martedì 5 giugno 2007
Sesso e Follia su Second Life
Second Life domenica è arrivata, prima volta che io sappia, sul TG5… un telegiornale a diffusione nazionale in un edizione di punta, purtroppo è arrivata con la notizia peggiore: stupro e pedofilia nel virtuale. Beh queste sono soddisfazioni vero?
Se siete un po’ informati la notizia non vi stupirà, già da alcune settimane sulle riviste e sui siti specializzati si parlava del problema, molti residenti hanno organizzato gruppi No-Pedo, anche il flash d’agenzia sull’indagine della magistratura belga circa uno stupro virtuale è vecchiotta, la Linden ha stretto le maglie.
Cosa sia successo esattamente è un po’ vago e girano parecchie versioni della stesse notizia che vanno da una “organizzazione” per lo scambio di materiale pedo-pornografico a due tedeschi (maggiorenni) che praticavano age-playing sessuale (il che è potrebbe essere un reato in Germania e in Italia, ma non negli USA).
Circa il presunto Stupro virtuale mi ha molto stupito e incuriosito come è stata trattata la notizia anche da fonte presumibilmente esperte di Second Life. Infatti non posso non domandarmi quale possa essere stata la dinamica e la metodologia del “reato”, visto che su Second Life l’Avatar non può essere fisicamente minacciato o intrappolato… ma tant’è, spero solo che si tratti solo di una cosa più seria del “profondo sentimento di violazione” espresso da Anshe Chung quando venne grieffata con una torma di peni volanti durante una conferenza stampa, perché sarebbe un offesa alle vittime di vere violenze sessuali.
Voglio aggiungere una nota di “colore” e di cultura dei mondi virtuali anche se deluderò tutti: NON è una “prima” mondiale anzi: il primo caso di “stupro” virtuale avvenne infatti su Lambda Moo nel lontanissimo 1993 ed è magistralmente raccontato da Julian Dibbel nel suo “A Rape in Cyberspace. How an Evil Clown, a Haitian Trickster Spirit, Two Wizards, and a Cast of Dozens Turned a Database Into a Society”.
Ma tant’è nessun capo-redattore può rifutare un pezzo che parli di SESSO e VIOLENZA, l’audience e l’audience, specie se condito dalla esotismo della parola VIRTUALE e parla del famigerato Second Life, questa cosa strana di cui tutti parlano e nessuno conosce. Anzi ripeto allo scopo esplicito di fare qualche contatto in più via motore di ricerca: SESSO, VIOLENZA, VIRTUALE, SECOND LIFE.
Senza scomodare troppo il ciclo dell’Hype Mediatico di Gartner (che aveva già previsto la cosa mesi fa) era quindi inevitabile che i media si scatenassero. Dopo aver scatenato la fantasia dei lettori più innovativi con i racconti di come SecondLife era la nuova frontiera,ora bisogna recuperare l’interesse della maggioranza silenziosa preoccupata dalle turpitudini che si nascondono in rete.
All’interno di Second Life in verità queste notizie avevano già dato adito a un costruttivo dibattito tra i residenti, su come regolarsi e su quali devono essere i limiti auto-imposti alla nostra libertà al fine di non violare la libertà degli altri e su come potevamo aiutare a difendere il nostro sogno, da incubi inaccettabili come la pedo-pornografia.
Molte iniziative sono nate spontaneamente (nella comunità italiana ad esempio il gruppo anti-pedo) alcune meritorie altre un po’ meno, ma la cosa più preoccupante sono stati gli interventi della Linden Lab.
In una serie di confusi e in alcuni casi contradditori messaggi e post la Linden Lab ha tentato di stringere le maglie del regolamento, apparentemente tentando di reprimere gli aspetti più vistosi e “pittoreschi” della cultura sessuale di SecondLife e invitando gli stessi residenti ad aiutare ad identificare chi viola le regole.
Non voglio adesso fermarmi a discutere gli aspetti morali o etici della vicenda e del comportamento della Linden Lab (per questo vi rinvio a questo thread del forum di SecondLifeItalia), ma piuttosto degli effetti economici e anche legali di questo comportamento della Linden.
Mi sono convinto ormai delle buone ragioni di Dep1050 Plasma quando sostiene che Second Life si è abbastanza allontanato dall’utopia che Philip Rosedale sognava e che lo stesso Gran Linden sia piuttosto deluso da come Second Life si sia riempito di sesso e gioco d’azzardo.
Inutile aggiungere poi che la presenza di cosi tanto sesso e violenza espone la Linden anche ad una serie di possibili corresponsabilità legali oltre a rischiare di creare un ambiente non adatto agli investimenti delle grandi aziende reali.
La linden avrebbe deciso a questo punto di agire in due modi diversi: da un lato reprimere ufficialmente certi comportamenti in una campagna pseudo-moralizzatrice, dall’altro rilasciare i server in open source, per esternalizzare il rischio legale di eventuali contenuti proibiti (la responsabilità dei contenuti ricadrebbe sul possessore del server e non sulla Linden).
Come dicevo non voglio discutere i presupposti morali di tutto ciò, ognuno gestisce casa sua come preferisce, ma piuttosto alcuni punti che credo che la Liden stia trascurando:
- L’importanza del sesso e del gioco d’azzardo per secondlife: mi sembra che la Linden Lab stia fortemente sottovalutando l’importanza di questi settori in SL. Può essere deludente che l’immaginazione della maggior parte degli utenti non sembri vedere altre opportunità a parte scopare virtualmente e giocare alle Slot Machine, ma è quello che molta gente cerca in SL. (vedi a questo proposito qui). Potrebbero facilmente distruggerne l’economia.
- Standardizzazione forzata: la struttura sociale di Second Life si distingue da quella dei suoi concorrenti (in primis There, ActiveWorlds e in prospettiva Sony Home) proprio per la sua completa libertà creativa e sessuale. Restringerla adesso significa distruggere uno dei punti di forza di Second Life rispetto ad altri “parchi di divertimento” virtuale. Perderebbe un enorme vantaggio competitivo riducendosi ad imitarli.
- Il diritto di proprietà. Le nuove regole emesse dalla Linden sono estremamente vaghe e aperte alla libera interpretazione, non si capisce in altre parole cosa sia permesso e cosa sia proibito. In più si rifanno ad un sistema “potenziato” di abuse report che somiglia spiacevolmente alla delazione. In assenza di regole chiare e di un sistema di decisione e giudizio trasparente buona parte dei proprietari di sim che conosco possono legittimamente preoccuparsi. Preoccuparsi di essere bannati espulsi e di perdere i proprio investimenti.
Nella pratica Linden Lab con questo suo atteggiamento ha reso dubbio proprio quel diritto di proprietà e di libera iniziativa che vantava come un punto di forza. I rischi di perdere all’improvviso i frutti del proprio lavoro, senza possibilità di appello sono enormemente aumentati. Senza un correttivo ritengo che la reazione di un calo degli investimenti e della creatività dei residenti sarà inevitabile.
In definitiva tentare di rendere Second Life un posto per famiglie, potrebbe essere tutt’altro che una buona idea.
Roberto Brocchieri
In SL Albert Falck
venerdì 25 maggio 2007
Sluub TV secondo numero
Altro numero molto interessante, a mio parere, che affronta alcuni fatti di rilievo dell'attualità di Second Life e propone tre servizi, uno sul WSE, uno sul fenomeno dei matrimoni in SL e uno sulla biblioteca Archimedix dell'isola di Idearium (che dovrò andare a visitare assolutamente!).
Rimanendo nel mio campo di competenze posso dire che ho trovato il servizio sul WSE ben fatto e soprattutto equilibrato tra i lati positivi e innovativi del WSE e i rischi che presenta.
Roberto Brocchieri
in SL Albert Falck
lunedì 14 maggio 2007
Marketing per mondi Virtuali. Ma di virtuale c’e solo il marketing.
In questi mesi ho visto il fiorire di decine di nuove società consulenza “specializzate” a portare aziende in Second Life (tralascio commenti sulle loro presunte “specializzazioni”), ho visto i mostri sacri della consulenza aziendale sdilinquirsi in strafichissimi seminari e conferenze su SL e sul web 2.0 (e 2.1 e 3.0 e n.0 e giù a chi sparava il numero più grosso). Soprattutto ho visto preventivi e piani di marketing che non stavano ne in cielo ne in terra presentati da “esperti” che interrogati non sapevano dirmi cos’era il lag o cos’era uno script. Mi sono arrivati in azienda inviti a corsi e seminari (a pagamento ovviamente) con delle affermazioni che sul forum di SecondLifeItalia verrebbero sotterrate dalle pernacchie.
Insomma un vero circo a tre piste di nani, giocolieri e ballerine pronti a fatturare sul niente.
Tutto questo tam tam continua, ma esattamente come sui giornali iniziano ad apparire articoli negativi su molti aspetti anche in ambito aziendale si iniziano a sollevare delle voci critiche.
Insomma si inizia a sentir dire che SL non funziona non è un ambiente adatto al marketing, una bufala insomma.
Da quello che ho potuto ricostruire il punto di origine di queste affermazioni è un articolo pubblicato su Brandweek alla fine di marzo ed è stato poi più o meno rielaborato ed espanso.
Vediamo i principali problemi che sono stati notati… a cosa vengono imputati i fallimenti delle aziende reali che provano ad entrare in SL. Da tutta la massa degli articoli e delle lamentele possiamo tirar fuori sei punti principali:
Problema 1 – Le statistiche sulla popolazione errate ed esagerate
Problema 2 – Gli investimenti sono sottostimati, non basta farsi un isola, bisogna averne cura
Problema 3 – Su SL ci sono troppi contenuti per adulti.
Problema 4 – Spesso non si può si accedere a Second Life dalle reti aziendali.
Problema 5 – I profitti potenziali sono limitati.
Problema 6 – La gente non è interessata ai prodotti e ai Brand portati dal mondo reale.
Problema 1: Statistiche sulla popolazione errate ed esagerate.
Voi vi chiederete con me: cioè? Semplice cari amici si è scoperto che su SL NON ha 6 milioni di utenti. Che meraviglia, vero? C’è qualcuno tra voi cari lettori che NON sa che gli iscritti sono più di 6 milioni, ma gli utenti veri MOLTI di meno? Circa il 10/15% di quella cifra? Non c’e’ scritto forse su decine e decine di articoli e di blog?
Basta un po’ di esperienza di marketing per capire che non basta prendere il primo numero che ci passa sotto il naso. Per fare un esempio questo piccolo blog nel mese di aprile ha ricevuto circa 5.000 visite. Vuol forse dire che ho avuto 5.000 lettori? Ovviamente no. Guardando una semplice statistica so bene che posso tranquillamente escludere tutte quei visitatori che si sono fermati qui solo per pochi secondi, quelli sono contatti, ma non certo lettori. E cosi via analizzando.
A casa mia questa si chiama analisi di marketing. I numeri vanno capiti e interpretati, e per capire i numeri di SL c’e’ una vasta letteratura a disposizione, basta fare un paio di ricerchine su google.
Quindi venire a dire che una strategia di marketing è fallita perché su SL ci sono solo 600.000 utenti e non 6 milioni a mio parere significa solo che si è fatto spendere qualche centinaia di migliaia di euro alla propria azienda per pura incapacità se non per patente imbecillità.
Avessi fatto io un analisi di mercato cosi “cannata” (termini tecnico di settore) onestamente mi vergognerei un filo ad andarlo a dire in giro e di farci sopra un articolo, anzi avrei la fondata paura di essere preso a calci dal mio direttore marketing se lo scoprisse.
Problema 2 – Gli investimenti sono sottostimati, non basta farsi un isola, bisogna averne cura.
Anche qui abbiamo la scoperta dell’acqua calda: qualcuno ha avuto l’illuminazione che non basta comprarsi un isola e piantarci sopra un cartellone col logo aziendale per spingere noi SecondLifers a visitarla, emozionarci di fronte a tanta bellezza e correre appassionati a comprare centinaia di euro di prodotti del brand pubblicizzato. Guarda caso bisogna creare una ragione per stimolare l’interesse fossero anche solo feste, freebie, o altre cose carine.
Ovviamente la cosa sta stupendo molta gente in quanto è risaputo che basta aprire un qualunque sito web tradizionale e ottenere migliaia di contatti senza fare pubblicità, promozioni, updatare i contenuti e seguire le giuste strategie per farsi listare nei motori di ricerca.
Certo dopo essersi fatti rapinare una barca di quattrini per farsi costruire un’isola che in realtà è costata 10 volte di meno, può essere difficile ritagliare alcune centinaia di euro per pagare in Linden$ qualche greeter che accoglie la gente o ti organizza una festa. Una vita dura quello del marketing in SL.
Problema 3- Su SL ci sono troppi contenuti per adulti.
Perché come sappiamo tutti il web tradizionale e casto e puro, e i siti vietati ai minori di 18 anni attirano una percentuale insignificante dal traffico… non fatemi commentare.
Comunque su questo punto in effetti qualcosa di vero c’e’ anche se non espresso bene dalle lamentele: il tuo sito web può essere volendo ospitato sullo stesso server web di decine di siti pornografici, ma gli indirizzi sono diversi, per gli utenti la cosa è invisibile.
In un mondo 3d come SL invece la tua fichissima sede aziendale in vetro e acciaio virtuali può essere “geograficamente” vicina un mega bordello fetish o a un negozio di add-on per organi sessuali, uscendo da una avanzatissima conferenza virtuale i tuoi ospiti potrebbero trovarsi di fronte a una gigantesco pene fluorescente costruito nel plot accanto al tuo. Il che, lo ammetto, è sconveniente.
Peccato che spendendo la barca di quattrini, che si solito si spende per entrare in SL, una bella isoletta tutta tua ci possa uscire, o volendo i consulenti più seri stanno provvedendo a creare dei parchi industriali dedicati alle aziende loro clienti, in un ambiente controllato e ben gestito. Senza pericolo che qualcuno sia costretto a far finta di scandalizzarsi.
Problema 4 – Spesso non si può si accedere a Second Life dalle reti aziendali.
Anche questo è un problema vero: molte aziende retrive e reazionario non vedono di buon occhio che i loro dipendenti entrino in SL (o in WOW o in Ultima Online) mentre sono in ufficio a lavorare.
In effetti questa tristissima ingiusta situazione la sperimento sulla mia stessa pelle: in ufficio il mio capo si aspetta che io passi il mio tempo a lavorare, guadagnandomi lo stipendio invece di giocare a SL, o se per questo andare a far shopping su Ebay e Amazon. In orario di lavoro mi si richiede addirittura di non uscire liberamente dal mio ufficio per andare a fare compere nei negozi veri… il lavoro mi impedisce di dedicare il mio tempo allo shopping. Incredibile vero?
Problema 5 – I profitti potenziali sono limitati.
Ho già scritto anche su questo parlando di Anshe Chung (qui). In effetti i soldi che girano su SL sono ancora piuttosto limitati, la possibile volatilità del cambio è notevole. Si paga e si compra con una “moneta” emessa da una società privata. Tutto ciò non è per niente buono… ma anche questo è noto. Una buona ricerca di marketing e un “esperto” consulente queste cose non le hanno portate alle luce? Dico prima di spendere soldi?
Anche qui rimango strabiliato che qualcuno che di professione fa marketing possa uscirsene con tali ovvietà, dimostrando di aver fatto molto male il suo lavoro e di non capire di cosa stia parlando.
Problema 6 – La gente non è interessata ai prodotti e ai Brand portati dal mondo reale.
Onestamente questo è forse il problema che ha colpito di più la mia fantasia.
Si è scoperto come i SecondLifers siano una strana genia che si diverte a travestirsi da furry, andare in giro con gonne flexi e ali da fata, oppure in abiti medievali e spade scriptate, a fare skydiving e a incontrare gente nuova, e che ovviamente sia interessata a prodotti che la aiutano a soddisfare questi desideri e non a pubblicità di prodotti che gli non servono in SL.
In altre parole vendere costumi da bagno agli eschimesi sembra non abbia successo.
Ovviamente quello che si sente dire in giro non è che i prodotti sono sbagliati per il target, o che la strategia promozionale non è ben fatta: la realtà è che i SecondLifers sono sbagliati e che inspiegabilmente non apprezzano prodotti e promozioni che non portano nessun vantaggio alla loro vita virtuale.
Questa mancanza di successo sta iniziando a far supporre ad alcuni che l’utenza di SL sia un target ben poco adatto a vendere qualcosa… peccato che ci si dimentichi come al contrario ci siano decine di aziende nate e cresciute su SL che invece siano molto soddisfatte della frenetica tendenza allo shopping che ci circonda. Chiediamo ai fondatori di TorridWear, X2, Xcite! SexGen, o Musashi Do e vediamo se concordano sul fatto che i SecondLifer sono restii a comprare.
Insomma come spesso succede ad analizzare un po’ i dati si scopre come molte delle critiche a second life vengono non da problemi reali, ma dalla gravissima mancanza di informazioni, mancanza troppo spesso provocata solo dalla assenza di volontà di analizzare i dati disponibili.
Una conferma un po’ più scientifica delle mie impressioni personali viene dall’ultima ricerca di mercato della Market Truths dedicata propria alla Brand Image delle aziende reali presenti in SL.
I risultati sembrano dimostrare che gli intervistati sono molto disponibili ad accettare la presenza di marchi reali nella loro seconda vita.
Non ho avuto modo di leggere tutto il lavoro… ahimé viene 200 US$, un filo troppo per un interesse accademico come il mio, ma ho avuto l’opportunità di essere invitato alla presentazione dello studio (trovate il transcript nel sito della Business Comunicators) e di farmi un interessante chiacchierata con la fondatrice di Market Truths e quello che mi è stato detto è molto interessante e si può riassumere nella seguente frase:
Gli utenti sembrano apprezzare maggiormente le aziende reali se queste provano ad integrarsi nelle logiche del metaverso e provano ad offrire servizi o anche solo gadget utili e interessanti dentro Second Life, piuttosto che limitarsi a pubblicizzare i loro prodotti presenti nel mondo reale.
L’uovo di colombo.
Una dato altrettanto interessante e che di sicuro è il seguente:
Tra le domande del test una chiedeva agli intervistati di citare 3 marchi della vita reale presenti in SL, la cui presenza fosse giudicata positiva e avesse in qualche modo arricchito SL di contenuti, prodotti, servizi, o avvenimenti.
Dei dieci brand più citati ben tre NON erano presenti ufficialmente sul SL. Il Brand veniva utilizzato in maniera informale dagli utenti per scherzo o per fare scena… e hanno fatto meglio loro che tanti ben pubblicizzati sbarchi aziendali supportati da consulenti, tecnici e analisi di mercato, comunicati stampa e vagonate di soldi veri.
Questo è un fatto che dovrebbe far riflettere e riflettere molto se pensate di fare marketing su Second Life.
In definitiva mi sento di poter dire che al momento su Second Life una delle cose più virtuali che si può trovare sono proprio le Strategie di Marketing delle aziende reali. Cosi virtuali da sembrare inesistenti.
Roberto Brocchieri
In Second Life Albert Falck
Update: proprio oggi ho scoperto come Tateru Nino di SecondLifeInsider ha pubblicato ieri un articolo sullo stesso argomento. Sono molto commosso di vedere che la pensa come me, e in contemporanea estremamente depresso per la sua abilità di cogliere il punto molto meglio di me.. Sigh! Vi consiglio di leggerlo e intanto mi permetto di proporvi il paragrafo più illuminante:
If you think shoes in Second Life, you're likely not thinking Adidas or Reebok.
You're probably thinking Moopf, Shiny Things, Simone. Why? Because they're
giving you what you want. Adidas and Reebok are trying to give you what they
want.
Libera traduzione:
Se pensate a un paio di scarpe su SL probabilmente non pensate ad Adidas o
Reebook. probabilmente penserete a Moopfs, Shiny Things e Simone. Perché? Perché loro ti danno quello che vuoi tu. Adidas e Reebok tentano di darti quello che
vogliono loro.
giovedì 10 maggio 2007
Note e appunti: Novità su SL
Sono passati in solo dieci giorni, ma su Second Life (come spesso succede alle comunità online) sono successe tante di quelle cose che sembra passato più di un mese.
Purtroppo il mio lavoro reale questi giorni sta seriamente rallentando i due articoli per il blog che vorrei pubblicare, quindi in attesa di averli pronti, nel weekend spero, faccio una breve carrellata di novità importanti:
Amsterdam torna in vendita
Come avevo scritto (qui), Amsterdam alcuni giorni fa era stata venduta per 50.000 us $. Le ultime notizie invece avvisano come l'acquirente si sia tirato indietro. Sembra che il problema sia stato causato da una incomprensione sui diritti di proprietà intellettuale sui contenti della sim.
Stroker Serpentine non si è detto preoccupato e rimetterà Amsterdam in vendita prossimamente
Per maggiori dettagli secondlife insider di Tateru Nino.
Tenterò nella serata di contattare uno dei collaboratori di Stroker per vedere se posso avere maggiori dettagli. Rimanete collegati.
Anshe Chung entra in Entropia Universe
Avevo già accennato la cosa alla fine dell'articolo che le avevo dedicato (qui): Anshe Chung continua a diversificare i suoi interessi e ha comprato una delle "Banking License" valide per Entropia Universe offerte dalla MindArk.
Qui trovate il press release della MindArk, per maggiori informazioni sul sistema monetario e finanziario di Entropia Universe leggete qui.
Non posso fare a meno di augurare la miglior fortuna ad Anshe... e quasi rimpiango che il mio account di Entropia sia alla fine scaduto poche settimane fa.
Age Verification su SL
Alla fine l'inevitabile è successo e la Linden Lab dopo aver mantenuto a lungo una politica fin troppo liberale ha deciso di creare un sistema per verificare l'età degli utenti. Abbinato a questo ci sarà un sistema di sicurezza che impedirà agli utenti non verificati di entrare in aree "adulte"
Particolarità
- Il sistema e i dati saranno gestiti da un fornitore esterno
- Ci sarà da pagare per essere "verificati".. ahiahi
Sul blog ufficiale maggiori informazioni: qui e qui
Molto probabilmente la mossa è stata dettata dall'aumentare delle notizie riguardanti la presenza di age-player in SL, cosa che sta sollevando un certo rumore sui media tradizionali
Town Hall meeting con Cory Linden
Cory Linden ha tenuto il suo solito periodico incontro/dibattito/scontro con i residenti. Anche questa volta è sembrato rassicurante e molto tranquillo... vediamo se ha ragione di esserlo
Nell'incontro ha parlato di numerse novità in arrivo, non vi starò e tediare ripetendole e vi rimando senza indugio all'ottimo sunto pubblicato sul blog di secondlifeitalia, lo trovate qui, se invece volete leggervi tutto qui è il transcript completo.
Stasera sono al Legenda
Se volete venire a divertirvi questa sera a partire dalle 21.30 sarò al Legenda ospite dello show organizzato Online da Gianluca Nicoletti, autore di Melog su Radio24.
Non so ancora bene di cosa vorrà parlare... se di economia o delle mie perverse esperienze sessuali virtuali... ma sono sicuro ci sarà da ridere.
Spero di postare maggiori info in serata
Comunicazione a tutti quelli che mi hanno scritto in questi giorni
Una doverosa comunicazione personale: in questi giorni molta gente mi ha scritto IM, chiedendo di incontrarmi o che voleva conoscermi: per prima cosa ringrazio tutti, putroppo però, mentre iniziavo a rispondere agli IM il mio client è crashato percui ho perso molti dei messaggi... e non ho possibilità di sapere a chi dovevo ancora rispondere. Scusatemi e se non vi ho ancora risposto fatevi risentire
Roberto Brocchieri
in SL Albert Falck
mercoledì 25 aprile 2007
Banche: piccolo aggiornamento
Ho chiesto informazioni direttamente alla fonte e l'altro ieri Meta Linden mi ha risposto:
@ Albert: All we really can track is the money that moves between residents inworld and is exchanged through the Lindex. The private resident-run banks are just that, and do not disclose their details to us for our reporting.
In altre parole: no. Non ne sappiamo niente e non abbiamo modo di saperlo.
Purtroppo in questo momento non posso rispondere a Meta, il blog della Linden è fermo, come tutto il resto, ma la cosa non mi piace per niente. La mia prossima domanda sarà se si rendono conto che la loro tecnica di Source e Sink per regolare la massa monetaria in gioco può essere totalmente distorta dal sistema bancario che sta venendo creato dai giocatori.
I mondi virtuali soffrono l'inflazione molto meno di quello reale (non ci sono costi marginale di produzione e per la maggior parte dei beni non ci può essere scarsità di offerta), ma, almeno teoricamente, "meno" non significa che non la soffrano del tutto e un aumento di massa monetaria qualche effettuccio lo dovrà pure avere.
Roberto Brocchieri
in SL Albert Falck
sabato 21 aprile 2007
L'aumento di Capitale di Hope Capital...ovvero purtroppo ci azzecavo
Negli scorsi giorni la Hope Capital avrebbe comprato una nuova proprietà immobiliare (una copia virtuale del compianto World Trade Center di NY) non in contanti ma in cambio di circa 2 milioni di azioni di nuova emissione (per inciso per un controvalore di circa 26.000 US$).
In poche parole la Hope Capital avrebbe eseguito qualcosa di simile a un aumento di capitale, il brutto è che la cosa sembra sia stata fatta indipendentemente da LukeConnel Vandeverre senza nemmeno consultarsi con i resto degli azionisti della sua società.
Un azione simile nel mondo reale provocherebbe come minimo un pandemonio e un bel po' di guai legali: agendo cosi ha diluito le quote di tutti quelli che avevano investito in Hope Capital, e probabilmente causato un calo del titolo.
Come avevo scritto azioni simili, al limite della legalità nel mondo reale, non sono esplicitamente sanzionate dal regolamento del WSE, ma è un bruttissimo segnale per tutti gli investitori che vengano messe in atto con questa baldanza poprio dalla società propietaria del WSE e dalla persona che dovrebbe vigilare sul corretto comportamento delle società quotate.
mercoledì 18 aprile 2007
Il World Stock Exchange, la Borsa di Second Life
La cosa non mi meraviglia: dove è in azione un economia vibrante come quella di SL è scontato che nasca un sistema finanziario, che aiuti nella raccolta e nella distribuzione dei capitali e degli investimenti e ne tragga profitto. Oltretutto il WSE è solo l’ultimo di molteplici tentativi che ci sono stati, anche se finora l’unico a raggiungere l’operatività.
Quello che invece mi meraviglia è che, come al solito, del WSE si parla molto (sia nel bene che nel male), ma finora non ho trovato un solo tentativo di analisi dei suoi eventuali pregi e dei suoi probabili difetti.
Queste righe hanno lo scopo di illustrare i risultati di alcune analisi e studi che ho compiuto nelle ultime settimane sul WSE. Non essendo un specialista di borsa ho richiesto l’aiuto di laureato91 (che di legislazione finanziaria se ne occupa professionalmente) e di un paio di amici che si guadagnano da vivere facendo i brooker nelle borse vere.
In questi giorni sta montando una feroce polemica che vede contrapposti il WSE e altri imprenditori che vorrebbero fondare mercati concorrenti. Se volete approfondirla vi rimando alla SLNN dove troverebbe una serie di affascinanti lettere aperte, risposte, commenti, critiche e un bel po’ di insulti.
Il livello della discussione mi sembra degno di un talk show pomeridiano e non me ne occuperò in questo articolo.
Mi limito solo a una precisazione: non starò a dibattere sull’onesta personale dei fondatori e dei gestori del WSE. Non li conosco, se non scambi di saluti di cortesia durante alcuni incontri istituzionali, e non ho informazioni sufficienti per giudicare sulla questione, a parte il fondamentale concetto di presumere innocente e onesto chiunque in assenza di prove contrarie. Quindi qui parto dal presupposto che il WSE sia un impresa onesta, costituita e gestita per perseguire gli scopi dichiarati e non un imbroglio gestito con malizia.
L’analisi è divisa in tre diversi capitoli:
- nel primo esplorerò la situazione legale in cui si muove il WSE e più in generale del settore finanziario in SL;
- nel secondo la struttura organizzativa e regolatoria del WSE,
- per l’ultimo analizzerò la composizione del portfolio di aziende quotate nel WSE dando un giudizio generale sul mercato.
Aspetti Legali
Bisogna premettere che non è certo colpa dei fondatori WSE che su Second Life l’aspetto economico-finanziario si muova e si stia sviluppando in un completo vuoto legislativo (la Linden Lab non sembra avere intenzione di immischiarsi nelle transazioni tra giocatori e non ci sono finora autorità esterne che abbiamo preso una posizione), ma il problema rimane.
In effetti dal punto di vista legale è tutto da definire. E’ addirittura problematico capire cosa si compra e si vende sul WSE. Si comprano e si vendono partecipazioni di che cosa? Le entità partecipanti al WSE sono, al meglio, delle imprese di fatto, ma non hanno ovviamente nessuna personalità giuridica in senso proprio.
Il WSE si riserva una funzione di controllo ed eventualmente la possibilità di escludere e sospendere le entità quotate, inoltre richiede sia reso noto la vera identità della persona fisica titolare dell’Avatar che funge da Amministratore Delegato. Si tratta di una impostazione di per se stessa rivoluzionaria per Second Life. Di certo si tratta di un aspetto posivo: conoscere l’identità reale delle persone con cui si sta prendendo un accordo economico è la condizione MINIMA per porre una base di fiducia e permettere transazioni di una certa consistenza.
Purtroppo il limitarsi a conoscere un nome e un cognome è comunque insufficiente ad assicurare la protezione degli azionisti in caso di problemi.
Oltre all’irrisolto problema della personalità giuridica delle entità coinvolte, dobbiamo anche tener conto dei problemi relativi della giurisdizione (Linden Lab che ospita i server è americana, la Hope Capital è australiana, la “società” quotata e i suoi rappresentanti possono essere di dovunque, l’investitore idem). Ricordo inoltre che rimane addirittura dubbio se una transazione economica di SL possa essere ritenuta da un giudice meritevole di protezione oppure solo un “gioco”.
Insomma ci sono una serie di problemi non indifferenti che lasciano decisamente perplessi quando si fanno i conti e si scopre che un mese fa la capitalizzazione totale del WSE era di circa 3 milioni di dollari americani. Troppo per essere un gioco tra amici.
La soluzione di questo tipo di problemi va oltre il possibile campo di azione dei fondatori del WSE, ma rimane la prima considerazione che un investitore dovrebbe fare volendo impegnare una somma di una certa rilevanza.
Aspetti Regolatori
Al di là dell’aspetto legale illustrato prima il WSE si impegna ad una serie di controlli prima di ammettere una società alla quotazione. Assumendo un ruolo regolatorio similare a quello che può avere la CONSOB italiana.
Inutile dire che i controlli sono effettuati su documenti forniti spontaneamente dalle stesse società che richiedono la quotazione e che quindi si tratta di dati non certificati da nessun altro. Il che pur ammettendo la buona fede di chi effettua i controlli non è la cosa più rassicurante.
In linea di massima è presumibile che la Hope Capital (che controlla il WSE) esegua questi controlli con una certa prudenza non volendo rovinare il suo business con quotazioni di aziende non troppo chiare, ma abbiamo solo questo al momento per fidarci.
Il regolamento stesso presenta già ad una prima scorsa alcuni punti deboli. Il primo è più importante è il punto che riguarda la gestione di eventuali Conflitti di Interessi degli azionisti, che è regolato in una maniera che mi lascia perplesso.
Faccio un esempio per spiegarmi in maniera chiara: abbiamo la società quotata X.SpA, tra i membri della sua direzione si trova Mario Rossi. In un dato momento la X.SpA si trova a dover decidere se firmare o meno un contratto con un'altra società, la Y SpA, per la fornitura di un servizio. Guarda caso la Y.SpA è di proprietà del Mario Rossi di cui sopra.
Nella maggior parte delle legislazioni del mondo reale, al momento di prendere una decisione Mario Rossi deve dichiarare che ha un interesse nell’altra società e astenersi da prendere parte alla decisione necessaria per stabilire per esempio il prezzo da pagare. La ragione è evidente il suo compito di fare il migliore interesse della società X.SpA che dirige entra in conflitto con il suo interesse personale di far fare il miglior affare possibile alla Y.SpA che possiede. Se non dichiarasse questo conflitto di interesse e non si astenesse, gli azionisti potrebbero legalmente impugnare la decisione, far rescindere il contratto e, se ce ne sono gli estremi, chiedere i danni.
Nel regolamento del WSE è invece indicato che il direttore può astenersi dal dichiarare questa situazione di conflitto e in qualunque caso la transazione deve essere considerata valida.
Per descrivere il caso peggiore, il direttore di una azienda quotata potrebbe vendere sottocosto una proprietà da lui amministrata a se stesso, e la transazione non violerebbe il regolamento del WSE, anche se, evidentemente, procurerebbe danni agli azionisti.
Bisogna dire che in assenza di un sistema legale (vedi il primo punto) a cui rivolgersi per annullare la transazione e recuperare i soldi, la proibizione di un comportamento simile rimarrebbe inapplicabile. Fatti simili sono quelli che mi fanno sempre consigliare di muoversi con molta cautela su SL e di non investire mai somme eccessivamente alte.
C’e’ poi un altro problema della struttura regolamentare che, a mio parere, è potenzialmente pericoloso (e questo sarebbe evitabile).
Nella maggior parte delle situazioni della vita reale esistono due entità separate nella gestione della borsa: un organizzazione di regolamento e controllo (in italia ad es la CONSOB) e una organizzazione che invece gestisce gli aspetti pratici e operativi (in Italia la Borsa.SpA), nel WSE esiste sostanzialmente una sola entità che fa entrambe le cose la Hope Capital, che è a sua volta quotata nel WSE.
Il risultato di questo è che un esterno (magari con interessi in aziende quotate nel WSE) potrebbe acquisire parte della proprietà dell’ente che effettua i controlli e cercare di influenzarli a suo vantaggio.
Aspetti Strutturali
Affrontati ed esaminati alcuni dei problemi legali e di regolamento l’ultimo punto da affrontare è la struttura del mercato stesso e delle aziende quotate.
Nel WSE all’inizio della settimana erano quotate 36 aziende, mentre erano in corso 18 IPO, in linea di massima il numero delle aziende quotate continua a crescere, e da quello che si sa c’e’ un grosso numero di aziende in attesa di essere ammesse alle IPO.
L’aumento del numero di aziende quotate è sicuramente una cosa buona per gli investitori: assicura una maggiore possibilità di scelta e stabilizza il mercato, ma al momento la presenza di solo 36 aziende quotate espone potenzialmente il mercato a fluttuazioni occasionali tutt’altro che piacevoli per i piccoli investitori.
Interessante è esaminare le area di attività, dichiarate, delle aziende quotate: principalmente si tratta di Gioco d’Azzardo, Immobiliare, Finanza e Prodotti Scriptati. Questa concentrazione in quattro settori non è rassicura sulla stabilità generale del mercato.
Il settore Immobiliare è da sempre uno dei motori principali dell’economia di Second Life, ma si tratta anche di un business molto competitivo e con una forte variabilità.
La presenza di molte aziende specializzate nel Gioco d’Azzardo sembra confermare l’importanza del settore nell’economia di Second Life, ma le recenti notizie sui dubbi sulla legalità dei casinò virtuali getta delle ombre sul suo futuro.
Le aziende di prodotti scriptati sono invece l’equivalente dell’industria pesante e high tech nel mondo reale. A mio parere hanno potenzialmente una stabilità maggiore e forse prospettive più sicure almeno fino a che l’economia generale di Second Life continuerà a godere di buona salute. In fin dei conti chiunque voglia fare business continuerà ad avere bisogno di vendors, sistemi di analisi etc. Ad un esame più approfondito però almeno un paio delle più grosse di queste aziende sembrano specializzate in prodotti per casinò (cioè Slot machine, SLingo e cose simili), percui le ombre che aleggiano sul settore del gioco di azzardo si allungano anche su di loro.
Quello che invece trovo personalmente molto dubbio è la presenza di molte aziende “finanziare” il cui scopo è raccogliere capitali di rischio, con lo scopo dichiarato di reinvestire direttamente sulle azioni delle altre aziende quotate. Si tratta di speculazioni estremamente rischiose anche nel mondo reale, inoltre il loro forte peso non potrà che essere un moltiplicatore delle fluttuazioni del mercato e inoltre crea il rischio che si crei una rete di partecipazioni incrociati e scatole cinesi che non lascia presagire niente di buono.
E’ sperabile che l’allargamento del mercato crei un portafoglio di aziende con interessi più diversificati e con un minor peso delle speculazioni puramente finanziarie.
L’andamento generale del mercato non mi è sembrato felicissimo. Nell’ultimo mese ho seguito gli andamenti facendo una serie di analisi e sembra che passato un primo periodo di euforia le quotazioni siano generalmente in ribasso (in alcuni casi in maniera notevole), spesso scendendo anche sotto il valore stabilito per la IPO. Insomma un quadro generale spiacevole, e che solleva anche alcune perplessità su come sia stato definito il prezzo della quotazione iniziale.
Il risultato è che la capitalizzazione totale del mercato malgrado l’aumento del numero di aziende quotate o in IPO è sceso da circa 3,5 milioni di dollari US a meno di 3 milioni.
C’e’ poi un punto importante da notare circa le aziende quotate. Come è logico aspettarsi si tratta in realtà di micro-aziende che hanno poca cassa, beni di garanzia risibili rispetto al livello della quotazione e di solito non più di 3 o 4 persone impegnate nella gestione. Questo, ripeto, è normale viste le condizioni di SL e non mette in dubbio le loro capacità di fare profitti, ma rende ancora più dubbio il valore delle azioni che vengono commerciate.
Dietro il valore di queste azioni non ci sono beni, piani di marketing, contratti firmati, crediti esigibili, marchi affermati: C’e’ solo la fiducia nelle idee, a volte brillanti, a volte meno, dei fondatori delle aziende e sulla loro abilità e capacità lavorativa.
Questo fatto rende quindi molto improbabile la possibilità e la convenienza di effettuare scalate o prendere il controllo di una delle aziende quotate, in quanto una volta private dei loro fondatori dietro rimarrebbe ben poco.
Conclusioni
Le conclusioni che possiamo trarre da questa analisi sono che come in altri casi la Borsa di SL ha in comune con il suo omonimo reale, poco più del nome e delle intenzioni.
Da un po’ tutti i punti di vista il WSE non sembra presentare quelle minime condizioni di garanzia presenti nelle Borse reali. A sua discolpa possiamo sicuramente dire che parecchi dei suoi problemi sono legati alle condizioni generali di SL, ma sono comunque problemi che rimangono e vanno comunque considerati.
Il WSE presenta rischi molto maggiori di quelli presenti in una borsa reale e chi decide di investire parte dei suoi Linden deve esserne cosciente.
Personalmente trovo il WSE un tentativo affascinante, da osservare da una rispettosa distanza di sicurezza, un “gioco” che sarebbe divertentissimo se non iniziasse già a muovere una quantità di denaro di tutto rispetto. Troppo denaro e con troppa leggerezza.
PS Una nota doverosa solo ieri, mentre risistemavo queste pagine ho scoperto la nascita di un blog italiano specializzato sul WSE: RatingWSE, non ho ancora avuto modo di approfondire i suoi contenuti, ma sono sempre contento quando si sviluppano contenuti italiani su SL, non saranno mai abbastanza.
Roberto Brocchieri
in SL Albert Falck
giovedì 5 aprile 2007
Il gioco d’azzardo in Second Life. FBI e Linden Lab
La Linden Lab ha ufficialmente invitato l’FBI americana a visitare Second Life per analizzare se la presenza di un fiorente business legato al gioco d’azzardo viola in qualche maniera la legislazione americana.
La maggior parte dei paesi (tra cui l’Italia) regola in qualche maniera il gioco d’azzardo su Internet, richiedendo che le società che lo praticano si attengano ad una serie di regole piuttosto restrittive. Linden Lab sembra decisa a giocare d’anticipo per evitare di essere considerata corresponsabile se venissero sollevati dubbi sulla legalità dei Casinò presente su SL.
Inutile dire che l’iniziativa potrebbe avere una forte influenza sulla economia di Second Life, vista l’importanza del settore.
L’azione preventiva della Linden ha anche un altro impatto piuttosto importante: per la legislazione americana la legalità o l’illegalità del gioco d’azzardo è anche legata alla presenza di premi in “denaro”. Un intervento che considerasse il Linden$ l’equivalente di una moneta vera (o quanto meno un surrogato di una moneta vera) sarebbe un precedente giuridico importante (specialmente in una legislazione anglosassone come quella americana) con una grossa importanza su quello che è lo status legale delle transazioni che avvengono su SL e delle aziende che ci operano.
In altre parole se l’FBI decidesse che il gioco d’azzardo su SL è illegale perché ci si guadagnano soldi veri, un giudice americano avrebbe un precedente che gli rendere difficile rigettare eventuali azioni legali su transazioni economiche avvenute in SL sulla base che si tratta “solo” di un gioco.
Roberto Brocchieri
in SL Albert Falck
UPDATE del 6/4: poche ore fa la Linden Lab ha comunicato sul blog ufficiale la decisione di sospendere la pubblicazione di annunci pubblicitari che si riferiscano ad attività assimilabili con i casinò e il gioco d'azzardo.
Linden Lab sostiene di non aver, al momento, ricevuto nessun tipo di avviso di tipo legale, e che questa è una decisione indipendente.
Staremo a vedere.
lunedì 2 aprile 2007
Perché Anshe Chung non è milionaria e qualche altro spunto
Tutto ciò sta attualmente aiutando la popolarità di Second Life, ma una informazione non corretta e non meditata può provocare (e sta già iniziando a provocare) anche delle reazioni di senso contrario e spesso altrettanto infondate.
Oggi vorrei riprendere una delle più notizie più riprese sui giornali, probabilmente la Notizia su SL più conosciuta: Anshe Chung è diventata la prima milionaria virtuale.
Il fatto che Anshe Chung sia milionaria è ormai un dato di fatto nelle mente della gente, un fatto che sembra talmente ovvio che non ci si cura di verificare, nemmeno quando si pretende di commentarlo. Ma è vero?
La notizia nasce da un comunicato stampa della AnsheChungStudios del 26/11/2006, con cui si comunicava che ad una valutazione prudenziale il valore stimato degli interessi di Anshe Chung dentro SL aveva superato il milione di dollari americani.
Leggendo il comunicato stampa con una certa attenzione non si vedono ragioni di dubitare sulla serietà di questa valutazione, tutto quello che scritto è corretto, ma per amore della sinteticità non esplicita un paio di punti ovvi. Talmente ovvi che nessuno ne tiene conto.
Leggiamo bene cosa ci è scritto sul comunicato: Anshe Chung su SL al momento del comunicato stampa possedeva 21 kmq di Sim che SE venduti al prezzo di mercato di quel momento avrebbero generato circa 270 milioni di Linden$ che SE cambiati in dollari americani avrebbero fatto un bel milionicino.
(NB nella valutazione Anshe inserisce anche i contanti in suo possesso, altri business minori etc, qui per semplificare prendo solo quella che lei stessa considera il grosso del suo patrimonio, alla data del comunicato stampa.. Interessante da notare che Anshe non valuta valore di mercato del suo Brand che non dovrebbe essere insignificante)
Tra Anshe Chung e un milione di dollari ci sono due SE piuttosto importanti. Deve vendere i suoi terreni trasformarli in Linden liquidi e poi cambiare questi in crocchianti biglietti verdi.
Ipotizzare se la cosa è fattibile è interessante perché ci aiuta a capire alcune cose interessanti. Vediamo:
Nel vendere le sue terre Anshe Chung deve affrontare un primo problema. Per sua stessa ammissione possiede circa il 10% di tutte le sim di SL, una percentuale notevolissima. Basta un minimo di buon senso per capire un fatto ovvio: che, se le mettesse in vendita tutte di un colpo, il livello dei prezzi immobiliari crollerebbe… e addio milione. Cosa si potrebbe fare per limitare questo problema?
Ci sono due possibile maniere. La prima è vendere tutto in blocco a un unico acquirente, ma su SL non credo ci sia nessuno con una simile cassa, e un azienda reale disposta a spendere una cifra simile non la vedo ancora in giro. L’altra maniera è tentare di rendere la transazione il meno trasparente possibile per minimizzare le reazioni del mercato.
Dovrebbe suddividere le vendite su più canali, e scaglionarle nel tempo (ma non troppo perché più tempo passa più è possibile che qualcuno se ne accorga): un po’ sul mercato interno, un po’ su Ebay, un po’ con trattativa privata… (magari col vantaggio di vendere direttamente in US$).
Questa però è teoria, stiamo sempre parlando del 10% delle terre di SL… qualcuno se ne accorgerebbe, e, vista la segretezza dell’operazione, penserebbe subito male… in assenza di una informazione chiara l’unica notizia sarebbe che Anshe vende… e se lei che è al top sta vendendo può solo significare che sa qualcosa che gli altri non sanno ancora. La tipica reazione psicologica di un mercato tenuto all’oscuro sarebbe di seguirla, sicuramente con una certa dose di panico.
Anche in questo caso i prezzi scendono, forse addirittura in maniera più decisa perché il calo sarebbe non dovuto a una informazione razionale, ma alla paura.
Abbiamo poi un ulteriore pericolo. Negli ultimi tempi poi si è sviluppato un abbozzo di sistema finanziario con banche e una borsa. Il calo dei prezzi farebbe scendere le quotazioni delle società immobiliare quotate, e delle società finanziare che hanno concesso prestiti garantiti con il valore delle terre e si trascinerebbero appresso tutto il resto. Altro panico e altro calo.
Ammettiamo che Anshe superi tutte queste difficoltà e venda il tutto a un prezzo non disastroso, dovrebbe sempre trasformare una grossa quantità di L$ in US$. Cambiare anche solo l’equivalente di mezzo milione di dollari US$ significa esporsi alle stesse difficoltà già affrontate per vendere le terre: si tratta circa del 7/8% del totale della massa monetaria di SL, l’equivalente di 3/4 giorni del totale degli scambi che avvengono sul mercato.
Quando Soros ha speculato sulla svalutazione della Sterlina Britannica percentualmente ha mosso meno soldi.
Se arrivati a questo punto l’economia di SL non è già crollata e il Linden$ non è diventato carta straccia, per riuscire a cambiare si dovrebbe usare sistemi simili a quelli che ho già descritto. In effetti si dice che Anshe abbia tentato di sviluppare un cambio concorrente al LindeX proprio per questa ragione: avere una via di fuga sotto il suo controllo. Ovviamente però i problemi e i pericoli sono esattamente gli stessi.
Insomma in uno scenario simile Anshe non ricaverebbe veramente un milione di dollari, e si lascerebbe alle spalle un economia a pezzi, su uno scenario simile è stata fondato uno dei più severi articoli di critica dell’economia virtuale dei Second Life (lo trovate qui), che arrivava ad ipotizzare in termini molto duri che sostanzialmente SL è tutto un imbroglio.
Paradossalmente però anche questa critica fallisce il suo obiettivo perché dimentica di tenere in dovuta considerazione alcune cose ovvie.
Un evento come quello che ho descritto è per le sue stesse dimensioni un evento eccezionale. Per fare un esempio comprensibile è come se nell’Italia degli anni ’70 gli Agnelli avessero deciso di liquidare tutte le loro proprietà italiane, cambiare in dollari e ritirarsi alla Bahamas… anzi fatte le debite proporzioni Anshe per Second Life è molto più grande di quanto lo sia mai stata la FIAT per l’Italia.
La verità è che Second Life è ancora un mercato molto piccolo, senza enti di controllo economico, con attori di mercato ancora piuttosto inesperti e primitivi. Sono tutti difetti, indubbiamente, ma non sono strutturali, sono tipici di una struttura economica molto anarchica che deve ancora fare molta strada per crescere, imparare e rafforzarsi.
Quali conclusioni possiamo trarre da tutto ciò? Che ci vuole buon senso sempre e non ignorare i fatti ovvi. Second Life è ancora piccola. Troppo piccola per poter diventare ricchi o fare i “soldi” con facilità, come molti sembrano illudersi, e presenta ancora molti rischi. Nello stesso tempo è sciocco scambiare i difetti di questa sua immaturità con un imbroglio preordinato o provare a confrontarla con il mondo reale.
Sia gli esaltatori che i critici dovrebbero scendere a vedere la realtà del mondo virtuale. Basta vedere cosa sta facendo Anshe Chung: diversifica; in termini di prodotti su Second Life, e in altri MMOG, in termini di mercato. Fa del suo meglio per far crescere i metaverso che le ha dato l’opportunità di diventare famosa e forse ricca, perché sa che è nel suo interesse. Capisce le opportunità e i rischi dei mondi virtuali, coglie le prime e tiene conto dei secondi per lenirli.
Come abbiamo visto forse non è milionaria realmente, ma è sulla buona strada per diventarlo. Con molto senso della realtà.
venerdì 30 marzo 2007
Second Life Economy Key Metrics di Febbraio
In questi due giorni gli ho dato un occhiata nel tempo libero e penso possa essere utile descriverle un attimo.
Il primo dato importante è il tempo totale dei log degli utenti. Nel mese di febbraio sono state spese su SL ben 12 milioni di ore, con un discreto incremento dell’ 11% su gennaio (ricordiamoci che febbraio ha tre giorni in meno) e un “interessante” 516% in più rispetto al febbraio 2006.
La massa terrestre di SL ha raggiunto i 412 Kmq (equivalenti a circa 6300 sim se i calcoli non mi ingannano), con un incremento del 14% rispetto al mese precedente. In pratica dall’ottobre dell’anno scorso SL ha quasi raddoppiato di dimensioni. Un grosso salto lo avevamo avuto gennaio quando LL aveva apparentemente risolto i suoi problemi di approvvigionamento HW e aveva aperto un nuovo continente, causando le spaventate grida di chi giocava sul mercato immobiliare terrorizzati da un possibile tracollo dei prezzi.
Da notare che il deployment le isole private (ben paganti) è continuato con un ritmo decisamente maggiore per tutto il periodo esaminato.
Altro dato interessante è quello del “Linden$ Supply", ovvero della massa monetaria in circolazione in SL (la M1 per intenderci in linguaggio tecnico). Circa 2 miliardi di L$, ovvero al cambio attuale 7 milioni di US$.
Mentre le transazioni User-to-User sono risultate poco sopra i 7 miliardi di L$. ovvero 26 milioni di dollari veri, con un incremento del 9% su gennaio (che però ricordo ancora aveva 3 giorni in più) e del 473% sul febbraio 06.
Su questo argomento bisognerebbe scrivere molte pagine, qui mi limiterò a fare solo alcuni brevi appunti, sperando di poterli espandere in un post apposito.
- Le transazioni User-to-user non sono certo l’equivalente di un PIL, e molte di queste non sono nemmeno “vere” transazioni economiche o commerciali, rimangono però l’unico indicatore che ci dia una idea del trend della vitalità economica di SL… e attualmente sembrano piuttosto positive… addirittura troppo.
- Linden Lab sotto certi aspetti sembra agire come una Banca Centrale tentando di gestire l’economia e il cambio del Linden. Deve però agire in maniera diversa da una Banca reale a causa delle differenti dinamiche dei mondi Virtuali (non ha ad esempio un tasso di sconto) e crea o ritira moneta dalla circolazione, tramite vendite sul LindeX o creando nuove fee da pagare.
- Un punto che manca totalmente dai dati presentati è però il sistema bancario. Ovviamente al momento LL non ha nessun controllo sulle nascenti banche di SL (Ginko, Midas, Hope e tante altre), ma ieri a cena con Laureato91 non potevamo mancare di domandarci come sperano di regolare l’economia senza nemmeno la visibilità della M2 che si va creando indipendentemente da loro. Ho chiesto spiegazioni direttamente alla fonte… vediamo cosa risponde e se si stanno almeno ponendo il problema.
Anche il Lindex sembra andare decisamente bene… 5 milioni di dollari di scambi. Purtroppo non è il dato non è dettagliato in maniera approfondita… ma LL onestamente da evidenza di aver venduto direttamente Linden per quasi 800.000 US$... Sono sicuro che ha fatto bene al loro cash flow aziendale.
Gli ultimi dati si riferiscono alla popolazione. Inutile stare a sprecar parole sulla galoppata trionfale degli iscritti: a fine febbraio erano 4.100.000 oggi siamo già oltre 5 milioni. Tateru Nino su SLInsider da alcuni fa notare come l’incremento sia in lieve calo, ma comunque con 25.000 nuovi utenti al giorno possiamo solo fare scommesse su quando toccheremo i 6 milioni.
Anche questo degli iscritti è un dato che va interpretato in maniera corretta, come dovrebbe essere ormai noto. In quanto solo una percentuale degli iscritti sono degli utenti attivi.
Sulla base di una serie di considerazioni cosi ad occhio la mia stima personale è che gli utenti attivi che partecipano in qualche maniera alla vita di SL sono stimabili ormai sui 500.000.
Utenti Premium: anche su questo fronte i numeri aumentano in maniera costante (con piacere del bilancio della LL sicuramente).
Rimangono poi le suddivisioni per nazionalità e fascia di età, ma essendo rimaste perfettamente invariate rispetto al report del mese scorso ho il fondato sospetto che non siano state aggiornate.
In definitiva si tratta di un aggregato di dati molto interessante che da degli ottimi spunti di riflessione. Ci sono tuttora dei grossi buchi nelle informazioni che Linden mette a disposizione dell’utenza, ma siamo sulla buona strada.
Roberto Brocchieri
in SL : Albert Falck
venerdì 23 marzo 2007
Breaking News! Amsterdam è in vendità!
La notizia è molto interessante in quanto Amsterdam è da molto tempo una delle sim più frequentate di tutta Second Life. Si tratta poi di un traffico molto "qualificato" e non dei soliti zombi occupati a fare camping (vedi il post "Traffic!"), e questo ne fa un'area commerciale sicuramente molto preziosa.
Il prezzo di partenza dell'asta è di 20.000 US$, il prezzo per l'acquisto immediato è invece di 50.000 US$. Finora non sono presenti offerte, anche se non escluderei siano in corso trattative "private" al di fuori di ebay.
Si tratta probabilmente di un dei prezzi maggiori finora richiesti per una singola transazione di beni virtuali.
Interessati? Gabetti ci sei?
Update 26/3: Asta chiusa, Amsterdam aggiudicata per 50.000 US$!
Ombrone
Albert Falck in SL
giovedì 22 marzo 2007
Come lavorare e diventare ricchi in Second Life!!!
Onestamente questo non è un post che mi aspettavo di scrivere, anzi. E’ un argomento cosi generico che pensavo fosse inutile scriverci sopra.
Purtroppo come al solito la realtà, anche se virtuale, distrugge spesso e volentieri le nostre felici teorie, e cosi è stato in questo caso.
Facendo una lista delle domande più frequenti che ci si sente rivolgere su Second Life direi che “Come faccio a fare soldi?” sia la seconda o la terza come frequenza (per la cronaca la prima è indubbiamente “Come faccio fare sesso?”, mentre l’altra top question è: “Vuoi fare sesso?”, da questa ultima però io solitamente mi salvo,… dato che solitamente giro in forma di Drago… avevate già fatto la battutina ironica, vero?? ).
Il metodo più veloce per essere ricchi in Second Life è sicuramente quello di avere una carta di credito e un lavoro nella vita reale (oppure dei genitori generosi).
Cambiate 20 euro al mese e potrete permettervi abiti di marca, shape e skin dell’ultimo modello, una mega villa su un isola tropicale, uno yacht per impressionare i vostri amici e abbastanza soldi in tasca da farvi accogliere con esclamazioni di giubilo in qualsiasi locale vi rechiate.
Farete una vita alla Aga Khan, su spiagge baciate dal sole, con una bottiglia di champagne finemente scriptato al fresco accanto a voi, coccolati, se vorrete, dalle migliori escort disponibili sul mercato (il che per inciso vi risolverebbe anche le altre due domande fondamentali).
Tutto ciò per 20 euro. Una pizza e una birra, in questo grigio mondo reale. Ho passato i migliori mesi della mia vita virtuale in questo modo!-
Eppure non è questo che la gente vuole come risposta. Vogliono guadagnare! “Che lavoro posso fare?” insistono.
Questa domanda in verità non c’e’ risposta. Su Second Life di lavori possibili ce ne sono infiniti, la famosa lista “ufficiale” http://secondlife.com/whatis/businesses.php e solo un esempio.
Per capire che lavoro si può intraprendere su Second Life bisogna per prima cosa avere ben chiaro un punto fondamentale Second Life non è un semplice gioco online (un classico MMOG) in cui c’e’ una lista di carriere predeterminate, è un ambiente aperto e modificabile in cui saranno gli altri partecipanti a decidere liberamente se retribuire i servizi che fornite.
Il primo corollario che possiamo trarre da questo è immediato: dovete valutare le vostre capacità, capire cosa sapete fare di utile per gli altri su Second Life.
Il primo passo per fare questo è comprendere di cosa c’e’ bisogno e per capirlo dovete prima conoscere l’ambiente. Per cui prendete il vostro tempo, girate, visitate, osservate, parlate con la gente, prima, sottolineo, prima di cercare subito un lavoro cosi alla cieca.
Valutate le vostre capacità e punti di forza e confrontatele con quello che avete scoperto. Non scoraggiatevi se per caso non foste programmatori, modellatori 3d o specialisti di grafica… non c’e’ posto solo per loro. In cosa siete bravi voi? Riflettete su questo.
Per farvi un esempio ho un amica che sta seriamente pensando di provare a lanciarsi come arredatrice, dopo aver valutato tante altre alternative che non le piacevano. Nella vita reale è decisamente brava in questo, e sostiene che su SL spesso l’arredamento delle casa è tremendo. L’idea è buona, ha la capacità di rendere un servizio utile, vediamo se troverà mercato e clienti.
C’e’ poi un secondo punto fondamentale da tener presente. Su Second Life non si diventa ricchi. Quello che guadagnerete saranno probabilmente spiccioli. Se siete veramente bravi, innovativi e fortunati, potreste entrare a far parte di quei pochi che riescono a trarne l’equivalente di un buon stipendio nella Real Life. Finora di Anshe Chung c’e’ ne è una sola.
Insomma lavorare su Second Life di solito è veramente poco conveniente economicamente rispetto a quello che potreste trovare vita reale. Non date retta ai giornali: Second Life non è il Klondike di Zio Paperone.
Da qui traiamo il secondo consiglio. Non cercate un lavoro per fare soldi, ma cercate un lavoro per divertirvi. Fate qualcosa che vi piace, che vi diverte e vi stimola, non pensate necessariamente a fare soldi. Fate sempre in modo che Second Life sia un posto dove potete rilassarvi e sorridere.
Per riassumere possiamo dire che per lavorare in Second Life dovete seguire tre regole fondamentali.
- Conoscere l’ambiente, capire che servizi possono servire alla gente che vi circonda
- Conoscere le proprie capacità, valutare quali possono essere utili a qualcuno in Second Life
- Capire cosa vi diverte.
Fatto questo avrete, sperabilmente, trovato un attività che ha tre qualità:
- Siete bravi a farla
- C’e’ qualcuno a cui serve
- Vi diverte
Lanciatevi, avete fatto di meglio che diventare ricchi: avete capito meglio voi stessi e gli altri.
Se poi per caso non trovate niente, ma proprio niente, ma niente niente, che unisca queste tre qualità, non siate troppo tristi, tornate all’inizio di questo post: 20 euro, isola tropicale, champagne, bella bionda in bikini. Ho visto di peggio in vita mia, voi?
Ombrone
In Second Life Albert Falck