mercoledì 18 aprile 2007

Il World Stock Exchange, la Borsa di Second Life

Non è più novità il fatto che su Second Life ci sia una borsa valori, ormai è da un paio di mesi che il World Stock Exchange è in funzione (con qualche alto e basso dei suoi sistemi informatici).

La cosa non mi meraviglia: dove è in azione un economia vibrante come quella di SL è scontato che nasca un sistema finanziario, che aiuti nella raccolta e nella distribuzione dei capitali e degli investimenti e ne tragga profitto. Oltretutto il WSE è solo l’ultimo di molteplici tentativi che ci sono stati, anche se finora l’unico a raggiungere l’operatività.

Quello che invece mi meraviglia è che, come al solito, del WSE si parla molto (sia nel bene che nel male), ma finora non ho trovato un solo tentativo di analisi dei suoi eventuali pregi e dei suoi probabili difetti.

Queste righe hanno lo scopo di illustrare i risultati di alcune analisi e studi che ho compiuto nelle ultime settimane sul WSE. Non essendo un specialista di borsa ho richiesto l’aiuto di laureato91 (che di legislazione finanziaria se ne occupa professionalmente) e di un paio di amici che si guadagnano da vivere facendo i brooker nelle borse vere.

In questi giorni sta montando una feroce polemica che vede contrapposti il WSE e altri imprenditori che vorrebbero fondare mercati concorrenti. Se volete approfondirla vi rimando alla SLNN dove troverebbe una serie di affascinanti lettere aperte, risposte, commenti, critiche e un bel po’ di insulti.
Il livello della discussione mi sembra degno di un talk show pomeridiano e non me ne occuperò in questo articolo.

Mi limito solo a una precisazione: non starò a dibattere sull’onesta personale dei fondatori e dei gestori del WSE. Non li conosco, se non scambi di saluti di cortesia durante alcuni incontri istituzionali, e non ho informazioni sufficienti per giudicare sulla questione, a parte il fondamentale concetto di presumere innocente e onesto chiunque in assenza di prove contrarie. Quindi qui parto dal presupposto che il WSE sia un impresa onesta, costituita e gestita per perseguire gli scopi dichiarati e non un imbroglio gestito con malizia.

L’analisi è divisa in tre diversi capitoli:
- nel primo esplorerò la situazione legale in cui si muove il WSE e più in generale del settore finanziario in SL;
- nel secondo la struttura organizzativa e regolatoria del WSE,
- per l’ultimo analizzerò la composizione del portfolio di aziende quotate nel WSE dando un giudizio generale sul mercato.


Aspetti Legali

Bisogna premettere che non è certo colpa dei fondatori WSE che su Second Life l’aspetto economico-finanziario si muova e si stia sviluppando in un completo vuoto legislativo (la Linden Lab non sembra avere intenzione di immischiarsi nelle transazioni tra giocatori e non ci sono finora autorità esterne che abbiamo preso una posizione), ma il problema rimane.

In effetti dal punto di vista legale è tutto da definire. E’ addirittura problematico capire cosa si compra e si vende sul WSE. Si comprano e si vendono partecipazioni di che cosa? Le entità partecipanti al WSE sono, al meglio, delle imprese di fatto, ma non hanno ovviamente nessuna personalità giuridica in senso proprio.

Il WSE si riserva una funzione di controllo ed eventualmente la possibilità di escludere e sospendere le entità quotate, inoltre richiede sia reso noto la vera identità della persona fisica titolare dell’Avatar che funge da Amministratore Delegato. Si tratta di una impostazione di per se stessa rivoluzionaria per Second Life. Di certo si tratta di un aspetto posivo: conoscere l’identità reale delle persone con cui si sta prendendo un accordo economico è la condizione MINIMA per porre una base di fiducia e permettere transazioni di una certa consistenza.

Purtroppo il limitarsi a conoscere un nome e un cognome è comunque insufficiente ad assicurare la protezione degli azionisti in caso di problemi.

Oltre all’irrisolto problema della personalità giuridica delle entità coinvolte, dobbiamo anche tener conto dei problemi relativi della giurisdizione (Linden Lab che ospita i server è americana, la Hope Capital è australiana, la “società” quotata e i suoi rappresentanti possono essere di dovunque, l’investitore idem). Ricordo inoltre che rimane addirittura dubbio se una transazione economica di SL possa essere ritenuta da un giudice meritevole di protezione oppure solo un “gioco”.

Insomma ci sono una serie di problemi non indifferenti che lasciano decisamente perplessi quando si fanno i conti e si scopre che un mese fa la capitalizzazione totale del WSE era di circa 3 milioni di dollari americani. Troppo per essere un gioco tra amici.

La soluzione di questo tipo di problemi va oltre il possibile campo di azione dei fondatori del WSE, ma rimane la prima considerazione che un investitore dovrebbe fare volendo impegnare una somma di una certa rilevanza.

Aspetti Regolatori

Al di là dell’aspetto legale illustrato prima il WSE si impegna ad una serie di controlli prima di ammettere una società alla quotazione. Assumendo un ruolo regolatorio similare a quello che può avere la CONSOB italiana.

Inutile dire che i controlli sono effettuati su documenti forniti spontaneamente dalle stesse società che richiedono la quotazione e che quindi si tratta di dati non certificati da nessun altro. Il che pur ammettendo la buona fede di chi effettua i controlli non è la cosa più rassicurante.

In linea di massima è presumibile che la Hope Capital (che controlla il WSE) esegua questi controlli con una certa prudenza non volendo rovinare il suo business con quotazioni di aziende non troppo chiare, ma abbiamo solo questo al momento per fidarci.

Il regolamento stesso presenta già ad una prima scorsa alcuni punti deboli. Il primo è più importante è il punto che riguarda la gestione di eventuali Conflitti di Interessi degli azionisti, che è regolato in una maniera che mi lascia perplesso.

Faccio un esempio per spiegarmi in maniera chiara: abbiamo la società quotata X.SpA, tra i membri della sua direzione si trova Mario Rossi. In un dato momento la X.SpA si trova a dover decidere se firmare o meno un contratto con un'altra società, la Y SpA, per la fornitura di un servizio. Guarda caso la Y.SpA è di proprietà del Mario Rossi di cui sopra.

Nella maggior parte delle legislazioni del mondo reale, al momento di prendere una decisione Mario Rossi deve dichiarare che ha un interesse nell’altra società e astenersi da prendere parte alla decisione necessaria per stabilire per esempio il prezzo da pagare. La ragione è evidente il suo compito di fare il migliore interesse della società X.SpA che dirige entra in conflitto con il suo interesse personale di far fare il miglior affare possibile alla Y.SpA che possiede. Se non dichiarasse questo conflitto di interesse e non si astenesse, gli azionisti potrebbero legalmente impugnare la decisione, far rescindere il contratto e, se ce ne sono gli estremi, chiedere i danni.

Nel regolamento del WSE è invece indicato che il direttore può astenersi dal dichiarare questa situazione di conflitto e in qualunque caso la transazione deve essere considerata valida.

Per descrivere il caso peggiore, il direttore di una azienda quotata potrebbe vendere sottocosto una proprietà da lui amministrata a se stesso, e la transazione non violerebbe il regolamento del WSE, anche se, evidentemente, procurerebbe danni agli azionisti.

Bisogna dire che in assenza di un sistema legale (vedi il primo punto) a cui rivolgersi per annullare la transazione e recuperare i soldi, la proibizione di un comportamento simile rimarrebbe inapplicabile. Fatti simili sono quelli che mi fanno sempre consigliare di muoversi con molta cautela su SL e di non investire mai somme eccessivamente alte.

C’e’ poi un altro problema della struttura regolamentare che, a mio parere, è potenzialmente pericoloso (e questo sarebbe evitabile).

Nella maggior parte delle situazioni della vita reale esistono due entità separate nella gestione della borsa: un organizzazione di regolamento e controllo (in italia ad es la CONSOB) e una organizzazione che invece gestisce gli aspetti pratici e operativi (in Italia la Borsa.SpA), nel WSE esiste sostanzialmente una sola entità che fa entrambe le cose la Hope Capital, che è a sua volta quotata nel WSE.

Il risultato di questo è che un esterno (magari con interessi in aziende quotate nel WSE) potrebbe acquisire parte della proprietà dell’ente che effettua i controlli e cercare di influenzarli a suo vantaggio.

Aspetti Strutturali

Affrontati ed esaminati alcuni dei problemi legali e di regolamento l’ultimo punto da affrontare è la struttura del mercato stesso e delle aziende quotate.

Nel WSE all’inizio della settimana erano quotate 36 aziende, mentre erano in corso 18 IPO, in linea di massima il numero delle aziende quotate continua a crescere, e da quello che si sa c’e’ un grosso numero di aziende in attesa di essere ammesse alle IPO.

L’aumento del numero di aziende quotate è sicuramente una cosa buona per gli investitori: assicura una maggiore possibilità di scelta e stabilizza il mercato, ma al momento la presenza di solo 36 aziende quotate espone potenzialmente il mercato a fluttuazioni occasionali tutt’altro che piacevoli per i piccoli investitori.

Interessante è esaminare le area di attività, dichiarate, delle aziende quotate: principalmente si tratta di Gioco d’Azzardo, Immobiliare, Finanza e Prodotti Scriptati. Questa concentrazione in quattro settori non è rassicura sulla stabilità generale del mercato.

Il settore Immobiliare è da sempre uno dei motori principali dell’economia di Second Life, ma si tratta anche di un business molto competitivo e con una forte variabilità.

La presenza di molte aziende specializzate nel Gioco d’Azzardo sembra confermare l’importanza del settore nell’economia di Second Life, ma le recenti notizie sui dubbi sulla legalità dei casinò virtuali getta delle ombre sul suo futuro.

Le aziende di prodotti scriptati sono invece l’equivalente dell’industria pesante e high tech nel mondo reale. A mio parere hanno potenzialmente una stabilità maggiore e forse prospettive più sicure almeno fino a che l’economia generale di Second Life continuerà a godere di buona salute. In fin dei conti chiunque voglia fare business continuerà ad avere bisogno di vendors, sistemi di analisi etc. Ad un esame più approfondito però almeno un paio delle più grosse di queste aziende sembrano specializzate in prodotti per casinò (cioè Slot machine, SLingo e cose simili), percui le ombre che aleggiano sul settore del gioco di azzardo si allungano anche su di loro.

Quello che invece trovo personalmente molto dubbio è la presenza di molte aziende “finanziare” il cui scopo è raccogliere capitali di rischio, con lo scopo dichiarato di reinvestire direttamente sulle azioni delle altre aziende quotate. Si tratta di speculazioni estremamente rischiose anche nel mondo reale, inoltre il loro forte peso non potrà che essere un moltiplicatore delle fluttuazioni del mercato e inoltre crea il rischio che si crei una rete di partecipazioni incrociati e scatole cinesi che non lascia presagire niente di buono.

E’ sperabile che l’allargamento del mercato crei un portafoglio di aziende con interessi più diversificati e con un minor peso delle speculazioni puramente finanziarie.

L’andamento generale del mercato non mi è sembrato felicissimo. Nell’ultimo mese ho seguito gli andamenti facendo una serie di analisi e sembra che passato un primo periodo di euforia le quotazioni siano generalmente in ribasso (in alcuni casi in maniera notevole), spesso scendendo anche sotto il valore stabilito per la IPO. Insomma un quadro generale spiacevole, e che solleva anche alcune perplessità su come sia stato definito il prezzo della quotazione iniziale.

Il risultato è che la capitalizzazione totale del mercato malgrado l’aumento del numero di aziende quotate o in IPO è sceso da circa 3,5 milioni di dollari US a meno di 3 milioni.

C’e’ poi un punto importante da notare circa le aziende quotate. Come è logico aspettarsi si tratta in realtà di micro-aziende che hanno poca cassa, beni di garanzia risibili rispetto al livello della quotazione e di solito non più di 3 o 4 persone impegnate nella gestione. Questo, ripeto, è normale viste le condizioni di SL e non mette in dubbio le loro capacità di fare profitti, ma rende ancora più dubbio il valore delle azioni che vengono commerciate.

Dietro il valore di queste azioni non ci sono beni, piani di marketing, contratti firmati, crediti esigibili, marchi affermati: C’e’ solo la fiducia nelle idee, a volte brillanti, a volte meno, dei fondatori delle aziende e sulla loro abilità e capacità lavorativa.

Questo fatto rende quindi molto improbabile la possibilità e la convenienza di effettuare scalate o prendere il controllo di una delle aziende quotate, in quanto una volta private dei loro fondatori dietro rimarrebbe ben poco.

Conclusioni

Le conclusioni che possiamo trarre da questa analisi sono che come in altri casi la Borsa di SL ha in comune con il suo omonimo reale, poco più del nome e delle intenzioni.

Da un po’ tutti i punti di vista il WSE non sembra presentare quelle minime condizioni di garanzia presenti nelle Borse reali. A sua discolpa possiamo sicuramente dire che parecchi dei suoi problemi sono legati alle condizioni generali di SL, ma sono comunque problemi che rimangono e vanno comunque considerati.

Il WSE presenta rischi molto maggiori di quelli presenti in una borsa reale e chi decide di investire parte dei suoi Linden deve esserne cosciente.

Personalmente trovo il WSE un tentativo affascinante, da osservare da una rispettosa distanza di sicurezza, un “gioco” che sarebbe divertentissimo se non iniziasse già a muovere una quantità di denaro di tutto rispetto. Troppo denaro e con troppa leggerezza.

PS Una nota doverosa solo ieri, mentre risistemavo queste pagine ho scoperto la nascita di un blog italiano specializzato sul WSE: RatingWSE, non ho ancora avuto modo di approfondire i suoi contenuti, ma sono sempre contento quando si sviluppano contenuti italiani su SL, non saranno mai abbastanza.

Roberto Brocchieri

in SL Albert Falck

4 commenti:

Pasha Boucher ha detto...

Ciao

grazie per la visita al mio blog e per avermi fatto conoscere il tuo.
Veramente un bel blog. Complimenti!!

"analisi dei suoi eventuali pregi e dei suoi probabili difetti del WSE.?"
- pregi: che fa divertire e giocare un appassionato di mercati finanziari come me.
- difetti: troppi per essere esposti in un commento, ma troppi anche per essere esposti in un post. :)

Il problema di SL è l'anarchia, che è peggio della didattura! ...e qui abbiamo entrambi: i linden i dittatori di un sistema anarchico.

è auspicabile che i linden facciano un passo indietro e che SL diventi un sistema meno anarchico, altrimenti, secondo me, una crisi del '29 è inevitabile e probabilmente succederà nel momento in cui la crescita della popolazione cesserà (cosa inevitabile)

Pasha Boucher

Ombrone ha detto...

Anche il tuo è molto interessante!

Mi trovi molto daccordo. Incredibili a dirsi... ma per far sviluppare bene l'economia c'e' bisogno di leggi e regole che permettano di condurre transazioni sicure.

Giocare a fare l'economia è bello... ma qui iniziano a esserci troppi soldi per essere solo un gioco.

Meglio darci una regolata noi, prima che ci venga imposta dall'alto

silvia ha detto...

Ottimo articolo, chiaro e illuminante.

Anonimo ha detto...

ciao a tutti e grazie per quello che fate per la nostra comunità. io è da poco che mi sono imbattuto in sl penzo sempre la stessa cosa,se qualcuno stacca la spina?mi sembra un gioco affascinante però pieno di e se ... per fortuna di quelli che sono ancora allo scuro della funzione vera di sl ci sono persone che lavorano anche per loro .voi.grazie