venerdì 28 settembre 2007
Dieci è il numero perfetto. Anche per Second Life.
Solo per citare un caso John Maeda, Guru della digital Age e "computer scientist at the MIT Media Lab" ha riassunto in 10 leggi
la semplicità nel design. E si potrebbe andare avanti per molto.
Omissis.
Anche Second Life non è da meno e diverse sono le ricette in punti - ammetto, non tutte sono 10 - per spiegare sinteticamente al mondo delle imprese i perchè ed i percome SL è una strada percorribile per il loro business.
Vi propongo qui una piccola selezione, raccolta in questi ultimi due mesi, ci sono spunti ed idee interessanti da sviluppare. Se ne potrà parlare.
Iniziamo con ( in ordine di "freschezza")
10 Things You Can Do With Multiverse | Metaversed, dieci cose che le aziende possono fare in Second Life URL (fonte: metaversed.com)
Top 10 Reasons as to why I still need to be convinced about marketing on Second Life, il titolo dice tutto.. URL (fonte: Hewlett Packard)
10 Things You Need to Know about Second Life, una specie di beadeker per absolute beginners di Second Life (business, of course) URL (fonte: nesweek)
Chiudiamo riducendoci a 5, ma molto interessanti
Five Rules For Bringing Your Real-Life Business Into Second Life, forse fra tutti quello che mi è piaciuto di più. URL (fonte: informationweek.com)
giovedì 27 settembre 2007
Tornano le Marche del fashion in Second Life? Inizia Armani.
Armani entra, alle 16 batteva la news Reuter e subito dopo rimbalzava nella blogosfera come un flipper.
Dopo Un perido di duri backslash e di autorevoli defezioni, come American Appareil, ci si domandava per quanto tempo ancora i Brand avrebbero disertato Second Life. Il loro rientro speriamo sia un segnale luminoso per le aziende e per un made in italy che ha il fiato corto.
Personalmente credo che i grandi marchi e i loro reparti marketing hanno tutto da imparare su come l'acquisto di impulso giochi un ruolo fondamentale nel metaverso, come sia necessario reinventare spazi ed esperienze d'acquisto originali che assecondino le leggi fisiche e spaziali proposte da Second Life.
Seguiremo con interesse gli sviluppi...
Armani SLURL
martedì 5 giugno 2007
Leggonsi Tarocchi e fondi del caffe. Previsioni Virtuali, ma accurate. Prezzi Modici
Ci sono migliaia di giovani volenterosi che si cercano il lavoretto virtuale e
sono convinto che ben presto nasceranno le prime agenzie di lavoro interinale
virtuale, pronte a spianarvi la strada fornendovi il servizio completo dalla
selezione alla gestione.
Link
oggi leggo:
Elite Island è lieta di annunciare l’apertura di un nuovo servizio: Elite
Job Contact “Lavoro Temporaneo” Stiamo creando la più grossa Banca Dati
Italiana, offerte per lavoro temporaneo in SL, chi volesse iscriversi, venga al
palazzo Elite Plazza c’è una notecard da compilare. “qualcuno potrebbe avere
bisogno di te...”
Second Life non lesina soddisfazioni.
Roberto Brocchieri
alias
Albert Falck
giovedì 31 maggio 2007
Marketing per Second Life, appunti per un world in progress
Sono tuttora convinto che molte delle critiche che sono state mosse siano immotivate e in alcuni casi addirittura ridicole, ma in effetti la domanda rimane: come si può fare marketing su Second Life?
Nelle prossime pagine troverete la sintesi delle riflessioni che ho fatto in questi mesi, alcune risposte e persino delle domande senza risposta. Perché i mondi virtuali come Second Life sono ancora un fenomeno relativamente nuovo, e di domande senza risposta ce ne sono ancora molte…
Avete un Piano?
La prima cosa è di sicuro avere un piano. La cosa sembra banale, ma purtroppo sta diventando sempre più frequente essere contatti da aziende che hanno già deciso di entrare su SL, ma ammettono apertamente di non avere idea del perché e di che cosa vogliono fare in SL.
Inutile dire che in queste situazioni non solo è difficile poter avere un reale valore aggiunto… ma c’e’ anche la realistica possibilità di essere ampiamente tosati se ci si affida a mani poco scrupolose.
Non è assolutamente necessario in assenza di idee precise voler strafare. Una strategia sensata può essere avere un entrata di portata minima (anche solo ufficiosa, senza coinvolgere apertamente il brand e l’azienda) per creare know how interno e esplorare le possibilità del mezzo.
Ci si può anche solo limitare, con costi minimi, a sfruttare la copertura mediatica dei mezzi di comunicazione tradizionali: basta ua costruzione abbastanza luccicante, con un grande logo aziendale, qualche foto e un adeguato comunicato stampa.
Su Second Life una simile strategia non avrà nessun impatto, ma può procurare visibilità per i clienti del mondo reale. Parecchi tra i migliori consulenti sono probabilmente in grado di gestire la cosa in tempi rapidi (parecchi hanno sim apposite con le sedi già pronte in attesa solo del logo aziendale del cliente) e con costi inferiori a quelli di un cartellone pubblicitario.
Questa strategia sta però venendo velocemente sovra-sfruttata e ritengo che entro poco tempo i suoi possibili effetti andranno a sparire, forse diventeranno addirittura controproducenti. Considerando però che molte delle entrate in pompa magna di aziende reali alla fine hanno avuto solo questa ricaduta, potrebbe essere conveniente risparmiare un po’ di quattrini focalizzandosi subito su questo obiettivo minimo.
Se si vuole invece realmente entrare Second Life può offrire diverse possibilità di applicazione.
Una è sicuramente quella del R&D. L’ambiente “visivo” di SL può permettere un efficace test dei mock up dei prodotti, una maniera sicuramente economica di sottoporli a una udienza internazionale.
La cosa può essere fatta sia apertamente e con ampia pubblicità (come ha fatto Starwood Hotels), o in maniera più riservata, magari affidandosi ad una delle società di ricerca di mercato già attive su SL e dotate dei contatti, dei mezzi e anche di panel ampi e metodologie adeguate.
Altra scelta, quella fatta da IBM per esempio, è usare Second Life come uno strumento di comunicazione e integrazione aziendale. Creando campus e punti di incontro, aziende fortemente internazionalizzate possono mantenere i contatti in maniera più immersiva delle teleconferenze e delle applicazioni tradizionali e sicuramente più economica rispetto ad una trasferta nel mondo reale.
In linea di massima però l’interesse delle aziende RL in second Life è focalizzato ad iniziative marketing e branding (alcuni iniziano a voler sperimentare iniziative di e-commerce nei mondi virtuali, ma questo è un altro argomento molto vasto).
Molte aziende ci hanno finora tentato, ma finora i risultati non sono sembrati avere molto successo (malgrado un frenetico spin doctoring dei media), come dimostrano le impietose survey di Tateru Nino su New World Notes.
Per quanto possa sembrare paradossale doverlo ricordare i principali passi da fare per far funzionare un prodotto o promuovere un marchio dentro Second Life sono gli stessi che vanno fatti nella vita reale, ma dovete definire le vostre strategie e il vostro posizionamento tenendo conto (e qui viene il complicato) delle peculiarità tecniche e sociali del mezzo che si sta usando.
Second Life è un mondo dalla fantasia più sfrenata, voi ne avete abbastanza?
La prima cosa da fare è necessariamente guardare ai vostri prodotti, alla vostra immagine e ai vostri valori in una nuova ottica. L’ottica di un mondo dove si vola, dove si cambia aspetto con un click del mouse, dove non si ha fame, dove le fantasie diventano reali.
Il vostro marchio nel mondo reale è un chiaro segno di distinzione e di status sociale, ma avrà lo stesso effetto in un posto dove, se voglio distinguermi dalla folla, personalmente mi trasformo con un click in un drago rosso lungo quattro metri? Altro che lista di attesa per una Ferrari: ne vendono solo 600 all’anno, durante una cerimonia tenuta in una cattedrale, 4 volte l’anno ogni solstizio e ogni equinozio e bisogna essere referenziati.
Il vostro marchio e i vs prodotti rappresentano libertà e dinamicità spinta all’estremo… bene su second life mi posso infilare un jet pack modello supereroe della Marvel salire a 5000 metri e lasciarmi andare in caduta libera con un paracadute. Il freeclimbing qui è cosa per pensionati
Il vostro marchio e i vostri prodotti comunicano trasgressività? Vi prego la mia migliore amica veste di cuoio, ha un fucile a pompa funzionante in spalla e non disdegna di ballare nuda per l’elevazione morale di selezionati gruppi di amici. In una sim goreana rischiate di apparire… pudibondi.
Qualunque sia la vostra strategia di comunicazione nel mondo reale per mantenere la vostra immagine su Second Life dovete rivederla e ripensarla e spingerla all’estremo. Adattarvi all’ambiente. Lo avete già fatto decine di volte entrando in mercati esteri.
Attirate l’interesse degli Avatar
La gente non è su Second Life in attesa di ammirare i vostri prodotti. E’ su SL per le sue personalissime ragioni, per quale ragione dovrebbero degnarsi di concedervi parte del loro tempo libero?
In che maniera contribuite al loro divertimento? Cosa gli offrite che interessi loro?
Alcune aziende hanno la fortuna di avere modelli di business che possono essere clonati all’interno di una realtà virtuale. Reuters and The Avastar per i media, Gambetti e Coldwell Banker per l’immobiliare sono tra gli esempi migliori. Su Second Life sono venuti a fare il loro mestiere, portando il loro know how e tentando di adattarlo al nuovo ambiente.
Si sono integrati nella vita dei SecondLifers e gli forniscono qualcosa di utile, ma non tutte le aziende sono cosi fortunate, e alcuni modelli di business non hanno senso su Second Life.
In questo caso vi serve maggiore fantasia, inventare qualcosa di correlato con la vostra immagine che sia capace di suscitare interesse, e usare gli strumenti promozionali ormai sviluppati in anni di esperienza dei business “indigeni”.
Per fare un esempio ogni business che sia degno di questo nome su SL offre freebies (oggetti gratuiti) che possono essere interessanti: possono essere prodotti di base adatti ai nuovi arrivati, ma possono essere anche chicche di pregio dedicate ad utenti esperti. Quelli fatti con accuratezza non sono solo graziosi gadget, sono utili e spesso complementari a quello che si vende e si propone.
La vosta presenza su Second Life deve essere interessante. Divertente. Attraente. Pensate a come riportare su Second Life le emozioni che il vostro prodotto dovrebbe comunicare, fatelo coinvolgendo gli avatar dei vs potenziali clienti.
Comunicate
Una volta che siete arrivati su SL dovete farlo sapere. I mezzi sono anche qui sorprendentemente gli stessi di quelli che esistono nel mondo reale. Avete pubblicizzato il vostro primo punto vendita in Inghilterra sul Corriere della Sera? Scommetto di no. Eppure è quello che fanno comunemente le aziende che entrano su SL.
Certo io leggo anche il Corriere… ma se voglio sapere cosa fare sul Second Life leggo SL Herald, The Avastar o M2 o 2LItalia o mi vedo sluub.tv o In the Grid. Le promozioni sulle loro pagine costano sorprendentemente poco e i loro lettori sono esattamente il vostro target. Colpite il target, vi integrate e comunicate che siete disposti a stare “al gioco”.
Comunque bisogna far notare come su Second Life i mezzi di comunicazione di massa, siano ancora piuttosto primitivi, e non esistono trend setter affermati: la maggior parte delle informazioni su SL viaggiano di bocca in bocca tramite network informali, le informazioni passano da persona a persona. La vostra miglior fonte di promozione saranno i “clienti” soddisfatti, molto di più di quanto accada nel mondo reale. Ovvero i vostri giudici più esigenti
Potete provare a legare a voi i vostri contatti creando dei gruppi appositi, è una strategia comune a molti business virtuali. Ma fate comunque a come e quanto comunicate. Definite bene i messaggi che intendete distribuire e fate in modo che siano ben indirizzati al vostro target. Gli utenti di SL sono nella maggior parte piuttosto evoluti tecnicamente, già odiano lo spam. Bombardarli di messaggi senza un contenuto veramente interessante per loro solo per ricordargli che esistete , non li farà felici. Anzi di solito si viene velocemente sommersi da critiche molto esplicite.
Costruite la vostra sede su SL, ovvero castelli in aria e piedi per terra
Essere su Second Life per una azienda significa per prima cosa crearsi una presenza virtuale. Sia che apriate un intera isola o preferiate uno spazio più ristretto, costruirete qualche cosa che rappresenterà voi, il vostro marchio i vostri prodotti.
Come vada costruito un edificio su Second Life è una questione che sta creando un dibattito molto acceso tra gli “architetti” virtuali, provocando veementi diatribe tra le varie scuole.
Personalmente ritengo che costruire una sede in Second Life richieda raggiungere un delicato equilibrio tra fantasia e praticità. La fantasia vi serve per farvi notare e per sfruttare le opportunità di un mondo con regole fisiche diverse da quelli reali, la praticità per non perdere di vista i vostri obiettivi, permettendo agli utenti di orientarsi velocemente, usando gli istinti ereditati dal mondo reale, e sfruttando al meglio quello che avete da offrire.
Insomma la gestione dello spazio in Second Life meriterebbe uno studio a parte, ma alcuni brevi suggerimenti possono essere i seguenti.
- Ricordate che Second Life non è il mondo reale. Gli avatar volano, non piove e non fa freddo. Spesso camminare in spazi ristretti è frustrante e difficoltoso. Per le grosse distanze il mezzo più veloce è il teletrasporto
- Quello che state creando non serve solo a voi. Serve ai vostri clienti. Sono in grado di capire cosa c’e’ da fare e cosa c’e’ di interessante nella vostra sede? Sono in grado di raggiungere facilmente i posti interessanti? Di sicuro ottimizzate la navigazione nei vostri siti web, bisogna farlo anche su Second Life.
- La costruzione e l’architettura deve essere coerente con la vostra strategia. I creativi sono e gli artisti sono importanti, loro conoscono l’ambiente (sperabilmente). Ma attenti a non lasciate che siano loro a prendere le decisioni strategiche. Voi avete il vostro obiettivo e i vostri bisogni.
- Ultimo consiglio, banale ma spesso disatteso. Decidete che lingua volete parlare. Puntate solo al target italiano? Se no ricordatevi che il mondo parla inglese. Trovo sempre più in giro pubblicità turistiche nelle land italiane… troppo spesso sono solo in italiano. Mi chiedo ma i turisti americani, tedeschi, francesi e giapponesi vi fanno cosi schifo che vi limitate espressamente a parlare solo al 5% della popolazione di SL?
Coinvolgete e interagite
L’opinione più comune è che Second Life sia uno degli esponenti di spicco della nuova generazione di internet, del web 2.0. Ma proprio mentre si dice questo a chiacchiere i precetti fondamentali che dovrebbero derivare automaticamente da questa idea sembrano venire ignorati bellamente da chi entra per fare marketing
Lo ho già accennato, ma qui lo ripeto espressamente. Su Second Life, ancora di più che in altri ambienti, dovete coinvolgere i vostri utenti. Le isole di Second Life non sono dei siti web. Una pagina web è sostanzialmente un contenitore di informazioni, internet è una rete di informazioni. Un isola di Second Life è un contenitore di relazioni personali, Second Life è una rete di contatti ed emozioni. Un sito si legge, un’isola si vive, tramite il contatto con gli altri.
I vostri utenti saranno coinvolti non dalle informazioni, ma dal contatto. Contatto con voi. Contatto con gli altri.
Troppo spesso le isole aziendali sono desolantemente vuote. La mia domanda è questa: Quante volte ad una fiera avete messo su uno stand? Quante volte lo avete lasciato vuoto? Uno stand senza un vostro rappresentante interno, o almeno una hostess esterna pronta ad accogliere gli ospiti è inconcepibile, o sbaglio?
Eppure su Second Life si costruisce e si abbandona. Che messaggio pensate di comunicare? “Io sto qua se ti interessa bene, leggi qui, se no chi se ne frega di te…”. Se volevate fare branding, complimenti avete colto l’obiettivo: il segno che lasciate è indelebile.
Presidiate le vostre sedi. Può essere personale interno ottima occasione di creare know how, oppure un “greeter” trovato e “assunto” su SL. Ci sono migliaia di giovani volenterosi che si cercano il lavoretto virtuale e sono convinto che ben presto nasceranno le prime agenzie di lavoro interinale virtuale, pronte a spianarvi la strada fornendovi il servizio completo dalla selezione alla gestione.
Uno dei limiti spesso imputati a second life è la sua incapacità di portare grandi folle nella stessa location (il record attuale è di 100 avatar presenti nella stessa SIM). Certo sarebbe comodo avere di fronte a voi un migliaio di persone a cui fare un proclama, voi comunicate loro ascoltano.
Ma il web 2.0 non funziona cosi. Il rapporto è reciproco, voi parlate l’utente risponde. Volete rispondere a più di 100 persone alla volta? Il limite va trasformato in vantaggio, in un gruppo ristretto potete creare un rapporto e consolidarlo. Siete su SL per questo.
Fate attenzione su un punto, dicevo voi parlate l’utente risponde.. ma è vero anche il contrario: l’utente parla e si aspetta che voi rispondiate. I SecondLifer in materia di Customer Service sono ampiamente viziati. Raramente ho aspettato più di 24 ore la risposta a una mia domanda (ciò malgrado i problemi di fuso orario), raramente la risposta era insoddisfacente.
Coccolate gli utenti. Non vorrete che quando verrà pubblicata la prima ricerca sulla soddisfazione del cliente in Second Life, la vostra posizione sia peggiore di quella di un venditore di vibratori virtuali, vero?
Promuovetevi, promuovendo
Altra possibilità spesso trascurata è quella di permettere ai vostri clienti di interagire tra di loro. Se create un posto interessante, potete creare una comunità che orbiti intorno a voi.
Second Life è l’esaltazione del concetto di Open Content. Niente di quello che vedete intorno a voi è stato creato dalla Linden Lab. E’ stato creato dagli utenti. Usate questo concetto.
La cosa può mandare in crisi isterica parecchi Uffici della Comunicazione (ne sono cosciente), ma perché fare voi il lavoro di rendere interessante la vostra isola, quando può farlo qualcun altro?
Ospitate le idee dei vostri utenti. Dategli spazio. Perché mai sulla vostra isola dovreste parlare solo voi? Avete un auditorium? Una sala per mostre? Perché non ospitare altre iniziative locali? Lezioni di scripting, conferenze, mostre, concerti. Su Second Life c’e’ un fiorire di attività culturali e artistiche, molto spesso in cerca di spazio.
Probabilmente sanno parlare ai SecondLifer meglio di voi, conoscono il loro target approfonditamente, hanno seguito, forniscono un servizio utile. Associarvi a loro, vi associa a quello che sanno fare di buono.
Nel mondo reale raramente un azienda si tira indietro di fronte ad una sponsorizzazione, su Second Life sembra una eccezione, malgrado siano a costo zero.
Aggiornatevi continuamente
Anche questo punto è banalissimo e costantemente ignorato. Il vostro sito web viene aggiornato con costanza? Le vostre esposizioni nel mondo reale, sono sempre le stesse o le rinnovate e le ridisegnate abitualmente? Quanti lettori avrebbe il mio blog se non lo aggiornassi con costanza con nuovi contenuti?
La stessa cosa andrebbe fatta su Second Life. Rinnovatevi, create eventi (o fateveli creare come visto sopra), stimolate interesse. Dimostrate che su Second Life ci siete e ci lavorate.
Superato l’evento mediatico della inaugurazione, dovete trovare nuove occasioni di visibilità.
Integratevi, con voi stessi
L’altra parola chiave è integrazione. La vostra strategia su Second Life deve essere integrata con quelli degli altri mezzi a vostra disposizione Web e fisici.
Integrate la vostra isola con il vostro sito. Anche questa è una cosa che vedo molto raramente, malgrado basti il più semplice degli script.
Sicuramente avrete un sito web, pieno di informazioni utili. Su Second Life leggere e classificare informazioni è un processo lungo e complicato, l’interfaccia non è stata creata per questo scopo. Se avete stimolato l’interesse di qualcuno rendetegli facile la vita portandolo là dove può soddisfarla, velocemente e senza ostacoli
Integrate Second Life con la vostra comunità online se ne avete una. Accogliete chi vi scopre su SL nel vostro Web, portate i vostri utenti web su SL.
Si vedono costantemente le aziende promuovere concorsi a premi per la miglior fotografia, il miglior slogan, etc… pubblicateli sul web, pubblicateli su SL. Avete uno strumento usatelo. Trasferite informazioni ed eventi da una parte all’altra. Avete contenuti: non lasciateli ad ammuffire da una sola parte.
Promuovete in maniera integrata. Quanto vi costa offrire un omaggio su Second Life ai vostri clienti reali? Quanto vi costa fare promozioni reali per gli utenti che vi scoprono su Second Life?
Idee simili se ben applicate possono avere davvero un notevole valore promozionale.
Viste le nuove politiche di Linden Lab potreste addirittura creare la vostra help island dove accogliere fin dal principio i Vostri nuovi utenti. Li fidelizzate fin dai primi passi. La loro esperienza di Second Life può cominciare con voi. Se decidete veramente di impegnare seriamente, se credete realmente che Second Life abbia un futuro nelle vostre strategie, anche questa è una possibilità.
Non mentite
Un ultimo avvertimento: non mentite. Non create speranze che deluderete. Siate coscienti delle vostre forze e del vostri impegno. Se volete veramente usare second life dovrete creare un rapporto con i vostri utenti, se tradirete la loro fiducia, vivendo al di sotto dei vostri proclami, raramente sarete perdonati.
E’ il web 2.0 bellezza. E’ Second Life.
Roberto Brocchieri
in SL Albert Falck
Brocchierir@hotmail.com
Fonti e Ringraziamenti
Sono debitore della maggior parte delle informazioni e dei concetti che ho riunito e integrato in queste righe a molte persone e a molti siti. Molto su Second Life è già stato detto e aspetta solo di essere applicato.
Le mie fonti di ispirazione principali sono state:
http://www.secondlifeinsider.com/ del grande Tateru Nino
http://nwn.blogs.com/nwn/ di Hamlet Au
http://terranova.blogs.com/ la maggiore fonte di informazione sul mondo dei MMOG
http://freshtakes.typepad.com/sl_communicators/ in particolare le conferenze che hanno organizzato
http://www.secondlifeherald.com/
http://www.the-avastar.com/ e
http://www.metaversemessenger.com/
per le notizie su come vanno “realmente” le cose nel mondo virtuale
In italiano:
http://fantasilandia.wordpress.com/
e ovviamente:
http://www.secondlifeitalia.com/
Contributo sostanziale alla mie riflessioni è poi venuto dalle lunghe discussioni e dibattiti con tanti amici e conoscenti interessati come me al marketing, all’economia e ai mondi virtuali, o che mi hanno semplicemente aiutato a scoprire cose nuove. Tra i principali che desidero ringraziare:
Laureato91 di http://www.economiaitaliana.splinder.com/
Valerka Pfohl alias Valerio Locatelli di http://www.zelconsulting.com/
Dep1050 Plasma
Randall Rall
Minya Writer
Giovanna Delphin
I membri del forum di Second Life Italia, che tra un consiglio ad un newbie ed un flame, stanno realmente sviluppando, con passione, conoscenza e idee.
Ultima doverosa citazione per Edward Castranova, il primo a vedere cosa succedeva al di là dello specchio di Alice.
mercoledì 16 maggio 2007
2L Italia e qualche altra notizia
Domenico scorsa nel post dedicato a sluub, speravo di poter dare presto la notizia della nascita di un giornale italiano per Second Life.
Beh nemmeno tre giorni dopo ho la dimostrazione che Second Life è veramente la landa dei sogni dove tutti i miei desideri vengono soddisfatti:
Siori e Siore, Ladies and Gentleman, etc etc... ecco a voi:
2LItalia-world
L'ho appena scaricato e devo leggerlo... ma ahime il lavoro incombe... e mi sa dovrà aspettare che allunghi le gambe in poltrona questa sera.
A me sembra interessante, a voi?
Marketing in SL
Lunedi scorso ho parlato molto male di come si faccia Marketing in SL. Dopo aver ricevuto qualche piccola protesta, devo ammettere una cosa: ho demolito molto e costruito poco.
Sono tuttora convinto di avere le mie ottime ragioni, ma comunque nei prossimi giorni, impegni permettendo tenterò di mettere sul blog qualche consiglio costruttivo su come penso si potrebbe fare marketing su SL.
Intanto proprio oggi ho scoperto su New World Notes che Tateru Nino pubblica periodicamente un analisi di come vadano i tentativi dei colossi RL di lasciare il loro segno in SL, e non ci riescono...
Leggete un paio dei suoi post per un po' di dati. (qui e qui)
Albert Falck
IRL Roberto Brocchieri
lunedì 14 maggio 2007
Marketing per mondi Virtuali. Ma di virtuale c’e solo il marketing.
In questi mesi ho visto il fiorire di decine di nuove società consulenza “specializzate” a portare aziende in Second Life (tralascio commenti sulle loro presunte “specializzazioni”), ho visto i mostri sacri della consulenza aziendale sdilinquirsi in strafichissimi seminari e conferenze su SL e sul web 2.0 (e 2.1 e 3.0 e n.0 e giù a chi sparava il numero più grosso). Soprattutto ho visto preventivi e piani di marketing che non stavano ne in cielo ne in terra presentati da “esperti” che interrogati non sapevano dirmi cos’era il lag o cos’era uno script. Mi sono arrivati in azienda inviti a corsi e seminari (a pagamento ovviamente) con delle affermazioni che sul forum di SecondLifeItalia verrebbero sotterrate dalle pernacchie.
Insomma un vero circo a tre piste di nani, giocolieri e ballerine pronti a fatturare sul niente.
Tutto questo tam tam continua, ma esattamente come sui giornali iniziano ad apparire articoli negativi su molti aspetti anche in ambito aziendale si iniziano a sollevare delle voci critiche.
Insomma si inizia a sentir dire che SL non funziona non è un ambiente adatto al marketing, una bufala insomma.
Da quello che ho potuto ricostruire il punto di origine di queste affermazioni è un articolo pubblicato su Brandweek alla fine di marzo ed è stato poi più o meno rielaborato ed espanso.
Vediamo i principali problemi che sono stati notati… a cosa vengono imputati i fallimenti delle aziende reali che provano ad entrare in SL. Da tutta la massa degli articoli e delle lamentele possiamo tirar fuori sei punti principali:
Problema 1 – Le statistiche sulla popolazione errate ed esagerate
Problema 2 – Gli investimenti sono sottostimati, non basta farsi un isola, bisogna averne cura
Problema 3 – Su SL ci sono troppi contenuti per adulti.
Problema 4 – Spesso non si può si accedere a Second Life dalle reti aziendali.
Problema 5 – I profitti potenziali sono limitati.
Problema 6 – La gente non è interessata ai prodotti e ai Brand portati dal mondo reale.
Problema 1: Statistiche sulla popolazione errate ed esagerate.
Voi vi chiederete con me: cioè? Semplice cari amici si è scoperto che su SL NON ha 6 milioni di utenti. Che meraviglia, vero? C’è qualcuno tra voi cari lettori che NON sa che gli iscritti sono più di 6 milioni, ma gli utenti veri MOLTI di meno? Circa il 10/15% di quella cifra? Non c’e’ scritto forse su decine e decine di articoli e di blog?
Basta un po’ di esperienza di marketing per capire che non basta prendere il primo numero che ci passa sotto il naso. Per fare un esempio questo piccolo blog nel mese di aprile ha ricevuto circa 5.000 visite. Vuol forse dire che ho avuto 5.000 lettori? Ovviamente no. Guardando una semplice statistica so bene che posso tranquillamente escludere tutte quei visitatori che si sono fermati qui solo per pochi secondi, quelli sono contatti, ma non certo lettori. E cosi via analizzando.
A casa mia questa si chiama analisi di marketing. I numeri vanno capiti e interpretati, e per capire i numeri di SL c’e’ una vasta letteratura a disposizione, basta fare un paio di ricerchine su google.
Quindi venire a dire che una strategia di marketing è fallita perché su SL ci sono solo 600.000 utenti e non 6 milioni a mio parere significa solo che si è fatto spendere qualche centinaia di migliaia di euro alla propria azienda per pura incapacità se non per patente imbecillità.
Avessi fatto io un analisi di mercato cosi “cannata” (termini tecnico di settore) onestamente mi vergognerei un filo ad andarlo a dire in giro e di farci sopra un articolo, anzi avrei la fondata paura di essere preso a calci dal mio direttore marketing se lo scoprisse.
Problema 2 – Gli investimenti sono sottostimati, non basta farsi un isola, bisogna averne cura.
Anche qui abbiamo la scoperta dell’acqua calda: qualcuno ha avuto l’illuminazione che non basta comprarsi un isola e piantarci sopra un cartellone col logo aziendale per spingere noi SecondLifers a visitarla, emozionarci di fronte a tanta bellezza e correre appassionati a comprare centinaia di euro di prodotti del brand pubblicizzato. Guarda caso bisogna creare una ragione per stimolare l’interesse fossero anche solo feste, freebie, o altre cose carine.
Ovviamente la cosa sta stupendo molta gente in quanto è risaputo che basta aprire un qualunque sito web tradizionale e ottenere migliaia di contatti senza fare pubblicità, promozioni, updatare i contenuti e seguire le giuste strategie per farsi listare nei motori di ricerca.
Certo dopo essersi fatti rapinare una barca di quattrini per farsi costruire un’isola che in realtà è costata 10 volte di meno, può essere difficile ritagliare alcune centinaia di euro per pagare in Linden$ qualche greeter che accoglie la gente o ti organizza una festa. Una vita dura quello del marketing in SL.
Problema 3- Su SL ci sono troppi contenuti per adulti.
Perché come sappiamo tutti il web tradizionale e casto e puro, e i siti vietati ai minori di 18 anni attirano una percentuale insignificante dal traffico… non fatemi commentare.
Comunque su questo punto in effetti qualcosa di vero c’e’ anche se non espresso bene dalle lamentele: il tuo sito web può essere volendo ospitato sullo stesso server web di decine di siti pornografici, ma gli indirizzi sono diversi, per gli utenti la cosa è invisibile.
In un mondo 3d come SL invece la tua fichissima sede aziendale in vetro e acciaio virtuali può essere “geograficamente” vicina un mega bordello fetish o a un negozio di add-on per organi sessuali, uscendo da una avanzatissima conferenza virtuale i tuoi ospiti potrebbero trovarsi di fronte a una gigantesco pene fluorescente costruito nel plot accanto al tuo. Il che, lo ammetto, è sconveniente.
Peccato che spendendo la barca di quattrini, che si solito si spende per entrare in SL, una bella isoletta tutta tua ci possa uscire, o volendo i consulenti più seri stanno provvedendo a creare dei parchi industriali dedicati alle aziende loro clienti, in un ambiente controllato e ben gestito. Senza pericolo che qualcuno sia costretto a far finta di scandalizzarsi.
Problema 4 – Spesso non si può si accedere a Second Life dalle reti aziendali.
Anche questo è un problema vero: molte aziende retrive e reazionario non vedono di buon occhio che i loro dipendenti entrino in SL (o in WOW o in Ultima Online) mentre sono in ufficio a lavorare.
In effetti questa tristissima ingiusta situazione la sperimento sulla mia stessa pelle: in ufficio il mio capo si aspetta che io passi il mio tempo a lavorare, guadagnandomi lo stipendio invece di giocare a SL, o se per questo andare a far shopping su Ebay e Amazon. In orario di lavoro mi si richiede addirittura di non uscire liberamente dal mio ufficio per andare a fare compere nei negozi veri… il lavoro mi impedisce di dedicare il mio tempo allo shopping. Incredibile vero?
Problema 5 – I profitti potenziali sono limitati.
Ho già scritto anche su questo parlando di Anshe Chung (qui). In effetti i soldi che girano su SL sono ancora piuttosto limitati, la possibile volatilità del cambio è notevole. Si paga e si compra con una “moneta” emessa da una società privata. Tutto ciò non è per niente buono… ma anche questo è noto. Una buona ricerca di marketing e un “esperto” consulente queste cose non le hanno portate alle luce? Dico prima di spendere soldi?
Anche qui rimango strabiliato che qualcuno che di professione fa marketing possa uscirsene con tali ovvietà, dimostrando di aver fatto molto male il suo lavoro e di non capire di cosa stia parlando.
Problema 6 – La gente non è interessata ai prodotti e ai Brand portati dal mondo reale.
Onestamente questo è forse il problema che ha colpito di più la mia fantasia.
Si è scoperto come i SecondLifers siano una strana genia che si diverte a travestirsi da furry, andare in giro con gonne flexi e ali da fata, oppure in abiti medievali e spade scriptate, a fare skydiving e a incontrare gente nuova, e che ovviamente sia interessata a prodotti che la aiutano a soddisfare questi desideri e non a pubblicità di prodotti che gli non servono in SL.
In altre parole vendere costumi da bagno agli eschimesi sembra non abbia successo.
Ovviamente quello che si sente dire in giro non è che i prodotti sono sbagliati per il target, o che la strategia promozionale non è ben fatta: la realtà è che i SecondLifers sono sbagliati e che inspiegabilmente non apprezzano prodotti e promozioni che non portano nessun vantaggio alla loro vita virtuale.
Questa mancanza di successo sta iniziando a far supporre ad alcuni che l’utenza di SL sia un target ben poco adatto a vendere qualcosa… peccato che ci si dimentichi come al contrario ci siano decine di aziende nate e cresciute su SL che invece siano molto soddisfatte della frenetica tendenza allo shopping che ci circonda. Chiediamo ai fondatori di TorridWear, X2, Xcite! SexGen, o Musashi Do e vediamo se concordano sul fatto che i SecondLifer sono restii a comprare.
Insomma come spesso succede ad analizzare un po’ i dati si scopre come molte delle critiche a second life vengono non da problemi reali, ma dalla gravissima mancanza di informazioni, mancanza troppo spesso provocata solo dalla assenza di volontà di analizzare i dati disponibili.
Una conferma un po’ più scientifica delle mie impressioni personali viene dall’ultima ricerca di mercato della Market Truths dedicata propria alla Brand Image delle aziende reali presenti in SL.
I risultati sembrano dimostrare che gli intervistati sono molto disponibili ad accettare la presenza di marchi reali nella loro seconda vita.
Non ho avuto modo di leggere tutto il lavoro… ahimé viene 200 US$, un filo troppo per un interesse accademico come il mio, ma ho avuto l’opportunità di essere invitato alla presentazione dello studio (trovate il transcript nel sito della Business Comunicators) e di farmi un interessante chiacchierata con la fondatrice di Market Truths e quello che mi è stato detto è molto interessante e si può riassumere nella seguente frase:
Gli utenti sembrano apprezzare maggiormente le aziende reali se queste provano ad integrarsi nelle logiche del metaverso e provano ad offrire servizi o anche solo gadget utili e interessanti dentro Second Life, piuttosto che limitarsi a pubblicizzare i loro prodotti presenti nel mondo reale.
L’uovo di colombo.
Una dato altrettanto interessante e che di sicuro è il seguente:
Tra le domande del test una chiedeva agli intervistati di citare 3 marchi della vita reale presenti in SL, la cui presenza fosse giudicata positiva e avesse in qualche modo arricchito SL di contenuti, prodotti, servizi, o avvenimenti.
Dei dieci brand più citati ben tre NON erano presenti ufficialmente sul SL. Il Brand veniva utilizzato in maniera informale dagli utenti per scherzo o per fare scena… e hanno fatto meglio loro che tanti ben pubblicizzati sbarchi aziendali supportati da consulenti, tecnici e analisi di mercato, comunicati stampa e vagonate di soldi veri.
Questo è un fatto che dovrebbe far riflettere e riflettere molto se pensate di fare marketing su Second Life.
In definitiva mi sento di poter dire che al momento su Second Life una delle cose più virtuali che si può trovare sono proprio le Strategie di Marketing delle aziende reali. Cosi virtuali da sembrare inesistenti.
Roberto Brocchieri
In Second Life Albert Falck
Update: proprio oggi ho scoperto come Tateru Nino di SecondLifeInsider ha pubblicato ieri un articolo sullo stesso argomento. Sono molto commosso di vedere che la pensa come me, e in contemporanea estremamente depresso per la sua abilità di cogliere il punto molto meglio di me.. Sigh! Vi consiglio di leggerlo e intanto mi permetto di proporvi il paragrafo più illuminante:
If you think shoes in Second Life, you're likely not thinking Adidas or Reebok.
You're probably thinking Moopf, Shiny Things, Simone. Why? Because they're
giving you what you want. Adidas and Reebok are trying to give you what they
want.
Libera traduzione:
Se pensate a un paio di scarpe su SL probabilmente non pensate ad Adidas o
Reebook. probabilmente penserete a Moopfs, Shiny Things e Simone. Perché? Perché loro ti danno quello che vuoi tu. Adidas e Reebok tentano di darti quello che
vogliono loro.
mercoledì 18 aprile 2007
Il World Stock Exchange, la Borsa di Second Life
La cosa non mi meraviglia: dove è in azione un economia vibrante come quella di SL è scontato che nasca un sistema finanziario, che aiuti nella raccolta e nella distribuzione dei capitali e degli investimenti e ne tragga profitto. Oltretutto il WSE è solo l’ultimo di molteplici tentativi che ci sono stati, anche se finora l’unico a raggiungere l’operatività.
Quello che invece mi meraviglia è che, come al solito, del WSE si parla molto (sia nel bene che nel male), ma finora non ho trovato un solo tentativo di analisi dei suoi eventuali pregi e dei suoi probabili difetti.
Queste righe hanno lo scopo di illustrare i risultati di alcune analisi e studi che ho compiuto nelle ultime settimane sul WSE. Non essendo un specialista di borsa ho richiesto l’aiuto di laureato91 (che di legislazione finanziaria se ne occupa professionalmente) e di un paio di amici che si guadagnano da vivere facendo i brooker nelle borse vere.
In questi giorni sta montando una feroce polemica che vede contrapposti il WSE e altri imprenditori che vorrebbero fondare mercati concorrenti. Se volete approfondirla vi rimando alla SLNN dove troverebbe una serie di affascinanti lettere aperte, risposte, commenti, critiche e un bel po’ di insulti.
Il livello della discussione mi sembra degno di un talk show pomeridiano e non me ne occuperò in questo articolo.
Mi limito solo a una precisazione: non starò a dibattere sull’onesta personale dei fondatori e dei gestori del WSE. Non li conosco, se non scambi di saluti di cortesia durante alcuni incontri istituzionali, e non ho informazioni sufficienti per giudicare sulla questione, a parte il fondamentale concetto di presumere innocente e onesto chiunque in assenza di prove contrarie. Quindi qui parto dal presupposto che il WSE sia un impresa onesta, costituita e gestita per perseguire gli scopi dichiarati e non un imbroglio gestito con malizia.
L’analisi è divisa in tre diversi capitoli:
- nel primo esplorerò la situazione legale in cui si muove il WSE e più in generale del settore finanziario in SL;
- nel secondo la struttura organizzativa e regolatoria del WSE,
- per l’ultimo analizzerò la composizione del portfolio di aziende quotate nel WSE dando un giudizio generale sul mercato.
Aspetti Legali
Bisogna premettere che non è certo colpa dei fondatori WSE che su Second Life l’aspetto economico-finanziario si muova e si stia sviluppando in un completo vuoto legislativo (la Linden Lab non sembra avere intenzione di immischiarsi nelle transazioni tra giocatori e non ci sono finora autorità esterne che abbiamo preso una posizione), ma il problema rimane.
In effetti dal punto di vista legale è tutto da definire. E’ addirittura problematico capire cosa si compra e si vende sul WSE. Si comprano e si vendono partecipazioni di che cosa? Le entità partecipanti al WSE sono, al meglio, delle imprese di fatto, ma non hanno ovviamente nessuna personalità giuridica in senso proprio.
Il WSE si riserva una funzione di controllo ed eventualmente la possibilità di escludere e sospendere le entità quotate, inoltre richiede sia reso noto la vera identità della persona fisica titolare dell’Avatar che funge da Amministratore Delegato. Si tratta di una impostazione di per se stessa rivoluzionaria per Second Life. Di certo si tratta di un aspetto posivo: conoscere l’identità reale delle persone con cui si sta prendendo un accordo economico è la condizione MINIMA per porre una base di fiducia e permettere transazioni di una certa consistenza.
Purtroppo il limitarsi a conoscere un nome e un cognome è comunque insufficiente ad assicurare la protezione degli azionisti in caso di problemi.
Oltre all’irrisolto problema della personalità giuridica delle entità coinvolte, dobbiamo anche tener conto dei problemi relativi della giurisdizione (Linden Lab che ospita i server è americana, la Hope Capital è australiana, la “società” quotata e i suoi rappresentanti possono essere di dovunque, l’investitore idem). Ricordo inoltre che rimane addirittura dubbio se una transazione economica di SL possa essere ritenuta da un giudice meritevole di protezione oppure solo un “gioco”.
Insomma ci sono una serie di problemi non indifferenti che lasciano decisamente perplessi quando si fanno i conti e si scopre che un mese fa la capitalizzazione totale del WSE era di circa 3 milioni di dollari americani. Troppo per essere un gioco tra amici.
La soluzione di questo tipo di problemi va oltre il possibile campo di azione dei fondatori del WSE, ma rimane la prima considerazione che un investitore dovrebbe fare volendo impegnare una somma di una certa rilevanza.
Aspetti Regolatori
Al di là dell’aspetto legale illustrato prima il WSE si impegna ad una serie di controlli prima di ammettere una società alla quotazione. Assumendo un ruolo regolatorio similare a quello che può avere la CONSOB italiana.
Inutile dire che i controlli sono effettuati su documenti forniti spontaneamente dalle stesse società che richiedono la quotazione e che quindi si tratta di dati non certificati da nessun altro. Il che pur ammettendo la buona fede di chi effettua i controlli non è la cosa più rassicurante.
In linea di massima è presumibile che la Hope Capital (che controlla il WSE) esegua questi controlli con una certa prudenza non volendo rovinare il suo business con quotazioni di aziende non troppo chiare, ma abbiamo solo questo al momento per fidarci.
Il regolamento stesso presenta già ad una prima scorsa alcuni punti deboli. Il primo è più importante è il punto che riguarda la gestione di eventuali Conflitti di Interessi degli azionisti, che è regolato in una maniera che mi lascia perplesso.
Faccio un esempio per spiegarmi in maniera chiara: abbiamo la società quotata X.SpA, tra i membri della sua direzione si trova Mario Rossi. In un dato momento la X.SpA si trova a dover decidere se firmare o meno un contratto con un'altra società, la Y SpA, per la fornitura di un servizio. Guarda caso la Y.SpA è di proprietà del Mario Rossi di cui sopra.
Nella maggior parte delle legislazioni del mondo reale, al momento di prendere una decisione Mario Rossi deve dichiarare che ha un interesse nell’altra società e astenersi da prendere parte alla decisione necessaria per stabilire per esempio il prezzo da pagare. La ragione è evidente il suo compito di fare il migliore interesse della società X.SpA che dirige entra in conflitto con il suo interesse personale di far fare il miglior affare possibile alla Y.SpA che possiede. Se non dichiarasse questo conflitto di interesse e non si astenesse, gli azionisti potrebbero legalmente impugnare la decisione, far rescindere il contratto e, se ce ne sono gli estremi, chiedere i danni.
Nel regolamento del WSE è invece indicato che il direttore può astenersi dal dichiarare questa situazione di conflitto e in qualunque caso la transazione deve essere considerata valida.
Per descrivere il caso peggiore, il direttore di una azienda quotata potrebbe vendere sottocosto una proprietà da lui amministrata a se stesso, e la transazione non violerebbe il regolamento del WSE, anche se, evidentemente, procurerebbe danni agli azionisti.
Bisogna dire che in assenza di un sistema legale (vedi il primo punto) a cui rivolgersi per annullare la transazione e recuperare i soldi, la proibizione di un comportamento simile rimarrebbe inapplicabile. Fatti simili sono quelli che mi fanno sempre consigliare di muoversi con molta cautela su SL e di non investire mai somme eccessivamente alte.
C’e’ poi un altro problema della struttura regolamentare che, a mio parere, è potenzialmente pericoloso (e questo sarebbe evitabile).
Nella maggior parte delle situazioni della vita reale esistono due entità separate nella gestione della borsa: un organizzazione di regolamento e controllo (in italia ad es la CONSOB) e una organizzazione che invece gestisce gli aspetti pratici e operativi (in Italia la Borsa.SpA), nel WSE esiste sostanzialmente una sola entità che fa entrambe le cose la Hope Capital, che è a sua volta quotata nel WSE.
Il risultato di questo è che un esterno (magari con interessi in aziende quotate nel WSE) potrebbe acquisire parte della proprietà dell’ente che effettua i controlli e cercare di influenzarli a suo vantaggio.
Aspetti Strutturali
Affrontati ed esaminati alcuni dei problemi legali e di regolamento l’ultimo punto da affrontare è la struttura del mercato stesso e delle aziende quotate.
Nel WSE all’inizio della settimana erano quotate 36 aziende, mentre erano in corso 18 IPO, in linea di massima il numero delle aziende quotate continua a crescere, e da quello che si sa c’e’ un grosso numero di aziende in attesa di essere ammesse alle IPO.
L’aumento del numero di aziende quotate è sicuramente una cosa buona per gli investitori: assicura una maggiore possibilità di scelta e stabilizza il mercato, ma al momento la presenza di solo 36 aziende quotate espone potenzialmente il mercato a fluttuazioni occasionali tutt’altro che piacevoli per i piccoli investitori.
Interessante è esaminare le area di attività, dichiarate, delle aziende quotate: principalmente si tratta di Gioco d’Azzardo, Immobiliare, Finanza e Prodotti Scriptati. Questa concentrazione in quattro settori non è rassicura sulla stabilità generale del mercato.
Il settore Immobiliare è da sempre uno dei motori principali dell’economia di Second Life, ma si tratta anche di un business molto competitivo e con una forte variabilità.
La presenza di molte aziende specializzate nel Gioco d’Azzardo sembra confermare l’importanza del settore nell’economia di Second Life, ma le recenti notizie sui dubbi sulla legalità dei casinò virtuali getta delle ombre sul suo futuro.
Le aziende di prodotti scriptati sono invece l’equivalente dell’industria pesante e high tech nel mondo reale. A mio parere hanno potenzialmente una stabilità maggiore e forse prospettive più sicure almeno fino a che l’economia generale di Second Life continuerà a godere di buona salute. In fin dei conti chiunque voglia fare business continuerà ad avere bisogno di vendors, sistemi di analisi etc. Ad un esame più approfondito però almeno un paio delle più grosse di queste aziende sembrano specializzate in prodotti per casinò (cioè Slot machine, SLingo e cose simili), percui le ombre che aleggiano sul settore del gioco di azzardo si allungano anche su di loro.
Quello che invece trovo personalmente molto dubbio è la presenza di molte aziende “finanziare” il cui scopo è raccogliere capitali di rischio, con lo scopo dichiarato di reinvestire direttamente sulle azioni delle altre aziende quotate. Si tratta di speculazioni estremamente rischiose anche nel mondo reale, inoltre il loro forte peso non potrà che essere un moltiplicatore delle fluttuazioni del mercato e inoltre crea il rischio che si crei una rete di partecipazioni incrociati e scatole cinesi che non lascia presagire niente di buono.
E’ sperabile che l’allargamento del mercato crei un portafoglio di aziende con interessi più diversificati e con un minor peso delle speculazioni puramente finanziarie.
L’andamento generale del mercato non mi è sembrato felicissimo. Nell’ultimo mese ho seguito gli andamenti facendo una serie di analisi e sembra che passato un primo periodo di euforia le quotazioni siano generalmente in ribasso (in alcuni casi in maniera notevole), spesso scendendo anche sotto il valore stabilito per la IPO. Insomma un quadro generale spiacevole, e che solleva anche alcune perplessità su come sia stato definito il prezzo della quotazione iniziale.
Il risultato è che la capitalizzazione totale del mercato malgrado l’aumento del numero di aziende quotate o in IPO è sceso da circa 3,5 milioni di dollari US a meno di 3 milioni.
C’e’ poi un punto importante da notare circa le aziende quotate. Come è logico aspettarsi si tratta in realtà di micro-aziende che hanno poca cassa, beni di garanzia risibili rispetto al livello della quotazione e di solito non più di 3 o 4 persone impegnate nella gestione. Questo, ripeto, è normale viste le condizioni di SL e non mette in dubbio le loro capacità di fare profitti, ma rende ancora più dubbio il valore delle azioni che vengono commerciate.
Dietro il valore di queste azioni non ci sono beni, piani di marketing, contratti firmati, crediti esigibili, marchi affermati: C’e’ solo la fiducia nelle idee, a volte brillanti, a volte meno, dei fondatori delle aziende e sulla loro abilità e capacità lavorativa.
Questo fatto rende quindi molto improbabile la possibilità e la convenienza di effettuare scalate o prendere il controllo di una delle aziende quotate, in quanto una volta private dei loro fondatori dietro rimarrebbe ben poco.
Conclusioni
Le conclusioni che possiamo trarre da questa analisi sono che come in altri casi la Borsa di SL ha in comune con il suo omonimo reale, poco più del nome e delle intenzioni.
Da un po’ tutti i punti di vista il WSE non sembra presentare quelle minime condizioni di garanzia presenti nelle Borse reali. A sua discolpa possiamo sicuramente dire che parecchi dei suoi problemi sono legati alle condizioni generali di SL, ma sono comunque problemi che rimangono e vanno comunque considerati.
Il WSE presenta rischi molto maggiori di quelli presenti in una borsa reale e chi decide di investire parte dei suoi Linden deve esserne cosciente.
Personalmente trovo il WSE un tentativo affascinante, da osservare da una rispettosa distanza di sicurezza, un “gioco” che sarebbe divertentissimo se non iniziasse già a muovere una quantità di denaro di tutto rispetto. Troppo denaro e con troppa leggerezza.
PS Una nota doverosa solo ieri, mentre risistemavo queste pagine ho scoperto la nascita di un blog italiano specializzato sul WSE: RatingWSE, non ho ancora avuto modo di approfondire i suoi contenuti, ma sono sempre contento quando si sviluppano contenuti italiani su SL, non saranno mai abbastanza.
Roberto Brocchieri
in SL Albert Falck
lunedì 2 aprile 2007
Perché Anshe Chung non è milionaria e qualche altro spunto
Tutto ciò sta attualmente aiutando la popolarità di Second Life, ma una informazione non corretta e non meditata può provocare (e sta già iniziando a provocare) anche delle reazioni di senso contrario e spesso altrettanto infondate.
Oggi vorrei riprendere una delle più notizie più riprese sui giornali, probabilmente la Notizia su SL più conosciuta: Anshe Chung è diventata la prima milionaria virtuale.
Il fatto che Anshe Chung sia milionaria è ormai un dato di fatto nelle mente della gente, un fatto che sembra talmente ovvio che non ci si cura di verificare, nemmeno quando si pretende di commentarlo. Ma è vero?
La notizia nasce da un comunicato stampa della AnsheChungStudios del 26/11/2006, con cui si comunicava che ad una valutazione prudenziale il valore stimato degli interessi di Anshe Chung dentro SL aveva superato il milione di dollari americani.
Leggendo il comunicato stampa con una certa attenzione non si vedono ragioni di dubitare sulla serietà di questa valutazione, tutto quello che scritto è corretto, ma per amore della sinteticità non esplicita un paio di punti ovvi. Talmente ovvi che nessuno ne tiene conto.
Leggiamo bene cosa ci è scritto sul comunicato: Anshe Chung su SL al momento del comunicato stampa possedeva 21 kmq di Sim che SE venduti al prezzo di mercato di quel momento avrebbero generato circa 270 milioni di Linden$ che SE cambiati in dollari americani avrebbero fatto un bel milionicino.
(NB nella valutazione Anshe inserisce anche i contanti in suo possesso, altri business minori etc, qui per semplificare prendo solo quella che lei stessa considera il grosso del suo patrimonio, alla data del comunicato stampa.. Interessante da notare che Anshe non valuta valore di mercato del suo Brand che non dovrebbe essere insignificante)
Tra Anshe Chung e un milione di dollari ci sono due SE piuttosto importanti. Deve vendere i suoi terreni trasformarli in Linden liquidi e poi cambiare questi in crocchianti biglietti verdi.
Ipotizzare se la cosa è fattibile è interessante perché ci aiuta a capire alcune cose interessanti. Vediamo:
Nel vendere le sue terre Anshe Chung deve affrontare un primo problema. Per sua stessa ammissione possiede circa il 10% di tutte le sim di SL, una percentuale notevolissima. Basta un minimo di buon senso per capire un fatto ovvio: che, se le mettesse in vendita tutte di un colpo, il livello dei prezzi immobiliari crollerebbe… e addio milione. Cosa si potrebbe fare per limitare questo problema?
Ci sono due possibile maniere. La prima è vendere tutto in blocco a un unico acquirente, ma su SL non credo ci sia nessuno con una simile cassa, e un azienda reale disposta a spendere una cifra simile non la vedo ancora in giro. L’altra maniera è tentare di rendere la transazione il meno trasparente possibile per minimizzare le reazioni del mercato.
Dovrebbe suddividere le vendite su più canali, e scaglionarle nel tempo (ma non troppo perché più tempo passa più è possibile che qualcuno se ne accorga): un po’ sul mercato interno, un po’ su Ebay, un po’ con trattativa privata… (magari col vantaggio di vendere direttamente in US$).
Questa però è teoria, stiamo sempre parlando del 10% delle terre di SL… qualcuno se ne accorgerebbe, e, vista la segretezza dell’operazione, penserebbe subito male… in assenza di una informazione chiara l’unica notizia sarebbe che Anshe vende… e se lei che è al top sta vendendo può solo significare che sa qualcosa che gli altri non sanno ancora. La tipica reazione psicologica di un mercato tenuto all’oscuro sarebbe di seguirla, sicuramente con una certa dose di panico.
Anche in questo caso i prezzi scendono, forse addirittura in maniera più decisa perché il calo sarebbe non dovuto a una informazione razionale, ma alla paura.
Abbiamo poi un ulteriore pericolo. Negli ultimi tempi poi si è sviluppato un abbozzo di sistema finanziario con banche e una borsa. Il calo dei prezzi farebbe scendere le quotazioni delle società immobiliare quotate, e delle società finanziare che hanno concesso prestiti garantiti con il valore delle terre e si trascinerebbero appresso tutto il resto. Altro panico e altro calo.
Ammettiamo che Anshe superi tutte queste difficoltà e venda il tutto a un prezzo non disastroso, dovrebbe sempre trasformare una grossa quantità di L$ in US$. Cambiare anche solo l’equivalente di mezzo milione di dollari US$ significa esporsi alle stesse difficoltà già affrontate per vendere le terre: si tratta circa del 7/8% del totale della massa monetaria di SL, l’equivalente di 3/4 giorni del totale degli scambi che avvengono sul mercato.
Quando Soros ha speculato sulla svalutazione della Sterlina Britannica percentualmente ha mosso meno soldi.
Se arrivati a questo punto l’economia di SL non è già crollata e il Linden$ non è diventato carta straccia, per riuscire a cambiare si dovrebbe usare sistemi simili a quelli che ho già descritto. In effetti si dice che Anshe abbia tentato di sviluppare un cambio concorrente al LindeX proprio per questa ragione: avere una via di fuga sotto il suo controllo. Ovviamente però i problemi e i pericoli sono esattamente gli stessi.
Insomma in uno scenario simile Anshe non ricaverebbe veramente un milione di dollari, e si lascerebbe alle spalle un economia a pezzi, su uno scenario simile è stata fondato uno dei più severi articoli di critica dell’economia virtuale dei Second Life (lo trovate qui), che arrivava ad ipotizzare in termini molto duri che sostanzialmente SL è tutto un imbroglio.
Paradossalmente però anche questa critica fallisce il suo obiettivo perché dimentica di tenere in dovuta considerazione alcune cose ovvie.
Un evento come quello che ho descritto è per le sue stesse dimensioni un evento eccezionale. Per fare un esempio comprensibile è come se nell’Italia degli anni ’70 gli Agnelli avessero deciso di liquidare tutte le loro proprietà italiane, cambiare in dollari e ritirarsi alla Bahamas… anzi fatte le debite proporzioni Anshe per Second Life è molto più grande di quanto lo sia mai stata la FIAT per l’Italia.
La verità è che Second Life è ancora un mercato molto piccolo, senza enti di controllo economico, con attori di mercato ancora piuttosto inesperti e primitivi. Sono tutti difetti, indubbiamente, ma non sono strutturali, sono tipici di una struttura economica molto anarchica che deve ancora fare molta strada per crescere, imparare e rafforzarsi.
Quali conclusioni possiamo trarre da tutto ciò? Che ci vuole buon senso sempre e non ignorare i fatti ovvi. Second Life è ancora piccola. Troppo piccola per poter diventare ricchi o fare i “soldi” con facilità, come molti sembrano illudersi, e presenta ancora molti rischi. Nello stesso tempo è sciocco scambiare i difetti di questa sua immaturità con un imbroglio preordinato o provare a confrontarla con il mondo reale.
Sia gli esaltatori che i critici dovrebbero scendere a vedere la realtà del mondo virtuale. Basta vedere cosa sta facendo Anshe Chung: diversifica; in termini di prodotti su Second Life, e in altri MMOG, in termini di mercato. Fa del suo meglio per far crescere i metaverso che le ha dato l’opportunità di diventare famosa e forse ricca, perché sa che è nel suo interesse. Capisce le opportunità e i rischi dei mondi virtuali, coglie le prime e tiene conto dei secondi per lenirli.
Come abbiamo visto forse non è milionaria realmente, ma è sulla buona strada per diventarlo. Con molto senso della realtà.
sabato 24 marzo 2007
Riflessioni sul futuro, spiacevoli
Il lato tecnologico mi interessa relativamente in questo momento. SL diventerà più stabile, con una grafica migliore, con nuove capacità.. o forse crollerà raggiunta le 40.000 concurrency, non lo so, forse non lo sanno neppure i Linden.
Quello che mi domando è: come si trasformerà la sua struttura sociale e la sua economia, cosa faranno le aziende della RL che si stanno unendo a noi, cosa ci sarà di nuovo?
Alcune sere fa un insieme di considerazioni e idee, mie o pescate in giro, che mi frullavano per la testa, si è unito formando un quadro abbastanza organico, realistico e, peggio, economicamente conveniente di un possibile aspetto del futuro di Second Life, un aspetto che non mi è piaciuto affatto.
Due sono i concetti fondamentali che si sono integrati nella mia testa:
1 -I più sfrenati paladini di SL la vedono come il futuro del web, o quantomeno, una delle future killer applications del web. Uno spazio virtuale tridimensionale dove puoi navigare come, quasi, sul web, ma in compagnia… percependo la presenza degli altri intorno a te e interagendo con loro in tempo reale.
Tralasciando l’hype un po’ profetico di certe affermazioni, questo è sostanzialmente vero: Second Life è, attualmente, il più noto sistema in cui è possibile navigare in un ambiente fortemente e facilmente modificabile e personalizzabile in compagnia di qualcun altro.
2- La maggior parte delle aziende che stanno arrivando in questi mesi, lo fanno solo per scopi promozionali o per emettere un banale comunicato stampa, ma alla fine ci sarà pure qualcuno che proverà a tirar fuori dei soldi dalla clientela che trova su Second Life.
Vorrà vendere. Vorrà fatturare. Probabilmente vorrà utilizzare Second Life come canale per vendere i suoi prodotti tradizionali.
Quale vantaggio può dare Second Life rispetto alla solida fisicità del reale, o a un normale sito internet? Una approssimativa simulazione 3d del prodotto? c’e’ di meglio. Una ricerca più facile? Per favore… Nessuna delle due… quello che può dare di più è questa possibilità di condividere l’esperienza del cliente, il punto 1 di cui sopra.
Se vogliamo dirla in maniera complicata usando un linguaggio Aziendalmente Corretto abbiamo un potente strumento per creare Customer Experience, Brand Loyalty e tante altre belle parole che ho ascoltato in molte conferenze. Ma come si fa per mettere in pratica tutto ciò?
Nelle gallerie d’arte in cui espongo, cerchiamo sempre greeters cioè qualcuno che accolga i clienti, sul forum di secondlifeitalia iniziano a vedersi annunci di ricerca di hostess e steward per accogliere i visitatori di isole virtuali (per la bella somma di 10.000 L$ mese).
Cos’e’ un greeter se non l’abbozzo di un venditore, di un commesso? e chi se non un venditore è il principale strumento con cui un azienda comunica col cliente?
Le aziende che si virtualizzeranno per sfruttare le potenzialità del medium Second Life avranno bisogno di venditori, di commessi, di operatori di customer service, di persone vere che interagiscano con i clienti.
Lavoro per tutti nella seconda vita? Fino a un certo punto. Attualmente il lavoro su SL è piuttosto economico: 10.000 L$ al mese sono un gran stipendio su SecondLife e non è difficile trovare qualcuno che per questa cifra lavori 1 o 2 ore al giorno su Second Life… ma ricordiamoci che al cambio sono solo 30 euro. Con Valerka commentavamo che sembra ci sia una incapacità o la mancanza di volontà di tradurre questi valori nei termini del mondo reale.
A mio parere questo cambierà. L’offerta di lavoro aumenterà alzando il prezzo di equilibrio, una maggiore professionalità richiederà maggiori stipendi, in più ci sarà un corto circuito con i valori del mondo reale…per fare un esempio una cosa è offrire a un greeter 50 L$ di percentuale per avere venduto un quadro virtuale a 300 linden, una cosa è proporre 50 L$ per vendere via SecondLife un quadro reale a 300 euro, anche se nella pratica il lavoro è lo stesso.
Come reagiranno le aziende? Il mondo reale ce lo insegna: in un ambiente già virtualizzato e interconnesso non ci sarà nessun bisogno di pagare uno stipendio occidentale a un venditore virtuale che vive la sua RL in Inghilterra.
Come si è già fatto con i call center e i servizi amministrativi, le aziende trasferiranno questi lavori là dove il costo sarà molto minore: India, Sud Est Asiatico, Messico, Europa Orientale.
Ho l’impressione che in un tempo sorprendentemente breve, i nostri eleganti avatar dalle skin perfette e dagli abiti curati, potranno entrare in negozio virtuale, ancora più splendido di quelli che vediamo adesso, con un brand famoso sull’insegna, dove potremmo magari prenotare il nostro prossimo viaggio o comprare un vero cellulare, accolti con cura da un rassicurante avatar aziendale, controllato da qualcuno che vive a Hyderabad, o giù di lì, che sta facendo le 8 ore del turno di notte, per 150US$ al mese.
Ombrone
Albert Falck in SL
venerdì 23 marzo 2007
Breaking News! Amsterdam è in vendità!
La notizia è molto interessante in quanto Amsterdam è da molto tempo una delle sim più frequentate di tutta Second Life. Si tratta poi di un traffico molto "qualificato" e non dei soliti zombi occupati a fare camping (vedi il post "Traffic!"), e questo ne fa un'area commerciale sicuramente molto preziosa.
Il prezzo di partenza dell'asta è di 20.000 US$, il prezzo per l'acquisto immediato è invece di 50.000 US$. Finora non sono presenti offerte, anche se non escluderei siano in corso trattative "private" al di fuori di ebay.
Si tratta probabilmente di un dei prezzi maggiori finora richiesti per una singola transazione di beni virtuali.
Interessati? Gabetti ci sei?
Update 26/3: Asta chiusa, Amsterdam aggiudicata per 50.000 US$!
Ombrone
Albert Falck in SL
giovedì 22 marzo 2007
Come lavorare e diventare ricchi in Second Life!!!
Onestamente questo non è un post che mi aspettavo di scrivere, anzi. E’ un argomento cosi generico che pensavo fosse inutile scriverci sopra.
Purtroppo come al solito la realtà, anche se virtuale, distrugge spesso e volentieri le nostre felici teorie, e cosi è stato in questo caso.
Facendo una lista delle domande più frequenti che ci si sente rivolgere su Second Life direi che “Come faccio a fare soldi?” sia la seconda o la terza come frequenza (per la cronaca la prima è indubbiamente “Come faccio fare sesso?”, mentre l’altra top question è: “Vuoi fare sesso?”, da questa ultima però io solitamente mi salvo,… dato che solitamente giro in forma di Drago… avevate già fatto la battutina ironica, vero?? ).
Il metodo più veloce per essere ricchi in Second Life è sicuramente quello di avere una carta di credito e un lavoro nella vita reale (oppure dei genitori generosi).
Cambiate 20 euro al mese e potrete permettervi abiti di marca, shape e skin dell’ultimo modello, una mega villa su un isola tropicale, uno yacht per impressionare i vostri amici e abbastanza soldi in tasca da farvi accogliere con esclamazioni di giubilo in qualsiasi locale vi rechiate.
Farete una vita alla Aga Khan, su spiagge baciate dal sole, con una bottiglia di champagne finemente scriptato al fresco accanto a voi, coccolati, se vorrete, dalle migliori escort disponibili sul mercato (il che per inciso vi risolverebbe anche le altre due domande fondamentali).
Tutto ciò per 20 euro. Una pizza e una birra, in questo grigio mondo reale. Ho passato i migliori mesi della mia vita virtuale in questo modo!-
Eppure non è questo che la gente vuole come risposta. Vogliono guadagnare! “Che lavoro posso fare?” insistono.
Questa domanda in verità non c’e’ risposta. Su Second Life di lavori possibili ce ne sono infiniti, la famosa lista “ufficiale” http://secondlife.com/whatis/businesses.php e solo un esempio.
Per capire che lavoro si può intraprendere su Second Life bisogna per prima cosa avere ben chiaro un punto fondamentale Second Life non è un semplice gioco online (un classico MMOG) in cui c’e’ una lista di carriere predeterminate, è un ambiente aperto e modificabile in cui saranno gli altri partecipanti a decidere liberamente se retribuire i servizi che fornite.
Il primo corollario che possiamo trarre da questo è immediato: dovete valutare le vostre capacità, capire cosa sapete fare di utile per gli altri su Second Life.
Il primo passo per fare questo è comprendere di cosa c’e’ bisogno e per capirlo dovete prima conoscere l’ambiente. Per cui prendete il vostro tempo, girate, visitate, osservate, parlate con la gente, prima, sottolineo, prima di cercare subito un lavoro cosi alla cieca.
Valutate le vostre capacità e punti di forza e confrontatele con quello che avete scoperto. Non scoraggiatevi se per caso non foste programmatori, modellatori 3d o specialisti di grafica… non c’e’ posto solo per loro. In cosa siete bravi voi? Riflettete su questo.
Per farvi un esempio ho un amica che sta seriamente pensando di provare a lanciarsi come arredatrice, dopo aver valutato tante altre alternative che non le piacevano. Nella vita reale è decisamente brava in questo, e sostiene che su SL spesso l’arredamento delle casa è tremendo. L’idea è buona, ha la capacità di rendere un servizio utile, vediamo se troverà mercato e clienti.
C’e’ poi un secondo punto fondamentale da tener presente. Su Second Life non si diventa ricchi. Quello che guadagnerete saranno probabilmente spiccioli. Se siete veramente bravi, innovativi e fortunati, potreste entrare a far parte di quei pochi che riescono a trarne l’equivalente di un buon stipendio nella Real Life. Finora di Anshe Chung c’e’ ne è una sola.
Insomma lavorare su Second Life di solito è veramente poco conveniente economicamente rispetto a quello che potreste trovare vita reale. Non date retta ai giornali: Second Life non è il Klondike di Zio Paperone.
Da qui traiamo il secondo consiglio. Non cercate un lavoro per fare soldi, ma cercate un lavoro per divertirvi. Fate qualcosa che vi piace, che vi diverte e vi stimola, non pensate necessariamente a fare soldi. Fate sempre in modo che Second Life sia un posto dove potete rilassarvi e sorridere.
Per riassumere possiamo dire che per lavorare in Second Life dovete seguire tre regole fondamentali.
- Conoscere l’ambiente, capire che servizi possono servire alla gente che vi circonda
- Conoscere le proprie capacità, valutare quali possono essere utili a qualcuno in Second Life
- Capire cosa vi diverte.
Fatto questo avrete, sperabilmente, trovato un attività che ha tre qualità:
- Siete bravi a farla
- C’e’ qualcuno a cui serve
- Vi diverte
Lanciatevi, avete fatto di meglio che diventare ricchi: avete capito meglio voi stessi e gli altri.
Se poi per caso non trovate niente, ma proprio niente, ma niente niente, che unisca queste tre qualità, non siate troppo tristi, tornate all’inizio di questo post: 20 euro, isola tropicale, champagne, bella bionda in bikini. Ho visto di peggio in vita mia, voi?
Ombrone
In Second Life Albert Falck
mercoledì 14 marzo 2007
Traffic!
Uno dei principali è sicuramente il Traffico (Traffic, a volte chiamato anche Dwell): un indice calcolato per ogni singola land parcel sulla base del numero di residenti che la hanno visitata e il tempo che ci hanno trascorso (in percentuale sul tempo totale che hanno passato su SL un determinato giorno).
Ref: http://secondlife.com/knowledgebase/article.php?id=278
Come è facile intuire questo numero permettendoci di avere indicazioni sul numero di persone che sono passate in un determinato posto è il miglior indicatore a nostra disposizione della visibilità della nostra attività all’interno di SL, e immagino sia evidente che ogni persona che si ferma nel vostra, ad esempio, negozio è un possibile cliente.
Il traffico però non è solo un indicatore di uno stato, è anche uno strumento per attirare pubblico infatti nella search ---> places le varie località (ricercate per parola chiave come un normale motore di ricerca web) sono messe in ordine di traffico decrescente.
Percui più avete traffico più attirerete traffico avendo una maggiore visibilità sul search interno, con un piacevole circolo virtuoso.
Ovviamente su SL col tempo si sono sviluppate alcune ingegnose strategie per aumentare il traffico.
I metodi per attirare sono teoricamente semplici: si offrono soldi, regali, divertimenti, sesso.
Soldi: il concetto è semplice, più tempo ti fermi qui più soldi ti pago. Questo ha spinto allo sviluppo delle cosiddette camping chair, degli oggetti scriptati che pagano all’utente che li sta utilizzando un tot di linden ogni tot di minuti. La fantasia in questo campo si è ovviamente sbizzarrita in maniera decisamente creativa anche allo scopo di migliorare l’estetica del posto: si va dalla semplice sedia in cui ci siede, alla possibilità di ballare (le dance pad), e molte molte altre più o meno di buon gusto.
Altro metodo usato sono i cosiddetti Money Tree che offrono soldi ai newbie, o lotterie a tempo.
Regali: anche questo è semplice rendere disponibili oggetti gratuiti (i freebie) o a prezzi di saldo.
Divertimenti e sesso: il più tipico e usato è il gioco d’azzardo una slot machine che tenga incollato il giocatore per il tempo più a lungo possibile, oppure una sala da ballo con musica disponibile e animazioni di ballo dove sia possibile divertirsi e magari incontrare qualcuno dell’altro sesso.
In parecchi posti sono organizzati anche angoli intimi in caso l’incontro occasionale vada secondo le più rosee aspettative, oppure si rende disponibile esplicitamente la possibilità di incontrare qualcuno di “ben disposto”.
Ci sono quindi da considerare aprendo un attività una serie di costi “promozionali”, cosa che leggendo in giro vedo decisamente sottovalutata.
Come nel mondo reale anche in SL si è comunque creata una certa divisione dei compiti. Sempre che non abbiate un brand già affermato, oppure non vi vogliate indirizzare ad una nicchia di clienti chiaramente identificabile e facilmente raggiungibile, non conviene solitamente aprire un negozio isolato, ma affittarne uno all’interno di un mall già organizzato.
In questo caso in cambio all’affitto pagato avrete non solo un spazio espositivo (e dei prim a disposizione), ma il proprietario avrà già organizzato tutte le necessarie attività promozionali per attirare traffico che abbiamo appena visto.
A questo poi si aggiunge l’ulteriore vantaggio di poter approfittare del traffico portato da altro negozi che magari hanno già una clientela affezionata.
Attenzione ad una cosa però: il traffico è comunque solo un indicatore! Come nel mondo reale ogni persona che passa di fronte alla vostra vetrina è un “possibile” cliente, ma bisogna trasformare questa possibilità in contanti che entrano in cassa.
Possono succedere casi in cui in un area con alto traffico abbiamo vendite deludenti, succede spesso, in fin dei conti l’imprenditorialità comporta dei rischi. Qui illustrerò due possibile cause di questo:
1- Siete nel posto sbagliato con la merce sbagliata: ad esempio avete aperto un negozio di “lusso” in un mall famoso per essere discount, oppure vendete mobili dove si vende lingerie sexy. Insomma siete di fronte a un target sbagliato. Cambiate posto, o cambiate attività. Magari il problema può diventare una opportunità.
2- Le strategie per attirare traffico, stanno avendo troppo successo, paradossale, ma succede. Di fronte al vostro negozio non passano più clienti, ma persone interessate solo alle camping chair, al casinò del piano di sotto o di qualsiasi altra diavoleria promozionale sia in corso, e la folla di newbie impacciati o di assatanati giocatori d’azzardo, scoraggia i veri clienti paganti. Anche qui potete cambiare posto, oppure provare ad affrontare il discorso con i proprietari.
Importante comunque è sempre sperimentare, prendetevi dei rischi, investiti e provate, e siate sempre pronti ad affrontare i cambiamenti.
Una nota che può sembrare paternalistica, ma considero doverosa: se volete aprire una attività su SL, avete letto queste righe non avete capito almeno la metà dei termini specifici che ho usato (non il senso dei ragionamenti… quello potrebbe essere colpa della mia grammatica contorta, parlo proprie delle parole), in questo caso, credetemi, non siete pronti. Prendetevi altro tempo, girate, divertitevi, imparate, domandate, chiaritevi le idee.
Se siete interessati a maggiori informazioni sul concetto di traffico vi rimando a:
http://slhistory.org/index.php/Traffic
Ombrone in SL Albert Falck
PS per molti dei concetti espressi e delle applicazioni pratiche sono in debito con la mia anima gemella, in entrambe le vite: grazie Bryn.
martedì 13 marzo 2007
Gli Imprenditori di cui non si parla
O meglio si parla solo di tre di loro: AnsheChung Studios (proprio lei la famigerata prima milionaria virtuale assunta ad icona mediatica sulle copertine di Business Week), Rivers Run Red ed Electric Sheep Company. Tre piccole aziende per il mondo Reale, ma che sono la punta dell’iceberg di un intero mondo.
Dentro Second Life c’e’ molto di più dei tentativi di grandi aziende di sfruttare i Media per ottenere un titolo di copertina, dentro Second Life c’e’ un intero mondo imprenditoriale che cresce, costruisce, inventa, sviluppa, vende, a volte con metodi da Far West, altre volte con una intelligenza che tradisce un piano imprenditoriale ben congegnato e una buona conoscenza di cosa significa fare business.
Un mondo sconosciuto ai media tradizionali per la semplice ragione che non fornisce niente di utile a chi non hai mai fatto un account ed ha provato ad avventurarsi nel Metaverso, ma fondamentale per tutti quelli che hanno una seconda vita.
Avatar, skins, vestiti flexi, armi scriptate, mobili con animazioni, poseball, vendors, sistemi di sicurezza, terraformazione, case, uffici, locazioni, pubblicità. Tutto quello che serve per vivere nel metaverso ed è cosi assurdo che non vale la pena di sconvolgere i lettori di un giornale vero scrivendone.
Quanti sono? Anzi quanti siamo (perché di mezzo ci sono anche io)? Linden Lab parla di 25.000 user che fanno profitto sottraiamo un certo numero di fortunati giocatori d’azzardo e un po’ di drogati da camping chair, aggiungiamo chi ha avuto un mese nero e profitti non ne ha fatti… rischiando un numero potremo parlare di 30 / 40.000 “imprenditori” che fanno business.
Certo i fatturati possono essere così piccoli (si può partire dai miei 20 US$ al mese), che in molti casi rivelano più la voglia di divertirsi, creare e provarci, che l’idea di diventare ricchi, ma coprono probabilmente una larga parte dell’economia virtuale di SL (sarebbe necessario passare un po’ di tempo sui numeri per fare delle stime, e conto di tornarci sopra appositamente), ma non bisogna dimenticarsi di chi ha avuto, o sta avendo successo.
X2, TorridWear, X3D, DragonflyDesign, Xcite!, Lust, Gurrrl6, Stroker Toyz, Cake’s, Bersheba Sexy Club, Metaverse Messanger (M2), Isle of Wyrms (e ne cito solo alcuni) sono veri brand che comunicano a un utente di SecondLife un bisogno, un desiderio, e il metodo per soddisfarlo al meglio.
Abbiamo di fronte vere idee imprenditoriali, persone che hanno intravisto opportunità, hanno creato bisogni, e li hanno soddisfatti: per un nuovo mondo hanno creato nuovi prodotti e ci hanno azzeccato.
Guardandoli mi vengono in mente due riflessioni, che vorrei condividere e che conto di approfondire nel futuro.
La prima è che sarebbero loro i veri business-case da studiare, perché la vera innovazione di SL non è data da chi pubblicizza una macchina reale, ma è data proprio da loro che hanno creato qualcosa di completamente nuovo.
La seconda è che vederli mi tranquillizza abbastanza su quello che sarà il futuro dell’economia del Metaverso. Al di là dell’attuale crescita spropositata, nel futuro è normale che avremo crisi: i media inizieranno ad parlare male di SecondLife, le Banche virtuali andranno in default, il World Stock Exchange (se mai partirà veramente) avrà i suoi crolli borsistici… IBM, Nissan, Segolene Royale, Di Pietro, AA, e tutti gli altri vedranno chiuso un ciclo e abbandoneranno le loro isole.
Ci sarà polvere e recessione, ma c’e’ un economia virtuale, ignota ai più, che continuerà a girare a vendere e a creare, perché su Second Life la maggior parte della gente viene a vivere i propri desideri, i propri sogni, la propria vanità e, teniamolo presente, desiderio, sogno e vanità sono proprio quello che serve per vendere e creare.
Ombrone
Su Second Life: Albert Falck
giovedì 25 gennaio 2007
Adidas su Second Life
http://slinside.com/index.php?option=com_content&task=view&id=37&Itemid=83