatto da sole la metà dei nuovi iscritti.

Per chiudere una di nota di colore…nella lista è presente l’Antartide con quasi 2.000 iscritti (alla pari con Ucraina e Marocco per intenderci), non so bene quanto possa essere numeroso il personale delle stazioni scientifiche laggiù, ma di certo è il posto al mondo dove SL è più diffuso.

Nel posto più remoto della terra per qualcuno Second Life potrebbe davvero ricordare la casa lontana.




Roberto Brocchieri


in SL: Albert Falck

domenica 1 aprile 2007

Toscana in SL, una visita.

La notizia che la Regione Toscana avesse deciso di aprire un isola su SL era già nota, finalmente l’hanno finita e inaugurata e questa mattina mi sono preso un attimo insieme con la mia dolce amica Bryn per una breve visita.

Si tratta sicuramente di un bel posto, il landascape è ben modellato dando veramente l’impressione delle dolci colline toscane in primavera. I vari punti di interesse sono collegati da un sistema di teletrasporto ben fatto e veloce.

Sull’isola vera e propria si trova una piccola spiaggia (di una tipologia a dire la verità comune a molte isole private), e la ricostruzione di un “borgo toscano”. Il borgo è invero minuscolo: una strada e una piazzetta circondata da case (che credo siano solo una scenografia vuota), ma è evidente che si è posta molto cura nella ricostruzione e l’effetto è piacevole.

In qualche maniera ricorda un po’ il Residence Cinque Terre, anche se ovviamente sacrifica la funzionalità all’aspetto.

Il resto delle costruzioni sono organizzate in una serie di skybox, raggiungibili via teleport.

La prima in ordine di altezza (un centinaio di metri) è la zona uffici. Ci sono un paio di quei simpatici finti uffici finemente arredati, e di nessuna funzione pratica, che iniziano a spuntare in giro. Uno destinato a InToscana.it (che immagino sia l’agenzia regionale incaricata del progetto, o qualcosa del genere), e un altro alla Commissione Cinematografica Toscana. L’ultimo edificio della zona è un piccolo anfiteatro ovviamente destinato ad ospitare possibili eventi.

A circa 400 metri di altezza si trova un altro skybox, il pezzo forte della sim, destinato alle riproduzioni dei monumenti toscani. L’ambiente è una apparentemente enorme fuga prospettica che ricorda certi studi pittorici rinascimentali. Finora è possibile vedere la Torre di Pisa, e il Duomo di Firenze. Sono entrambi ricostruiti con molto cura e hanno un bel effetto.

La riproduzione del duomo non è ovviamente fedelissima, non potrebbe esserlo, ed è meno imponente del suo modello reale. In Second Life è sicuramente superata, esempio dalla cattedrale dell’Isle of Wyrm dove si svolgono le cerimonie draconiche, o dalla grande chiesa gotica che si trova nella sim medieval-goreana di Gothica (una delle sim residenziale di Anshe Chung).

Comunque, come dicevo, ha dei bei dettagli ed è probabilmente uno dei primi edifici in stile rinascimentale di Second Life (dopo alcune pseudo ville in stile italiano costruite per clienti americani… e che mischiano architettura simil rinascimentale con affreschi pompeiani…..).

Una nota decisamente negativa è la mancanza di una qualsiasi spiegazione: io sono italiano e riconosco una riproduzione virtuale della cupola del Brunelleschi…. Ma quel 98% di utenti stranieri di Second Life come fa a capire cosa sta vedendo?

Altro voto negativo è dato dal fatto lo skybox si trova ad una altezza che non permette di volare: il che rende alcuni punti difficilmente raggiungibili e impedisce di sfruttare la possibilità offerta da Second Life di scoprire questi monumenti da punti di vista volanti impossibili nella realtà.

L’ultimo punto focale è una discoteca ad una quota ancora più alta, sembra un posto carino, ma come tutti gli ambienti simili quando è vuota l’aspetto è desolante, se non addirittura deprimente. Il manifesto di una visita in SL di un qualche partecipante, a me sconosciuto, di una imprecisata edizione del Grande Fratello italiano dà il colpo di grazia. Immagino che si tratti di una iniziativa promozionale, ma l'impressione da polveroso locale di provincia con il pseudo vip televisivo mandato da Lele Mora.

L’ultimo tocco alla sim è una grande scritta luminosa, sospesa in quota con il logo di InToscana.it… è fatta con un certo stile, per cui non ricorda certi orribili cartelloni pubblicitari che si trovano nella main land, ma rimane il dubbio di cosa voglia significare.

A parte gli appunti che ho fatto, è una sim costruita con cura, e con risultati esteticamente pregevoli, ma direi che riassume molto bene i difetti di iniziative simili.

1- E’ desolatamente vuota. A parte che per fare una veloce visita, se viene casualmente scoperta, non c’è la più pallida ragione per cui un utente di SL dovrebbe passarci del tempo o tornarci una seconda volta. Non c’e’ assolutamente nessun servizio o utilità. A parte forse la spiaggetta o l’ennesima discoteca senza animazione.

2- Soprattutto qual è il suo scopo? Se lo scopo è promozionale sono decisamente fuori strada. Non c’e’ in giro, come ho detto, la benché minima spiegazione artistica o turistica, soprattutto per quell’insignificante 98% di utenza non italiana.
A migliorare la situazione basterebbe una notecard o una targa da qualche parte (magari anche in inglese?). Oppure in un impeto di integrazione tecnologica potrebbe essere interessante un evolutissimo script che apra un qualunque sito istituzionale, con magari foto dei monumenti reali ricostruiti, informazioni turistiche e pratiche su come visitare la Toscana (se proprio non si ci si vuole arrischiare ad inoltrare l’utente a un qualunque sito di viaggi on-line con magari già preimpostato un preventivo per un bel weekend a Firenze9.

Insomma ho paura che la sim sia stata costruita, come al solito, sull’onda del dobbiamo esserci anche noi, senza avere una chiara idea di cosa farci e di quali siano le dinamiche di Second Life, e senza nemmeno preoccuparsene.

Questo sarebbe decisamente un peccato visto che si tratta di un posto veramente bello, e basterebbe cosi poco, un paio di idee ben applicate, per farne qualcosa di utile e veramente innovativo.

Roberto Brocchieri

in SL Albert Falck

mercoledì 14 marzo 2007

Traffic!

Con questo post iniziamo ad esplorare alcuni dei punti fondamentali a cui badare se si vuole fare business in Second Life.

Uno dei principali è sicuramente il Traffico (Traffic, a volte chiamato anche Dwell): un indice calcolato per ogni singola land parcel sulla base del numero di residenti che la hanno visitata e il tempo che ci hanno trascorso (in percentuale sul tempo totale che hanno passato su SL un determinato giorno).

Ref: http://secondlife.com/knowledgebase/article.php?id=278


Come è facile intuire questo numero permettendoci di avere indicazioni sul numero di persone che sono passate in un determinato posto è il miglior indicatore a nostra disposizione della visibilità della nostra attività all’interno di SL, e immagino sia evidente che ogni persona che si ferma nel vostra, ad esempio, negozio è un possibile cliente.

Il traffico però non è solo un indicatore di uno stato, è anche uno strumento per attirare pubblico infatti nella search ---> places le varie località (ricercate per parola chiave come un normale motore di ricerca web) sono messe in ordine di traffico decrescente.

Percui più avete traffico più attirerete traffico avendo una maggiore visibilità sul search interno, con un piacevole circolo virtuoso.

Ovviamente su SL col tempo si sono sviluppate alcune ingegnose strategie per aumentare il traffico.

I metodi per attirare sono teoricamente semplici: si offrono soldi, regali, divertimenti, sesso.

Soldi: il concetto è semplice, più tempo ti fermi qui più soldi ti pago. Questo ha spinto allo sviluppo delle cosiddette camping chair, degli oggetti scriptati che pagano all’utente che li sta utilizzando un tot di linden ogni tot di minuti. La fantasia in questo campo si è ovviamente sbizzarrita in maniera decisamente creativa anche allo scopo di migliorare l’estetica del posto: si va dalla semplice sedia in cui ci siede, alla possibilità di ballare (le dance pad), e molte molte altre più o meno di buon gusto.

Altro metodo usato sono i cosiddetti Money Tree che offrono soldi ai newbie, o lotterie a tempo.

Regali: anche questo è semplice rendere disponibili oggetti gratuiti (i freebie) o a prezzi di saldo.

Divertimenti e sesso: il più tipico e usato è il gioco d’azzardo una slot machine che tenga incollato il giocatore per il tempo più a lungo possibile, oppure una sala da ballo con musica disponibile e animazioni di ballo dove sia possibile divertirsi e magari incontrare qualcuno dell’altro sesso.
In parecchi posti sono organizzati anche angoli intimi in caso l’incontro occasionale vada secondo le più rosee aspettative, oppure si rende disponibile esplicitamente la possibilità di incontrare qualcuno di “ben disposto”.

Ci sono quindi da considerare aprendo un attività una serie di costi “promozionali”, cosa che leggendo in giro vedo decisamente sottovalutata.

Come nel mondo reale anche in SL si è comunque creata una certa divisione dei compiti. Sempre che non abbiate un brand già affermato, oppure non vi vogliate indirizzare ad una nicchia di clienti chiaramente identificabile e facilmente raggiungibile, non conviene solitamente aprire un negozio isolato, ma affittarne uno all’interno di un mall già organizzato.

In questo caso in cambio all’affitto pagato avrete non solo un spazio espositivo (e dei prim a disposizione), ma il proprietario avrà già organizzato tutte le necessarie attività promozionali per attirare traffico che abbiamo appena visto.

A questo poi si aggiunge l’ulteriore vantaggio di poter approfittare del traffico portato da altro negozi che magari hanno già una clientela affezionata.

Attenzione ad una cosa però: il traffico è comunque solo un indicatore! Come nel mondo reale ogni persona che passa di fronte alla vostra vetrina è un “possibile” cliente, ma bisogna trasformare questa possibilità in contanti che entrano in cassa.

Possono succedere casi in cui in un area con alto traffico abbiamo vendite deludenti, succede spesso, in fin dei conti l’imprenditorialità comporta dei rischi. Qui illustrerò due possibile cause di questo:

1- Siete nel posto sbagliato con la merce sbagliata: ad esempio avete aperto un negozio di “lusso” in un mall famoso per essere discount, oppure vendete mobili dove si vende lingerie sexy. Insomma siete di fronte a un target sbagliato. Cambiate posto, o cambiate attività. Magari il problema può diventare una opportunità.

2- Le strategie per attirare traffico, stanno avendo troppo successo, paradossale, ma succede. Di fronte al vostro negozio non passano più clienti, ma persone interessate solo alle camping chair, al casinò del piano di sotto o di qualsiasi altra diavoleria promozionale sia in corso, e la folla di newbie impacciati o di assatanati giocatori d’azzardo, scoraggia i veri clienti paganti. Anche qui potete cambiare posto, oppure provare ad affrontare il discorso con i proprietari.

Importante comunque è sempre sperimentare, prendetevi dei rischi, investiti e provate, e siate sempre pronti ad affrontare i cambiamenti.

Una nota che può sembrare paternalistica, ma considero doverosa: se volete aprire una attività su SL, avete letto queste righe non avete capito almeno la metà dei termini specifici che ho usato (non il senso dei ragionamenti… quello potrebbe essere colpa della mia grammatica contorta, parlo proprie delle parole), in questo caso, credetemi, non siete pronti. Prendetevi altro tempo, girate, divertitevi, imparate, domandate, chiaritevi le idee.

Se siete interessati a maggiori informazioni sul concetto di traffico vi rimando a:

http://slhistory.org/index.php/Traffic

Ombrone in SL Albert Falck

PS per molti dei concetti espressi e delle applicazioni pratiche sono in debito con la mia anima gemella, in entrambe le vite: grazie Bryn.

martedì 13 marzo 2007

Gli Imprenditori di cui non si parla

Della vita economica di SL si parla molto, non passa giorno che non ci sia un nuovo articolo o quanto meno un flash d’agenzia, che non descriva l’entrata in campo di qualche big player: IBM, Nissan, AmericanAppareil, in Italia Gabetti (vedi gli altri articoli sul blog), ma si parla poco delle “vere” aziende di SL.

O meglio si parla solo di tre di loro: AnsheChung Studios (proprio lei la famigerata prima milionaria virtuale assunta ad icona mediatica sulle copertine di Business Week), Rivers Run Red ed Electric Sheep Company. Tre piccole aziende per il mondo Reale, ma che sono la punta dell’iceberg di un intero mondo.

Dentro Second Life c’e’ molto di più dei tentativi di grandi aziende di sfruttare i Media per ottenere un titolo di copertina, dentro Second Life c’e’ un intero mondo imprenditoriale che cresce, costruisce, inventa, sviluppa, vende, a volte con metodi da Far West, altre volte con una intelligenza che tradisce un piano imprenditoriale ben congegnato e una buona conoscenza di cosa significa fare business.

Un mondo sconosciuto ai media tradizionali per la semplice ragione che non fornisce niente di utile a chi non hai mai fatto un account ed ha provato ad avventurarsi nel Metaverso, ma fondamentale per tutti quelli che hanno una seconda vita.

Avatar, skins, vestiti flexi, armi scriptate, mobili con animazioni, poseball, vendors, sistemi di sicurezza, terraformazione, case, uffici, locazioni, pubblicità. Tutto quello che serve per vivere nel metaverso ed è cosi assurdo che non vale la pena di sconvolgere i lettori di un giornale vero scrivendone.

Quanti sono? Anzi quanti siamo (perché di mezzo ci sono anche io)? Linden Lab parla di 25.000 user che fanno profitto sottraiamo un certo numero di fortunati giocatori d’azzardo e un po’ di drogati da camping chair, aggiungiamo chi ha avuto un mese nero e profitti non ne ha fatti… rischiando un numero potremo parlare di 30 / 40.000 “imprenditori” che fanno business.

Certo i fatturati possono essere così piccoli (si può partire dai miei 20 US$ al mese), che in molti casi rivelano più la voglia di divertirsi, creare e provarci, che l’idea di diventare ricchi, ma coprono probabilmente una larga parte dell’economia virtuale di SL (sarebbe necessario passare un po’ di tempo sui numeri per fare delle stime, e conto di tornarci sopra appositamente), ma non bisogna dimenticarsi di chi ha avuto, o sta avendo successo.

X2, TorridWear, X3D, DragonflyDesign, Xcite!, Lust, Gurrrl6, Stroker Toyz, Cake’s, Bersheba Sexy Club, Metaverse Messanger (M2), Isle of Wyrms (e ne cito solo alcuni) sono veri brand che comunicano a un utente di SecondLife un bisogno, un desiderio, e il metodo per soddisfarlo al meglio.

Abbiamo di fronte vere idee imprenditoriali, persone che hanno intravisto opportunità, hanno creato bisogni, e li hanno soddisfatti: per un nuovo mondo hanno creato nuovi prodotti e ci hanno azzeccato.

Guardandoli mi vengono in mente due riflessioni, che vorrei condividere e che conto di approfondire nel futuro.

La prima è che sarebbero loro i veri business-case da studiare, perché la vera innovazione di SL non è data da chi pubblicizza una macchina reale, ma è data proprio da loro che hanno creato qualcosa di completamente nuovo.

La seconda è che vederli mi tranquillizza abbastanza su quello che sarà il futuro dell’economia del Metaverso. Al di là dell’attuale crescita spropositata, nel futuro è normale che avremo crisi: i media inizieranno ad parlare male di SecondLife, le Banche virtuali andranno in default, il World Stock Exchange (se mai partirà veramente) avrà i suoi crolli borsistici… IBM, Nissan, Segolene Royale, Di Pietro, AA, e tutti gli altri vedranno chiuso un ciclo e abbandoneranno le loro isole.

Ci sarà polvere e recessione, ma c’e’ un economia virtuale, ignota ai più, che continuerà a girare a vendere e a creare, perché su Second Life la maggior parte della gente viene a vivere i propri desideri, i propri sogni, la propria vanità e, teniamolo presente, desiderio, sogno e vanità sono proprio quello che serve per vendere e creare.

Ombrone

Su Second Life: Albert Falck

lunedì 12 febbraio 2007

Un safari di marketing su SL

Caccia grossa per i markettari inglesi, l'escursione nelle lande selvagge di Second Life è organizzata da http://www.kzero.co.uk/, tutti i dettagli dell'operazione (a quanto pare però riservata ai marketers britannici) su:

http://www.secondlifesafaris.org/

Questa notizia l'abbiamo trovata su: BCSL http://freshtakes.typepad.com/sl_communicators/