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martedì 5 giugno 2007

Sesso e Follia su Second Life

Ho l’usanza di passare i miei weekend il più possibile nel mondo reale. Sono appassionato di Second Life e del web… ma i migliori piacere della vita sono ancora molto fisici (almeno per me). Domenica me ne stavo tranquillamente ad armeggiare in cucina per preparare qualcosa da mangiare (qualcosa di semplice e leggero vista la cena della sera prima), la televisione era accesa in sottofondo (proprio come ogni brava casalinga di Voghera), quando il virtuale e Second Life mi hanno colpito a tradimento.

Second Life domenica è arrivata, prima volta che io sappia, sul TG5… un telegiornale a diffusione nazionale in un edizione di punta, purtroppo è arrivata con la notizia peggiore: stupro e pedofilia nel virtuale. Beh queste sono soddisfazioni vero?

Se siete un po’ informati la notizia non vi stupirà, già da alcune settimane sulle riviste e sui siti specializzati si parlava del problema, molti residenti hanno organizzato gruppi No-Pedo, anche il flash d’agenzia sull’indagine della magistratura belga circa uno stupro virtuale è vecchiotta, la Linden ha stretto le maglie.

Cosa sia successo esattamente è un po’ vago e girano parecchie versioni della stesse notizia che vanno da una “organizzazione” per lo scambio di materiale pedo-pornografico a due tedeschi (maggiorenni) che praticavano age-playing sessuale (il che è potrebbe essere un reato in Germania e in Italia, ma non negli USA).

Circa il presunto Stupro virtuale mi ha molto stupito e incuriosito come è stata trattata la notizia anche da fonte presumibilmente esperte di Second Life. Infatti non posso non domandarmi quale possa essere stata la dinamica e la metodologia del “reato”, visto che su Second Life l’Avatar non può essere fisicamente minacciato o intrappolato… ma tant’è, spero solo che si tratti solo di una cosa più seria del “profondo sentimento di violazione” espresso da Anshe Chung quando venne grieffata con una torma di peni volanti durante una conferenza stampa, perché sarebbe un offesa alle vittime di vere violenze sessuali.

Voglio aggiungere una nota di “colore” e di cultura dei mondi virtuali anche se deluderò tutti: NON è una “prima” mondiale anzi: il primo caso di “stupro” virtuale avvenne infatti su Lambda Moo nel lontanissimo 1993 ed è magistralmente raccontato da Julian Dibbel nel suo “A Rape in Cyberspace. How an Evil Clown, a Haitian Trickster Spirit, Two Wizards, and a Cast of Dozens Turned a Database Into a Society”.

Ma tant’è nessun capo-redattore può rifutare un pezzo che parli di SESSO e VIOLENZA, l’audience e l’audience, specie se condito dalla esotismo della parola VIRTUALE e parla del famigerato Second Life, questa cosa strana di cui tutti parlano e nessuno conosce. Anzi ripeto allo scopo esplicito di fare qualche contatto in più via motore di ricerca: SESSO, VIOLENZA, VIRTUALE, SECOND LIFE.

Senza scomodare troppo il ciclo dell’Hype Mediatico di Gartner (che aveva già previsto la cosa mesi fa) era quindi inevitabile che i media si scatenassero. Dopo aver scatenato la fantasia dei lettori più innovativi con i racconti di come SecondLife era la nuova frontiera,ora bisogna recuperare l’interesse della maggioranza silenziosa preoccupata dalle turpitudini che si nascondono in rete.

All’interno di Second Life in verità queste notizie avevano già dato adito a un costruttivo dibattito tra i residenti, su come regolarsi e su quali devono essere i limiti auto-imposti alla nostra libertà al fine di non violare la libertà degli altri e su come potevamo aiutare a difendere il nostro sogno, da incubi inaccettabili come la pedo-pornografia.

Molte iniziative sono nate spontaneamente (nella comunità italiana ad esempio il gruppo anti-pedo) alcune meritorie altre un po’ meno, ma la cosa più preoccupante sono stati gli interventi della Linden Lab.

In una serie di confusi e in alcuni casi contradditori messaggi e post la Linden Lab ha tentato di stringere le maglie del regolamento, apparentemente tentando di reprimere gli aspetti più vistosi e “pittoreschi” della cultura sessuale di SecondLife e invitando gli stessi residenti ad aiutare ad identificare chi viola le regole.

Non voglio adesso fermarmi a discutere gli aspetti morali o etici della vicenda e del comportamento della Linden Lab (per questo vi rinvio a questo thread del forum di SecondLifeItalia), ma piuttosto degli effetti economici e anche legali di questo comportamento della Linden.

Mi sono convinto ormai delle buone ragioni di Dep1050 Plasma quando sostiene che Second Life si è abbastanza allontanato dall’utopia che Philip Rosedale sognava e che lo stesso Gran Linden sia piuttosto deluso da come Second Life si sia riempito di sesso e gioco d’azzardo.

Inutile aggiungere poi che la presenza di cosi tanto sesso e violenza espone la Linden anche ad una serie di possibili corresponsabilità legali oltre a rischiare di creare un ambiente non adatto agli investimenti delle grandi aziende reali.

La linden avrebbe deciso a questo punto di agire in due modi diversi: da un lato reprimere ufficialmente certi comportamenti in una campagna pseudo-moralizzatrice, dall’altro rilasciare i server in open source, per esternalizzare il rischio legale di eventuali contenuti proibiti (la responsabilità dei contenuti ricadrebbe sul possessore del server e non sulla Linden).

Come dicevo non voglio discutere i presupposti morali di tutto ciò, ognuno gestisce casa sua come preferisce, ma piuttosto alcuni punti che credo che la Liden stia trascurando:

- L’importanza del sesso e del gioco d’azzardo per secondlife: mi sembra che la Linden Lab stia fortemente sottovalutando l’importanza di questi settori in SL. Può essere deludente che l’immaginazione della maggior parte degli utenti non sembri vedere altre opportunità a parte scopare virtualmente e giocare alle Slot Machine, ma è quello che molta gente cerca in SL. (vedi a questo proposito qui). Potrebbero facilmente distruggerne l’economia.


- Standardizzazione forzata: la struttura sociale di Second Life si distingue da quella dei suoi concorrenti (in primis There, ActiveWorlds e in prospettiva Sony Home) proprio per la sua completa libertà creativa e sessuale. Restringerla adesso significa distruggere uno dei punti di forza di Second Life rispetto ad altri “parchi di divertimento” virtuale. Perderebbe un enorme vantaggio competitivo riducendosi ad imitarli.


- Il diritto di proprietà. Le nuove regole emesse dalla Linden sono estremamente vaghe e aperte alla libera interpretazione, non si capisce in altre parole cosa sia permesso e cosa sia proibito. In più si rifanno ad un sistema “potenziato” di abuse report che somiglia spiacevolmente alla delazione. In assenza di regole chiare e di un sistema di decisione e giudizio trasparente buona parte dei proprietari di sim che conosco possono legittimamente preoccuparsi. Preoccuparsi di essere bannati espulsi e di perdere i proprio investimenti.

Nella pratica Linden Lab con questo suo atteggiamento ha reso dubbio proprio quel diritto di proprietà e di libera iniziativa che vantava come un punto di forza. I rischi di perdere all’improvviso i frutti del proprio lavoro, senza possibilità di appello sono enormemente aumentati. Senza un correttivo ritengo che la reazione di un calo degli investimenti e della creatività dei residenti sarà inevitabile.

In definitiva tentare di rendere Second Life un posto per famiglie, potrebbe essere tutt’altro che una buona idea.

Roberto Brocchieri

In SL Albert Falck

giovedì 17 maggio 2007

Voci sul futuro di Second Life

Il 10 di maggio è stato pubblicato un post molto interessante sugli sviluppi di Second Life. Sono riportati tutta una serie di progetti e di inziativa di cui finora non si aveva notizia.

La cosa interessante è che questo post non è stato pubblicato su sul blog ufficiale della Linden, o tratto da un press release o da una intervista ufficiale… è apparso sul blog di Gwyneth Llewelyn (qui), una delle residenti storiche di SL (dal 2003 secondo la sua biografia).

Il post sta sollevando molta attenzione perché Gwyneth non è famosa per le sue creazioni o per le sue ricchezze, ma soprattutto per la sua rete di contatti e di amicizie in SL. Insomma conosce tutti quelli che contano, tra cui gli stessi Linden.

In definitiva il suo post sembra contenere in maniera ufficiosa i programmi e le strategie per il futuro della stessa Linden Lab, ed il caso di leggerlo e tenerlo a mente.

Vediamo i punti principali.

Linden Lab finalmente fa profitti

Questa era una voce che già girava da parecchio, originata da una accenno alla cosa durante una intervista dello stesso Thorley Linden, che questa sia una ulteriore conferma?

Questo secondo Gwyneth starebbe ad indicare che molto probabilmente Linden Lab non sarà venduta nel breve periodo ad un big del Web, ma tenterà di continuare a crescere con le sue risorse.

La voce in SL

Questa non dovrebbe essere una novità per nessuno, il lancio del sonoro per SL dovrebbe essere previsto per fine mese, quello che è interessante è un accenno a un sistema di face morphing per riportare in world le espressione facciali dei giocatori.

Verifica dell’Età

Come è stato pubblicato sullo stesso blog ufficiale, il sistema di validazione dell’età sarà affidato ad una società esterna e avrà un costo da definire, ma a questo sarà aggiunto un sistema di classificazione dei contenuti che sarà a carico dei creatori degli oggetti, e accanto a questo un nuovo sistema di abuse report affidato agli utenti (simile a quello di YouTube per intenderci) per segnalare oggetti classificati erroneamente.

Gwyneth esprime l’opinione che questo sistema rivoluzionerà profondamente SL. In primo luogo, prevede, molti utenti lasceranno SL o non si valideranno non volendo concedere a qualcuno i dati personali necessari per verificare la loro età, questo ridurrà il volume dei clienti a disposizione dell’industria dei settori Adulti (Casinò, Erotica, Sexy Club), rendendolo marginale.

Ciò avrà l’effetto di rendere Second Life molto più attraente per i clienti corporate e lascerà nel settore Adulto solo gli imprenditori più grossi e più capaci. Insomma una visione futura di Second Life che ricorda molto certi paesaggi di There.

Sarebbe di certo interessante poter sapere se queste sono conclusione che Gwyneth trae indipendentemente o sono riprese da fonti più “autorevoli”. In questo secondo caso, mi preoccuperei assai, perché si tratterebbe di un tentativo di sterilizzare una parte importante di Second Life. Un tentativo che a mio parere potrebbe avere conseguenze molto funeste, visto che, tuttora, la vita economica di SecondLife è ampiamente dominata dal settore Adulto.

I nuovi sistemi di “Governance”

Come sappiamo il nuovo sistema di controllo degli Abusi sarà in larga parte demandato ai Landowner. Gwyneth descrive il nuovo sistema con un certo dettaglio, specialmente il sistema di “propagazione” dei ban tramite un sistema di liste e tutti problemi e abusi di potere che rischia di provocare… quello che mi meraviglia è la leggerezza e la tranquillità con cui descrive uno scenario da (parole sue) “Inverno Nucleare”.

Sculpted Prims

L’altra novità in arrivo su Second Life (è già attiva sulla Beta) sono gli Sculpted Prims. Per spiegarla in poche parole (ammesso che nella mia ignoranza abbia capito) d’ora in poi ci sarà un tipo di prim che potrà essere scolpito tramite una mappa di grey tones, permettendo di creare oggetti prima impensabili e soprattutto con una prim count infinitamente minore.

Questo nuovo tipo di oggetti dovrebbe avere un effetto benefico che va oltre quello grafico, infatti la riduzione del numero di prims aiuterà moltissimo a migliorare le prestazioni dei server, aumentando quindi prestazioni, FPS e godibilità dell’ambiente.

Come tutte le grandi innovazioni tecnologiche anche questa avrà i suoi inevitabili effetti sull’economia. L’introduzione degli sculpted prims renderà immediatamente obsoleti una gran parte degli oggetti creati finora e anche buona parte del Know-how degli attuali dominatori del mercato.

Soprattutto la nuova tecnica richiederà molta più esperienza per ottenere buoni risultati, esperienza che non è detto sia alla portata di molta gente. Ciò ridurrà il numero di creatori di prodotti e li professionalizzerà.

Nuovi Linden e altri progetti

Dopo di che Gwyneth passa a lodare gli ultimi acquisti della scuderia di sviluppatori Linden dando accenni a tutta una serie di nuovi sviluppi in tempi brevi che lasciano.. beh lasciano con l’acquolina in bocca.

- Introduzione del nuovo Havok 4.5 come motore fisico
- HTML on a Prim
- Nuovo sistema di rendering che permetterà agli oggetti e gli avatar di avere ombre
- un nuovo sistema di riflessione della luce (leggi: Specchi!)
- un miglioramento della mesh degli Avatar per renderli più dettagliati

Scalabilità

Uno dei grossi dubbi sul futuro di SecondLife è sempre stato la stato la sua capacità di espansione, fino a quanti utenti e quante sim e quanti oggetti Second Life potrà reggere prima di collassate…?

Gwyneth dice senza mezzi termini niente di meno che ha breve la Linden pubblicherà uno studio su come sarà impostata SL 2.0 lato server. Avete letto bene: parla di SL 2.0!

Come sarà questa SL 2.0?

- In primo luogo non avrà grossi impatti sul lato giocatore. Noi continueremo a fare le cose che avremo sempre fatto nel solito modo, solo lo faremo meglio, più velocemente e con meno problemi (crash, lag, lost inventory etc).
- Più che a potenziare l’HW ci saranno nuovi rivoluzionari algoritmi che miglioreranno le prestazioni
- Verranno create nuove location per i Server della Linden (pure in Europa)
- La grid sarà definitivamente decentralizzata dando anche ad altre organizzazioni o privati la possibilità di avere propri server connessi alla main grid.

Project Open Letter

Per chiudere il suo lunghissimo post Gwyneth affronta il problema sollevato dai firmatari della Lettera Aperta alla Linden Lab in cui si chiedeva di smetterla di introdurre nuove cose, ma di far funzionare quelle vecchie.

Gwyneth sembra fiduciosa della capacità della Linden di soddisfare le nostre richieste di stabilità e nel contempo di introdurre alcuni selezionati miglioramenti.

Commenti (Miei)

Come ho detto all’inizio di questo post, non siamo in grado di sapere quanto ci sia di ufficiale quanto di ufficioso e quanto di personale in questo post di Gwyneth, ma supponendo che le sue informazioni siano migliori delle nostre, le conclusioni che possiamo trarne sono molteplici.

Di certo i cambiamenti tecnici progettati sembrano tutti molto interessanti:

- Voce
- Face Morphing
- Nuovi Avatar Migliorati
- Sculpted prims
- Ombre e riflessi
- Nuovo sistema di simulazione fisica
- HTML on a Prim
- Nuovo sistema di gestione lato server (SL 2.0)
- Lato server open sourced anche a parti terze.

Insomma SL evolverebbe enormemente, migliorando sicuramente la sua godibilità.

Quello che mi preoccupa invece sono i riflessi dal lato sociale ed economico dei cambiamenti. La verifica dell’età e un sistema di gestione degli abusi erano probabilmente due passi prima o poi inevitabili, ma una loro gestione errata potrebbe davvero causare quell’”Inverno Nucleare” descritto da Gwyneth.

Già l’impatto dell’introduzione della voce sarà enorme: se è vero, come si racconta, che un 10% degli avatar su SL sono di sesso diverso da quello del loro possessore, avremo già migliaia di possibili abbandoni. L’introduzione di regole più rigide per i contenuti Adulti e il nuovo sistema di gestione degli abusi non potrà che aggravare il problema.

Quello che trovo più preoccupante delle descrizioni della nuova “società” di SecondLife fatta da Gwyneth è che potrebbero essere riflessi dei veri progetti dei Linden: una Second Life disneyzzata, con utenti meno creatori e più consumatori, ma di certo più docili, campi verdi e prati fioriti, una mecca per i creatori di contenuti professionali.

La cosa mi preoccupa non tanto per i miei bisogni personali (anche se apprezzo SL soprattutto per la libertà che dà), ma soprattutto perché questo quadro sottovaluta l’impatto distruttivo che la fine dell’industria per adulti avrebbe sull’economia di Second Life. Che lo si gradisca o no, Sexy Club, casinò e tutto l’indotto, sono probabilmente più della metà del PIL di Second Life… portarli alla chiusura sarebbe un suicidio (Almeno nel breve-medio periodo).

Un pericolo più grave però si profila all’orizzonte: questa Second Life sterilizzata, normalizzata e “per tutta la famiglia”, aperta alle grande aziende RL, mi ricorda pericolosamente altri progetti in via di sviluppo (Home di Sony, MTV Island, il nuovo metaverso di EA ed Endemol) o esistenti. Possibile che Linden Lab sia cosi stupida da cancellare quella fantastica peculiarità che distingue Second Life da tutti i suoi simili: la libertà per tutti di crearsi il proprio mondo. Possibile che vogliano mettersi proprio sulla strada della Sony?

Amici miei, qui vi lascio, con una domanda. Qui trovate l’articolo originario. Leggetelo e ditemi cosa ne pensate.


Roberto Brocchieri

in SL Albert Falck

mercoledì 18 aprile 2007

Il World Stock Exchange, la Borsa di Second Life

Non è più novità il fatto che su Second Life ci sia una borsa valori, ormai è da un paio di mesi che il World Stock Exchange è in funzione (con qualche alto e basso dei suoi sistemi informatici).

La cosa non mi meraviglia: dove è in azione un economia vibrante come quella di SL è scontato che nasca un sistema finanziario, che aiuti nella raccolta e nella distribuzione dei capitali e degli investimenti e ne tragga profitto. Oltretutto il WSE è solo l’ultimo di molteplici tentativi che ci sono stati, anche se finora l’unico a raggiungere l’operatività.

Quello che invece mi meraviglia è che, come al solito, del WSE si parla molto (sia nel bene che nel male), ma finora non ho trovato un solo tentativo di analisi dei suoi eventuali pregi e dei suoi probabili difetti.

Queste righe hanno lo scopo di illustrare i risultati di alcune analisi e studi che ho compiuto nelle ultime settimane sul WSE. Non essendo un specialista di borsa ho richiesto l’aiuto di laureato91 (che di legislazione finanziaria se ne occupa professionalmente) e di un paio di amici che si guadagnano da vivere facendo i brooker nelle borse vere.

In questi giorni sta montando una feroce polemica che vede contrapposti il WSE e altri imprenditori che vorrebbero fondare mercati concorrenti. Se volete approfondirla vi rimando alla SLNN dove troverebbe una serie di affascinanti lettere aperte, risposte, commenti, critiche e un bel po’ di insulti.
Il livello della discussione mi sembra degno di un talk show pomeridiano e non me ne occuperò in questo articolo.

Mi limito solo a una precisazione: non starò a dibattere sull’onesta personale dei fondatori e dei gestori del WSE. Non li conosco, se non scambi di saluti di cortesia durante alcuni incontri istituzionali, e non ho informazioni sufficienti per giudicare sulla questione, a parte il fondamentale concetto di presumere innocente e onesto chiunque in assenza di prove contrarie. Quindi qui parto dal presupposto che il WSE sia un impresa onesta, costituita e gestita per perseguire gli scopi dichiarati e non un imbroglio gestito con malizia.

L’analisi è divisa in tre diversi capitoli:
- nel primo esplorerò la situazione legale in cui si muove il WSE e più in generale del settore finanziario in SL;
- nel secondo la struttura organizzativa e regolatoria del WSE,
- per l’ultimo analizzerò la composizione del portfolio di aziende quotate nel WSE dando un giudizio generale sul mercato.


Aspetti Legali

Bisogna premettere che non è certo colpa dei fondatori WSE che su Second Life l’aspetto economico-finanziario si muova e si stia sviluppando in un completo vuoto legislativo (la Linden Lab non sembra avere intenzione di immischiarsi nelle transazioni tra giocatori e non ci sono finora autorità esterne che abbiamo preso una posizione), ma il problema rimane.

In effetti dal punto di vista legale è tutto da definire. E’ addirittura problematico capire cosa si compra e si vende sul WSE. Si comprano e si vendono partecipazioni di che cosa? Le entità partecipanti al WSE sono, al meglio, delle imprese di fatto, ma non hanno ovviamente nessuna personalità giuridica in senso proprio.

Il WSE si riserva una funzione di controllo ed eventualmente la possibilità di escludere e sospendere le entità quotate, inoltre richiede sia reso noto la vera identità della persona fisica titolare dell’Avatar che funge da Amministratore Delegato. Si tratta di una impostazione di per se stessa rivoluzionaria per Second Life. Di certo si tratta di un aspetto posivo: conoscere l’identità reale delle persone con cui si sta prendendo un accordo economico è la condizione MINIMA per porre una base di fiducia e permettere transazioni di una certa consistenza.

Purtroppo il limitarsi a conoscere un nome e un cognome è comunque insufficiente ad assicurare la protezione degli azionisti in caso di problemi.

Oltre all’irrisolto problema della personalità giuridica delle entità coinvolte, dobbiamo anche tener conto dei problemi relativi della giurisdizione (Linden Lab che ospita i server è americana, la Hope Capital è australiana, la “società” quotata e i suoi rappresentanti possono essere di dovunque, l’investitore idem). Ricordo inoltre che rimane addirittura dubbio se una transazione economica di SL possa essere ritenuta da un giudice meritevole di protezione oppure solo un “gioco”.

Insomma ci sono una serie di problemi non indifferenti che lasciano decisamente perplessi quando si fanno i conti e si scopre che un mese fa la capitalizzazione totale del WSE era di circa 3 milioni di dollari americani. Troppo per essere un gioco tra amici.

La soluzione di questo tipo di problemi va oltre il possibile campo di azione dei fondatori del WSE, ma rimane la prima considerazione che un investitore dovrebbe fare volendo impegnare una somma di una certa rilevanza.

Aspetti Regolatori

Al di là dell’aspetto legale illustrato prima il WSE si impegna ad una serie di controlli prima di ammettere una società alla quotazione. Assumendo un ruolo regolatorio similare a quello che può avere la CONSOB italiana.

Inutile dire che i controlli sono effettuati su documenti forniti spontaneamente dalle stesse società che richiedono la quotazione e che quindi si tratta di dati non certificati da nessun altro. Il che pur ammettendo la buona fede di chi effettua i controlli non è la cosa più rassicurante.

In linea di massima è presumibile che la Hope Capital (che controlla il WSE) esegua questi controlli con una certa prudenza non volendo rovinare il suo business con quotazioni di aziende non troppo chiare, ma abbiamo solo questo al momento per fidarci.

Il regolamento stesso presenta già ad una prima scorsa alcuni punti deboli. Il primo è più importante è il punto che riguarda la gestione di eventuali Conflitti di Interessi degli azionisti, che è regolato in una maniera che mi lascia perplesso.

Faccio un esempio per spiegarmi in maniera chiara: abbiamo la società quotata X.SpA, tra i membri della sua direzione si trova Mario Rossi. In un dato momento la X.SpA si trova a dover decidere se firmare o meno un contratto con un'altra società, la Y SpA, per la fornitura di un servizio. Guarda caso la Y.SpA è di proprietà del Mario Rossi di cui sopra.

Nella maggior parte delle legislazioni del mondo reale, al momento di prendere una decisione Mario Rossi deve dichiarare che ha un interesse nell’altra società e astenersi da prendere parte alla decisione necessaria per stabilire per esempio il prezzo da pagare. La ragione è evidente il suo compito di fare il migliore interesse della società X.SpA che dirige entra in conflitto con il suo interesse personale di far fare il miglior affare possibile alla Y.SpA che possiede. Se non dichiarasse questo conflitto di interesse e non si astenesse, gli azionisti potrebbero legalmente impugnare la decisione, far rescindere il contratto e, se ce ne sono gli estremi, chiedere i danni.

Nel regolamento del WSE è invece indicato che il direttore può astenersi dal dichiarare questa situazione di conflitto e in qualunque caso la transazione deve essere considerata valida.

Per descrivere il caso peggiore, il direttore di una azienda quotata potrebbe vendere sottocosto una proprietà da lui amministrata a se stesso, e la transazione non violerebbe il regolamento del WSE, anche se, evidentemente, procurerebbe danni agli azionisti.

Bisogna dire che in assenza di un sistema legale (vedi il primo punto) a cui rivolgersi per annullare la transazione e recuperare i soldi, la proibizione di un comportamento simile rimarrebbe inapplicabile. Fatti simili sono quelli che mi fanno sempre consigliare di muoversi con molta cautela su SL e di non investire mai somme eccessivamente alte.

C’e’ poi un altro problema della struttura regolamentare che, a mio parere, è potenzialmente pericoloso (e questo sarebbe evitabile).

Nella maggior parte delle situazioni della vita reale esistono due entità separate nella gestione della borsa: un organizzazione di regolamento e controllo (in italia ad es la CONSOB) e una organizzazione che invece gestisce gli aspetti pratici e operativi (in Italia la Borsa.SpA), nel WSE esiste sostanzialmente una sola entità che fa entrambe le cose la Hope Capital, che è a sua volta quotata nel WSE.

Il risultato di questo è che un esterno (magari con interessi in aziende quotate nel WSE) potrebbe acquisire parte della proprietà dell’ente che effettua i controlli e cercare di influenzarli a suo vantaggio.

Aspetti Strutturali

Affrontati ed esaminati alcuni dei problemi legali e di regolamento l’ultimo punto da affrontare è la struttura del mercato stesso e delle aziende quotate.

Nel WSE all’inizio della settimana erano quotate 36 aziende, mentre erano in corso 18 IPO, in linea di massima il numero delle aziende quotate continua a crescere, e da quello che si sa c’e’ un grosso numero di aziende in attesa di essere ammesse alle IPO.

L’aumento del numero di aziende quotate è sicuramente una cosa buona per gli investitori: assicura una maggiore possibilità di scelta e stabilizza il mercato, ma al momento la presenza di solo 36 aziende quotate espone potenzialmente il mercato a fluttuazioni occasionali tutt’altro che piacevoli per i piccoli investitori.

Interessante è esaminare le area di attività, dichiarate, delle aziende quotate: principalmente si tratta di Gioco d’Azzardo, Immobiliare, Finanza e Prodotti Scriptati. Questa concentrazione in quattro settori non è rassicura sulla stabilità generale del mercato.

Il settore Immobiliare è da sempre uno dei motori principali dell’economia di Second Life, ma si tratta anche di un business molto competitivo e con una forte variabilità.

La presenza di molte aziende specializzate nel Gioco d’Azzardo sembra confermare l’importanza del settore nell’economia di Second Life, ma le recenti notizie sui dubbi sulla legalità dei casinò virtuali getta delle ombre sul suo futuro.

Le aziende di prodotti scriptati sono invece l’equivalente dell’industria pesante e high tech nel mondo reale. A mio parere hanno potenzialmente una stabilità maggiore e forse prospettive più sicure almeno fino a che l’economia generale di Second Life continuerà a godere di buona salute. In fin dei conti chiunque voglia fare business continuerà ad avere bisogno di vendors, sistemi di analisi etc. Ad un esame più approfondito però almeno un paio delle più grosse di queste aziende sembrano specializzate in prodotti per casinò (cioè Slot machine, SLingo e cose simili), percui le ombre che aleggiano sul settore del gioco di azzardo si allungano anche su di loro.

Quello che invece trovo personalmente molto dubbio è la presenza di molte aziende “finanziare” il cui scopo è raccogliere capitali di rischio, con lo scopo dichiarato di reinvestire direttamente sulle azioni delle altre aziende quotate. Si tratta di speculazioni estremamente rischiose anche nel mondo reale, inoltre il loro forte peso non potrà che essere un moltiplicatore delle fluttuazioni del mercato e inoltre crea il rischio che si crei una rete di partecipazioni incrociati e scatole cinesi che non lascia presagire niente di buono.

E’ sperabile che l’allargamento del mercato crei un portafoglio di aziende con interessi più diversificati e con un minor peso delle speculazioni puramente finanziarie.

L’andamento generale del mercato non mi è sembrato felicissimo. Nell’ultimo mese ho seguito gli andamenti facendo una serie di analisi e sembra che passato un primo periodo di euforia le quotazioni siano generalmente in ribasso (in alcuni casi in maniera notevole), spesso scendendo anche sotto il valore stabilito per la IPO. Insomma un quadro generale spiacevole, e che solleva anche alcune perplessità su come sia stato definito il prezzo della quotazione iniziale.

Il risultato è che la capitalizzazione totale del mercato malgrado l’aumento del numero di aziende quotate o in IPO è sceso da circa 3,5 milioni di dollari US a meno di 3 milioni.

C’e’ poi un punto importante da notare circa le aziende quotate. Come è logico aspettarsi si tratta in realtà di micro-aziende che hanno poca cassa, beni di garanzia risibili rispetto al livello della quotazione e di solito non più di 3 o 4 persone impegnate nella gestione. Questo, ripeto, è normale viste le condizioni di SL e non mette in dubbio le loro capacità di fare profitti, ma rende ancora più dubbio il valore delle azioni che vengono commerciate.

Dietro il valore di queste azioni non ci sono beni, piani di marketing, contratti firmati, crediti esigibili, marchi affermati: C’e’ solo la fiducia nelle idee, a volte brillanti, a volte meno, dei fondatori delle aziende e sulla loro abilità e capacità lavorativa.

Questo fatto rende quindi molto improbabile la possibilità e la convenienza di effettuare scalate o prendere il controllo di una delle aziende quotate, in quanto una volta private dei loro fondatori dietro rimarrebbe ben poco.

Conclusioni

Le conclusioni che possiamo trarre da questa analisi sono che come in altri casi la Borsa di SL ha in comune con il suo omonimo reale, poco più del nome e delle intenzioni.

Da un po’ tutti i punti di vista il WSE non sembra presentare quelle minime condizioni di garanzia presenti nelle Borse reali. A sua discolpa possiamo sicuramente dire che parecchi dei suoi problemi sono legati alle condizioni generali di SL, ma sono comunque problemi che rimangono e vanno comunque considerati.

Il WSE presenta rischi molto maggiori di quelli presenti in una borsa reale e chi decide di investire parte dei suoi Linden deve esserne cosciente.

Personalmente trovo il WSE un tentativo affascinante, da osservare da una rispettosa distanza di sicurezza, un “gioco” che sarebbe divertentissimo se non iniziasse già a muovere una quantità di denaro di tutto rispetto. Troppo denaro e con troppa leggerezza.

PS Una nota doverosa solo ieri, mentre risistemavo queste pagine ho scoperto la nascita di un blog italiano specializzato sul WSE: RatingWSE, non ho ancora avuto modo di approfondire i suoi contenuti, ma sono sempre contento quando si sviluppano contenuti italiani su SL, non saranno mai abbastanza.

Roberto Brocchieri

in SL Albert Falck

giovedì 5 aprile 2007

Il gioco d’azzardo in Second Life. FBI e Linden Lab

La notizia è stata data da Reuters con un breve trafiletto di Adam Pasik (il corrispondente di Reuters per SL vedi qui), è stata ripresa dall’Herald qui… e me la sono trovata di fronte oggi andando al lavoro su Metro Roma!

La Linden Lab ha ufficialmente invitato l’FBI americana a visitare Second Life per analizzare se la presenza di un fiorente business legato al gioco d’azzardo viola in qualche maniera la legislazione americana.

La maggior parte dei paesi (tra cui l’Italia) regola in qualche maniera il gioco d’azzardo su Internet, richiedendo che le società che lo praticano si attengano ad una serie di regole piuttosto restrittive. Linden Lab sembra decisa a giocare d’anticipo per evitare di essere considerata corresponsabile se venissero sollevati dubbi sulla legalità dei Casinò presente su SL.

Inutile dire che l’iniziativa potrebbe avere una forte influenza sulla economia di Second Life, vista l’importanza del settore.

L’azione preventiva della Linden ha anche un altro impatto piuttosto importante: per la legislazione americana la legalità o l’illegalità del gioco d’azzardo è anche legata alla presenza di premi in “denaro”. Un intervento che considerasse il Linden$ l’equivalente di una moneta vera (o quanto meno un surrogato di una moneta vera) sarebbe un precedente giuridico importante (specialmente in una legislazione anglosassone come quella americana) con una grossa importanza su quello che è lo status legale delle transazioni che avvengono su SL e delle aziende che ci operano.

In altre parole se l’FBI decidesse che il gioco d’azzardo su SL è illegale perché ci si guadagnano soldi veri, un giudice americano avrebbe un precedente che gli rendere difficile rigettare eventuali azioni legali su transazioni economiche avvenute in SL sulla base che si tratta “solo” di un gioco.

Roberto Brocchieri

in SL Albert Falck


UPDATE del 6/4: poche ore fa la Linden Lab ha comunicato sul blog ufficiale la decisione di sospendere la pubblicazione di annunci pubblicitari che si riferiscano ad attività assimilabili con i casinò e il gioco d'azzardo.

Linden Lab sostiene di non aver, al momento, ricevuto nessun tipo di avviso di tipo legale, e che questa è una decisione indipendente.

Staremo a vedere.